Visione cristiana della politica
Discorso tenuto nella Cappella Reale di Portogallo nel 1662
'Collegerunt... Pontifices, et Pharisaei concilium' (Joann. 11, 47).

Padre Antonio Vieira
Padre Antonio Vieira
Quale sarà la cosa migliore e nello stesso tempo la peggiore che esiste al mondo? E' il Consiglio. Se è buono, è un bene inestimabile; se è cattivo, è il più terribile dei mali. Il maggior atto di iniquità commesso dalla cecità e dalla ostinazione degli uomini fu la morte di Cristo; il maggiore atto di pietà, compiuto in questo mondo dalla bontà e misericordia di Dio, è stata la redenzione degli uomini. E tutti e due questi avvenimenti, ambedue così grandi, sia pure in senso contrapposto, sono stati frutto di un Consiglio: Expedit vobis, ut unus moriatur homo, ne tota gens pereat.
Dando dunque come ammessa questa prima verità, che il Consiglio può essere considerato o come il massimo dei beni o come il massimo dei mali, desidererei proporvi come materia del nostro colloquio la considerazione dei beni e dei mali, che concorsero a formulare le decisioni del Consiglio sopra ricordato.
Si può considerare da un punto di vista politico, per quello che ha di politico, o da un punto di vista cristiano, per quello che avrebbe dovuto avere di cristiano. Dal punto di vista politico, indubbiamