Nella sezione dedicata ad Ernesto Rossi (co-autore con Altiero Spinelli del Manifesto di Ventotene del 1941 ed esecutore testamentario di Gaetano Salvemini, puoi scaricare (e leggere) 2 interventi del Nostro usciti su L'Astrolabio del 25 ottobre 1963.
Nella sezione Storia>>Panfilo Gentile è da scaricare il libro completo, diviso in 9 capitoli, Polemica contro il mio tempo
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Risorgimento

[...] Nasce nell’Ottocento il termine "risorgimento" in senso piú strettamente nazionale e politico, ccompagnato dalle altre espressioni di "riscossa nazionale" e "riscatto nazionale": tutti esprimono il concetto del ritorno a uno stato di cose già esistito nel passato o di "ripresa" offensiva ("riscossa") delle energie nazionali disperse intorno a un nucleo militante e concentrato, o di emancipazione da uno stato di servitú per ritornare alla primitiva autonomia ("riscatto"). Sono difficili da tradurre appunto perché strettamente legate alla tradizione letteraria-nazionale di una continuità essenziale della storia svoltasi nella penisola italiana, da Roma all’unità dello Stato moderno, per cui si concepisce la nazione italiana "nata" o "sorta" con Roma, si pensa che la cultura greco-romana sia "rinata", la nazione sia "risorta", ecc. La parola "riscossa" è del linguaggio militare francese, ma poi è stata legata alla nozione di un organismo vivo che cade in letargia e si riscuote, sebbene non si possa negare che le è rimasto un po’ del primitivo senso militare.
A questa serie puramente italiana si possono collegare altre espressioni corrispondenti: per esempio il termine, di origine francese e indicante un fatto prevalentemente francese, "Restaurazione". [...]
Antonio Gramsci, Il Risorgimento, Editori Riuniti, Roma 1996

 
  • Diario di Marco Centola

    Diario di Marco Centola

    Giovedì, 24 Agosto 2017 - 79.41 Kb - pdf - e0c07da00585e06e009b38000f6b52e2 - Il diario di Marco Centola, il sammarchese che incontrò Giuseppe Garibaldi a Mèlito Porto Salvo nel 1860.Il diario di Marco Centola è conservato nell'Archivio di Stato di Foggia. Si trova nelle carte della famiglia Centola che il Prof. Tommaso Nardella ha trascritto e pubblicato nel libro seguente: MARCO CENTOLA E LO SBARCO GARIBALDINO A MELITO - FAUSTO FIORENTINO EDITORE 1969La versione non comprende le note del Nardella per una questione di Copyright e di rispetto verso chi duramente ha lavorato su queste vecchie carte impolverate. La presente ritrascrizione digitale è stata creata per coloro i quali vogliono conoscere la storia di Marco Centola e non possono entrare in possesso del libro e del diario dato che non è più in vendita. Si prega di citare la fonte in ogni caso. [...]

  • La capitanata nel 1848

    La capitanata nel 1848

    Venerdì, 29 Dicembre 2017 - 119.68 Kb - pdf - 4568c6992a942690b277043462466ee4 - Brano tratto da Consalvo Di Taranto, La Capitanata nel 1848, Deliceto 1910 pp. 11-15 Le condizioni politiche e sociali di Capitanata verso il 1848.La provincia di Capitanata. fino a che durò il regno borbonico della Due Sicilie, era assai più estesa di quella che è attualmente. Comprendeva allora anche i Comuni di Accadia, Anzano, Castelfranco, Ginestra, Greci, Montaguto, Montefalcone, Monteleone, Orsara, S. Bartolomeo e Savignano, che le furono tolti e per formare la nuova Provincia di Benevento e per accrescere quella diminuita di Avellino. Era ed è ancor oggi costituita da una parte piana, che è il Tavoliere, sino alle sponde dell'Ofanto, e da una parte montuosa che comprende il Gargano ed un poco del subappennino napoletano. La popolazione che l'abita, corrisponde alla natura del paese: quella dei monti talvolta rozza e fiera, amante di libertà, tal'altra alla buona, di una semplicità e schiettezza, di cui rimangono tuttavia le vestigia, malgrado i mutamenti che avvengono nelle idee e nei costumi per la continua emigrazione dei giorni nostri. Tutta dedita alla coltura dei campi, non lascia affatto incolto ogni colle, ogni pendice, ogni luogo qualsiasi, ove la zappa o la vanga possa affondare, e ne trae il sostentamento e la vita. Boschi di querce e di castagno, noceti sulla cima dei monti; verso il piano a mano a mano che vi si discende lentamente, seminati e vigne e corone di ulivi, sparsi qua e là senza ordine, ma belli a vedere. [...]

  • Il colera del 1837

    Il colera del 1837

    Giovedì, 25 Gennaio 2018 - 852.60 Kb - pdf - 0454d0d88a0fab6c7b29cfa45fbd5ca0 - Matteo Ciaverella, Il colera a San Marco in Lamis nel 1837, Gruppo Cittadella Est San Marco in Lamis, Lucera, 1981. [...] Presentare questo pregevole saggio di Matteo Ciavarella sul primo colera abbattutosi in S. Marco in Lamis nel 1837, per chi ha senso di civica responsabilità e amore di natio loco può essere un semplice se non imperioso dovere. Assolvo invece questo compito con vero e grato piacere per più d'un motivo.Questo saggio s'impone di per sé all'interesse del lettore e dello studioso per l'accuratezza dell'indagine, con informazione di prima mano attinta a più fonti; per il tessuto narrativo condotto con nitide linee essenziali; per l'esposizione organica, la fondatezza della documentazione e la serietà dell'impegno; ma l'esemplarità del dettato rivela anche, pur nel tocco rapido e lieve, l'affettuoso sguardo del narratore ispirato, a un tempo, della caritas e della pietas, proprie dello storico. [...]Pasquale Soccio

  • Il Mezzogiorno di A. Lepre

    Il Mezzogiorno di A. Lepre

    Sabato, 17 Febbraio 2018 - 92.01 Kb - pdf - a6cf8c994f82737fb081e2a2fd87c7c5 - Aurelio Lepre, Storia del Mezzogiorno nel Risorgimento, Editori Riuniti, 1974 Tenacia, ostinata voglia di vivere e straordinaria capacità di lavoro nonostante la disabilità fisica, impegno intellettuale ed etico: erano queste le caratteristiche che colpivano immediatamente chi avvicinava e conosceva Aurelio Lepre, venuto a mancare a quasi 84 anni dopo un'intensissima attività dedicata agli studi storici. Lepre, in oltre mezzo secolo, ha spaziato tra storia moderna e storia contemporanea, collocando sempre Napoli e il Mezzogiorno in una dimensione italiana ed europea, avvicinandosi alle sue vicende senza steccati disciplinari, ma con sensibilità spiccata per l'economia, i rapporti sociali e politici, la cultura. Per un lungo periodo, la sua ortodossia marxista lo ha indotto a privilegiare la struttura economica e i rapporti sociali di produzione, a volte anche indulgendo a forzate applicazioni di meccanicistici schemi marxiani alla realtà storica. Ma l'indiscutibile fedeltà ideologica non ha mai penalizzato la deontologia fondamentale dello storico, cioè il riferimento costante alle fonti documentarie e il rigore criticofilologico. Si può a ragione parlare, a proposito di Lepre, di un rigoroso seguace di Gramsci: soprattutto il nesso tra Mezzogiorno e Risorgimento è stato largamente tributario dell'interpretazione gramsciana del Risorgimento come 'rivoluzione agraria mancata'. Ma questa adesione di fondo non ha impedito a Lepre di ricostruire momenti e aspetti della plurisecolare storia del Mezzogiorno, da lui affrontata con uno sguardo d'insieme in due preziosi volumi editi da Liguori, facendo tesoro di altri orientamenti della storiografia del Novecento, come in particolare quello ispirato dalla rivista francese Annales, fondata nel 1929 da Marc Bloch e Lucien Febvre, quindi rilanciata a livello internazionale sotto la guida di Fernand Braudel. Ed è stato proprio il riferimento alle Annales e a tutte le innovazioni che la rivista ha promosso nella ricerca storica, che ha consentito a Lepre l' approccio interdisciplinare alla storia del Mezzogiorno e la visione complessiva di lunga durata della sua vicenda. Queste sensibilità multiple hanno offerto a Lepre la possibilità di partecipare ad alcuni momenti del dibattito storiografico internazionale, particolarmente intenso tra anni Sessanta e Ottanta del secolo scorso. Egli vi ha partecipato con numerosi interventi e rassegne critiche: ricordo per tutti la riflessione sulla teoria economica del sistema feudale, proposta dallo storico polacco Witold Kula, e che ha suscitato un'eco mondiale. L' itinerario intellettuale di Lepre può essere suddiviso in due fasi. Nella prima, sono stati prevalenti l'influenza di Gramsci e delle correnti storiografiche francesi. La seconda fase coincide con gli anni più recenti. Essa è caratterizzata da una profonda revisione critica che ha finito per mettere in discussione non poche certezze della prima fase. Come tanti altri intellettuali comunisti, anche Lepre è stato investito dal ciclone del 1989. Così egli ha intensificato la sua attività pubblicistica sulle pagine di alcuni quotidiani e si è prevalentemente rivolto alla storia italiana della seconda metà del Novecento. Penetranti, in particolare, alcune categorie come quella di 'guerra civile fredda', proposta per rappresentare il ciclo della politica interna italiana dei primi anni Cinquanta del Novecento. Napoli e la cultura storica italiana perdono dunque una straordinaria personalità, che lascia un segno profondo nei colleghi e allievi che l'hanno conosciuta e frequentata.Aurelio MusiLa Repubblica del 12 gennaio 2014  

  • Moti rivoluzionari del 1848

    Moti rivoluzionari del 1848

    Domenica, 18 Febbraio 2018 - 225.68 Kb - pdf - 6657cc692d41fe5c50b573d072dcec0d - Archivio Storico Pugliese, Fascicolo II, 1948I moti rivoluzionari del 1848 nelle provincie di Pugliadi Antonio LucarelliSegue una Biografia dell'Autore [...] Una popolazione di 1.226.000 abitanti, alla vigilia dei moti rivoluzionari, era sparsa su 19.600 chilometri quadrati in quest'angolo estremo d'Italia, che si estende lungo l'Adriatico dal fiume Fortore al Capo Santa Maria di Leuca. La popolazione relativa, che oscillava complessivamente intorno ai 60 abitanti, variava a seconda delle provincie, delle circostanze, delle contrade diverse: si contavano in media 46 abitanti per tutta l'estensione della Capitanata, ma solo 25 per la Puglia piana, designata col caratteristico nome di Tavoliere; 92 per l'intera provincia di Bari, ma 65 per la zona mediterranea delle Murgie e 147 per il pianeggiante litorale dell'Adriatico; 59 per la Terra d'Otranto, la cui popolazione però si addensava, sospinta dalla salubrità dell'aria, nelle ultime Serre Salentine. Va poi notato che oltre 80 chilometri quadrati di terreno palustre ammorbavano non poche città e villaggi, compresa l'industriosa Bari, che aveva allora 30.000 abitanti e nelle cui adiacenze impaludava il torrente Marisabella. [...]

  • La ricchezza pugliese di C. De Cesare

    La ricchezza pugliese di C. De Cesare

    Sabato, 17 Febbraio 2018 - 111.81 Kb - pdf - 922ada0a49b82b1fae9dfc4d96e5ed63 - Estratto da Carlo De Cesare, Intorno alla ricchezza pugliese, Tip. Cannone, Bari, 1853. Provincia di Capitanata - Esposizione dell'attuale sistema economico della Puglia piana. - Cap. I[...] Tutto quell' immenso e sterminato territorio che da Bovino si distende insino all'adriatico, e che ha nel mezzo del vastissimo piano Foggia, a sinistra Lucera e Sansevero, a destra il bosco di Deliceto, S. Agata, Ascoli, e giù nel fondo il fiume Ofanto, è detto provincia di Capitanata, ovvero Puglia piana.Ad eccezione dei Demani (Nota 1), non vi è spanna di terra in tutta questa estensione che non vada soggetta a canone, godendo i proprietari il solo dominio utile, appartenendo il diretto allo stato, ovvero al così detto Tavoliere di Puglia. [...]

  • Profilo storico - La carboneria

    Profilo storico - La carboneria

    Domenica, 18 Febbraio 2018 - 145.37 Kb - pdf - b6d2577eca89abf8a62d078f314f7b0b - Contributo molto interessante, che traccia un profilo storico della carboneria e degli avvenimenti succedutisi in quasi cinquant'anni di storia italiana. Fonte: www.oilproject.orgL’avvio del processo risorgimentale in Italia è caratterizzato da una particolare tipologia di formazione politica: le società segrete. La principale tra esse è la Carboneria, un’associazione (o meglio, una forma organizzativa usata da una galassia variegata di posizioni politiche) che nasce nel Regno di Napoli intorno al 1807 per poi diffondersi quasi ovunque nella penisola nel decennio successivo. L’azione politica della società, iniziata nel cosidetto 'decennio francese', giunge al punto di massima intensità durante i moti costituzionali del 1820-1821. Estesasi anche ad altri paesi europei, la società ha un ruolo centrale anche nei moti del 1830-1831 tanto francesi che italiani; negli anni seguenti, tuttavia, conoscerà un rapido declino militare e organizzativo. [...]

  • La libertà di stampa

    La libertà di stampa

    Mercoledì, 07 Novembre 2018 - 138.55 Kb - pdf - 20635ea3ab403c87d421f5587070a631 - La Civiltà Cattolica, Anno XIX, 21 marzo 1868 pp. 25-35: La libertà della stampa giudicata dai liberali [...] fra gli altri mezzi, è loro necessario ricorrere anche a frenare in qualche guisa questa libertà della stampa perché non noccia, o noccia il meno che sia possibile, rendendo così quell'unico servizio che essa può rendere, che è di non dare troppo fastidio. Appunto come altrove notammo dei Parlamenti. I quali sono soltanto adoperati e commendati, quando nel paese non vi è nulla di rilevante da fare. Ma se sopravviene una guerra, o una riforma grande da operare, subito, per prima cosa, si mandano a spasso i signori Deputati e i signori Senatori, non senza aver prima ottenuto da loro i pieni poteri, il voto di fiducia e la licenza di tutto fare, senza la noia del loro inutile, se non anzi dannoso, parere. [...]

  • Cronistoria 1848-1870

    Cronistoria 1848-1870

    Martedì, 20 Agosto 2019 - 1.16 Mb - pdf - 3df739b3c6b8dd0c0c166f7c553c24cb - Carlo Villani, Cronologia di Foggia 1848-1870, Arnaldo Forni editore, Sala Bolognese, 1977 Nato a Foggia 4-2-1855, morto a Napoli 1931; avvocato, scrittore, musicista, pubblico amministratore.Opere di argomento regionale: Interessi di Capitanata (1890); Daunia Inclyta (1890); Appendice storica e prefazione a “Foggia al tempo degli Hohenstaufen e degli Angioini” di Ferdinando Villani (1894); G. Regaldi a Foggia (1896); Scrittori ed artisti pugliesi antichi, moderni e contemporanei (1904); Capitanata (1906); Cronistoria di Foggia 1848-1870 (1913); Nuove addizioni a Scrittori e artisti pugliesi (1920); Foggia nella storia (1930).La casata Villani, trasferitasi nel sec. XVII da Nocera Inferiore a Foggia, vi subì la suggestione delle memorie storiche e della dominante Dogana, alla cui scuola giuridico-economica si formarono Andrea, F. Paolo, Ferdinando, Nicola e Carlo. Pertanto anche la biografia di quest'ultimo si fonde con la tradizione della borghesia culta, formatasi nel vecchio Reame al pensiero di Pietro Giannone e di Celestino Galiani.Vissuto a Napoli, C. V. rimase fedele alla sua Terra natale, tutta la vita dedicandole pensieri e opere.Ne sono documento le numerose pubblicazioni, tra le quali Scrittori ed artisti pugliesi, antichi, moderni e contemporanei, giudicata “un vero monumento di amor patrio, elevato alle lettere e alle arti di Puglia”.Penalista lodato, esponente di associazioni liberali napoletane, dopo il conterraneo F. S. Altamura, fu il secondo foggiano sedente a palazzo S. Giacomo in quel Consiglio Comunale.A legarsi vieppiù a Foggia, sull'esempio dei suoi congiunti, le destinò libri e manoscritti, oggi conservati presso il Museo e la Biblioteca della città.

  • Garibaldi e la Sicilia

    Garibaldi e la Sicilia

    Venerdì, 27 Settembre 2019 - 159.98 Kb - pdf - 0e21bc40e6f080a3a52f0818e0988079 - Il Mondo Illustrato, Anno III, 7 luglio 1860, Torino, 1860 [...] Alle 9 del giorno 7, la spedizione ancorava nel porto di Talamone: quivi fu letto il primo ordine del giorno. Il corpo riprendeva il glorioso nome di Cacciatori delle Alpi, il grido era Vittorio Emanuele re d'Italia. Applausi ed entusiasmo! Fatta la rassegna delle forze, si riconoscono 710 i volontarii venuti dalla Lombardia, 360 cittadini delle antiche provincie del Piemonte, per la maggior parte liguri, 35 di questi erano carabinieri genovesi, aggregati alla compagnia di Bixio, passarono sul Lombardo.Da Talamone a S. Stefano, dove si approvigionarono di carbòn fossile; indi proseguirono la navigazione, incerti, guardinghi, parati a tutto.Vennero in vista della Sicilia. Incontrarono un bastimento mercantile inglese; gli diedero notizie per Genova. Un uomo cadde a mare, Garibaldi lo fece trarre in salvo. Davanti a Marsala si credono inseguiti dagli incrociatori - forza alle macchine per isbarcare prima del loro arrivo.In breve tutta la squadra li sopraggiunge.Due legni da guerra inglesi richiamano a bordo i loro uffiziali. Appena finito lo sbarco, comincia un cannoneggiamento vivissimo; ma quantunque i volontarii dovessero percorrere un tratto scoperto prima di entrare in città, nessuno fu ferito. Durante la notte il Piemonte fu catturato, il Lombardo era stato quasi calato a fondo, avendo il capitano prima di sbarcare aperti i rubinetti.Quei giorno Marsala fu in gran festa! [...]

  • La politica fiscale del nuovo regno.

    La politica fiscale del nuovo regno.

    Domenica, 29 Settembre 2019 - 292.49 Kb - pdf - 4b1345a560ddf1e2404b6e0dc889b7be - Gianni Marongiu, La politica fiscale dell'Italia liberale dall'Unità alla crisi di fine secolo, Leo S. Olschki editore, Firenze 2010. [Dalla Prefazione di Guido Pescosolido ] [...] In sede di larga divulgazione impazzano le "revisioni", a volte spacciate per nuove originali scoperte, di fenomeni come l'illegittimità della conquista garibaldina e piemontese del Sud, la repressione garibaldina dei moti di Bronte e piemontese del brigantaggio postunitario, o recuperi rocamboleschi dei meriti di una dinastia come quella borbonica che nel 1860 lasciò il Mezzogiorno continentale con l'86% e la Sicilia con l'89% di analfabeti. Operazioni sulle quali si costruiscono visioni totalmente negative non solo del Risorgimento, ma dell'intera storia nazionale e della vita civile dell'Italia moderna, ossia di un paese che pure è arrivato a inserirsi tra i 10-12 più sviluppati del mondo. Operazioni che intanto forniscono le basi pseudo-scientifiche e storiche a quelle forze secessioniste, in veste federalista, che per ragioni legate a problemi maturati negli ultimi trent'anni, mettono, nei fatti, in discussione la stessa unità nazionale. [...][Libro] [...] La viabilità ordinaria si presentava in condizioni particolarmente deplorevoli al Sud e nelle isole, sia per la mancanza assoluta di strade, sia per la irregolare manutenzione di quelle esistenti: nel 1861 il Regno delle Due Sicilie aveva solo quattro strade nazionali (dal Tronto a Napoli, da Terracina a Napoli, da Napoli a Reggio, da Napoli a Bari, Brindisi e Lecce), per buona parte in pessimo stato e in alcuni tratti impercorribili e nel 1863, scriverà Nitti, quando fu fatta l'inchiesta parlamentare sul brigantaggio, dei 1.848 Comuni del Napoletano, 1621 mancavano di strade. La rete ferroviaria, che non raggiungeva i 2.000 chilometri, contro gli oltre 9.000 della Francia e i circa 17.500 della Gran Bretagna, era disegualmente distribuita sul territorio nazionale e particolarmente deficitaria al Sud: mentre in Toscana erano 323 i chilometri in esercizio, nei Ducati di Parma e di Modena 99 e 50, in Lombardia (senza il Veneto) 221, nello Stato pontificio 132 e negli Stati sardi 850, solo 128 erano i chilometri nel vasto Regno delle Due Sicilie e la loro reale efficienza era discutibile e duramente criticata.Conseguentemente il viaggiatore che avesse voluto spingersi al di là di Arezzo e di Cecina verso mezzogiorno, in località per cui non fossero utilizzabili i servizi marittimi, non si trovava in una situazione diversa da quella di cinquantanni o di un secolo prima: nemmeno un chilometro di binari percorreva le Marche, l'Umbria, l'Abruzzo, il Molise, la Basilicata, la Puglia, la Calabria, la Sicilia. [...][...] Era il segno dell'arretratezza del regno borbonico legato ai limiti asfittici del mercato interno, incapace di esprimere una adeguata domanda anche per le grandissime carenze delle comunicazioni ferroviarie e stradali, che condannavano all'isolamento la maggior parte dei centri urbani, per non dire delle campagne. Debolezza del tessuto economico sociale che trovava una ulteriore conferma nel ridotto volume e nella particolare struttura del commercio estero: al momento del crollo del regno, 5,52 ducati per abitante rispetto ai 40,13 del Piemonte e ai 9 del retrogrado Stato pontificio. [...][...] D'altro canto il diritto elettorale attivo era riservato ai cittadini che avessero compiuto venticinque anni, sapessero leggere e scrivere e pagassero almeno quaranta lire di imposte dirette l'anno e la partecipazione alle urne, riservata al 2% dell'intera popolazione, dovette subito fare i conti con un diffuso astensionismo. [...][...] Così, tra il 1860 e il 1861, vivacissimo, anche all'interno della parte moderata, fu il dibattito sull'impianto amministrativo del paese perché ai progetti di Luigi Carlo Farini e poi di Marco Minghetti, che gli succedette quale ministro degli interni, favorevoli (sia pure diversi tra loro) a conciliare le ragioni dell'unità e della forte autorità politica dello Stato colla libertà dei Comuni, delle province e dei consorzi, anche sotto il profilo finanziario, si contrapponeva chi era teso a ribadire la priorità dell'accentramento. Per ragioni politiche fu questa seconda soluzione a prevalere e così, scartata ogni soluzione regionalistica (che, comunque, avrebbe trovato resistenza proprio perché "la tradizione del territorio è quella della 'civiltà diffusa' imperniata su comuni e province"), fu estesa all'intero territorio nazionale la legislazione piemontese sulle amministrazioni locali che tale rimase fino ai provvedimenti crispini del 1888-89. [...] [...] Non è sinora penetrata nelle nostre abitudini - osservò il deputato biellese (Quintino Sella, NdR) durante il suo primo incarico ministeriale - la persuasione che il governo è parte di noi stessi, che non è nostro nemico il fisco, che, il contrario, è il nostro aiuto principale e che è quello, senza il quale non avremmo sicurezza, protezione, strade, istruzione, non avremmo nulla. [...]

  • Il Diavoletto-2 semestre 1860

    Il Diavoletto-2 semestre 1860

    Lunedì, 30 Settembre 2019 - 1.34 Mb - pdf - d9ec108d7fecd14faa4cd6b031ada4ee - Il Diavoletto, n. 152-301 del 1860 [...] Di seguito vi presento ampi estratti del giornale Il Diavoletto di Trieste, dal n. 152 al n. 301 del 1860.Il Diavoletto era un giornale quotidiano austriaco, stampato a Trieste dal 1848 al 1870. La testata era legittimista ed avversaria del Risorgimento italiano. Essa nacque nel 1848 con i finanziamenti del Lloyd austriaco che, nel 1858, voleva cessare le pubblicazioni. Queste ripresero lo stesso anno. Nel 1868 il giornale si chiamò Il Diavoletto indipendente, che comunque cessò le pubblicazioni nel 1870. [...]

  • Il Diavoletto-1 semestre 1860

    Il Diavoletto-1 semestre 1860

    Domenica, 06 Ottobre 2019 - 737.58 Kb - pdf - 57cdb0a277a0ce95ebeba342c0da97fc - Il Diavoletto, Anno XIII, dal n. 01 al n. 161 del 30 giugno 1860. Questa è la raccolta degli articoli più importanti di un giornale austriaco edito a Trieste. Si tratta dei n. 1 del 1 gennaio 1860 fino al n. 161 del 30 giugno 1860.

  • Cronaca politica del 1862-63

    Cronaca politica del 1862-63

    Sabato, 19 Ottobre 2019 - 212.53 Kb - pdf - 000fa319045fd674b57e1519a8fad3c3 - Angelo Dell'Acqua, Annuario statistico del Regno d'Italia... per l'anno 1863-64, Anno V, Milano, a spese dell'Autore, 1864, pp. V-VI e 1-8 Rovistando nel mio archivio, sono inciampato su questo libro. Incuriosito ho iniziato a leggerlo. Sono rimasto sbalordito! L'autore, in presa diretta, fa il punto della situazione politica degli avvenimenti italiani, europei e mondiali con una precisione ineguagliabile. Ho cercato sul web notizie sull'autore, ma, al momento, non ho trovato nulla. In compenso ho trovato, dello stesso autore, l'annuario dell'anno seguente, nel quale l'autore, a pag. VI, si firma come Rag. Angelo Dell'acqua Sotto-Segretario alla R. Prefettura provinciale e Membro della Giunta comun. di statistica della città. I due volumi, stampati a spese dell'autore, sono una miniera di dati sul neonato Regno d'Italia, negli anni immediatamente successivi alla sua unificazione. Salta immediatamente agli occhi la scarsità di cifre riguerdanti le regioni meridionali e la Sicilia, appena annesse...Il Risorgimento italiano è opera, principalmente, di Cavour, Garibaldi, Mazzini, Vittorio Emanuele II; Angelo Dell'acqua, pur non camparendo in alcuna pubblicazione od indicizzazione, insieme a tanti altri, ne sono stati i “soldatini” che però ne hanno permesso l'Unificazione. La STORIA non la fanno solamente i “grandi”... Ho aggiunto delle note esplicative, ove a mio avviso necessarie. Ho inoltre consultato, per le note, le annate 1862-63-64 del quotidiano austriaco Il Diavoletto, stampato a Trieste.

  • Cronaca politica del 1864

    Cronaca politica del 1864

    Sabato, 19 Ottobre 2019 - 200.78 Kb - pdf - 18802396ef76680bad2093d00add7e51 - Angelo Dell'Acqua, Annuario statistico del Regno d'Italia per l'anno 1865, Milano, 1865, pp. 6-6 e pp. XIII-XX Rovistando nel mio archivio, sono capitato su questo libro. Incuriosito ho iniziato a leggerlo. Sono rimasto sbalordito! L'autore, in presa diretta, fa il punto della situazione politica degli avvenimenti italiani, europei e mondiali con una precisione ammirevole. Ho cercato sul web notizie sull'autore, ma, al momento, non ho trovato nulla. In compenso ho trovato, dello stesso autore, l'annuario dell'anno seguente, nel quale l'autore, a pag. VI, si firma come Rag. Angelo Dell'acqua Sotto-Segretario alla R. Prefettura provinciale e Membro della Giunta comun. di statistica della città. I due volumi, stampati a spese dell'autore, sono una miniera di dati sul neonato Regno d'Italia, negli anni immediatamente successivi alla sua unificazione. Salta immediatamente agli occhi la scarsità di cifre riguerdanti le regioni meridionali e la Sicilia, appena annesse...Il Risorgimento italiano è opera, principalmente, di Cavour, Garibaldi, Mazzini, Vittorio Emanuele II; Angelo Dell'acqua, pur non camparendo in alcuna pubblicazione od indicizzazione, insieme a tanti altri, ne è stato un “soldatino” che però ne ha permesso l'Unificazione.La STORIA non la fanno solamente i “grandi”... Ho aggiunto delle note esplicative, ove necessarie. Ho inoltre consultato ed inserito in nota, ampi estratti delle annate 1862-63-64 del quotidiano austriaco Il Diavoletto, stampato a Trieste.

  • Le banche meridionali nel 1862-63

    Le banche meridionali nel 1862-63

    Lunedì, 11 Novembre 2019 - 112.77 Kb - pdf - af6b83ea6d1644a6cbe5577946b7cf04 - Angelo Dell'Acqua, Annuario statistico del Regno d'Italia... per l'anno 1863-64, Anno V, Milano, a spese dell'Autore, 1864, pp. 39-41 Banche del Napolitano - Monti grani ed olj.Le banche dell'Italia Meridionale al di fuori del paese, per quanto eccellenti, perché colà han più o meno sgovernato Alemanni e Francesi, Spagnuoli e Borboni, che avrebbero dovuto divulgare l'ampia, svariata ed efficace organizzazione, e perché i Turisti hanno più desiderio di ammirare il Vesuvio, Pompei, Ercolano, il bel cielo, il dolce clima e di gustare il Lacryma Christi, che di contemplare le istituzioni delle genti, così poco conosciute. Il Bianchini, Lucchesi Palli ed ora Nisco, ed altri scrittori ne rivelarono al mondo alcuni tratti storici. Io pure fin dal 1843 feci conoscere alcun che di quegli istituti di credito, che ad onta delle ladrerie degli ultimi Borboni, sono ancora un modello. Però una storia completa dei Banchi dell'ex Reame di Napoli è ancora un desiderio, e sarebbe opera utilissima il soddisfarlo.Rotta la muraglia della China che serrava quel paese, che il cielo creava felice, ed i Governi convertirono in spelonca, comincia a splendere la bellezza degli Istituti di credito napoletani che seppero serbarsi in vita, circondati per secoli dalle insidie velenose dei Governi che fur chiamati la negazione di Dio. [...]

  • P. Guerrini e la 10 giornate di Brescia

    P. Guerrini e la 10 giornate di Brescia

    Martedì, 16 Giugno 2020 - 186.51 Kb - pdf - 049475093baae5b766afdac5d35dfd90 - Paolo Guerrini, La Decade bresciana nella sua realtà storica e politica, in Nel centenario delledieci giornate, Brescia 1949 [...] Guerrini Paolo(Bagnolo M., 18 novembre 1880 - Brescia, 19 novembre 1960). Di Ismaele e di Maria Marinoni. Di ottima famiglia cristiana. Compì gli studi elementari a Bagnolo M. e privatamente quelli delle prime quattro classi ginnasiali sotto la guida del curato don Francesco Barbieri e del chierico don Pietro Cassaghi, verso i quali conserverà sempre la più viva gratitudine. Entrò in seminario, in quinta ginnasiale, a 15 anni, il 18 nov. 1895. Già durante gli anni di seminario manifestò passione alla storiografia locale. Si appassionò inoltre alla musica specialmente sacra, collaborando al periodico "Santa Cecilia" di Torino, con articoli di argomento liturgico e di storia della musica entrando a far parte del Collegio referenti per un Repertorio Ceciliano. [...]

  • L'insegnamento della Storia

    L'insegnamento della Storia

    Martedì, 16 Giugno 2020 - 129.93 Kb - pdf - 1f09968c254887be600781f43a461d20 - Luigi Natoli, La storia nelle scuole, chiacchierata alla buona, Palermo 1900 [...] Un giorno agli esami di una scuola normale si presentò un giovine; che pur aveva percorso qualche scuola classica; e che sapeva anche la quantità degli schiavi che Lucullo dava in pasto alle sue murene. Interrogato chi fosse Mazzini, rispose:- Ministro di re Carlo Alberto!Alla meraviglia dell'esarninatore, aggiunse vivamente:- Sissignore, successe a Cavour!È da ridere è vero? ma quel giovine non era interamente colpevole; colpevole era la scuola. [...]
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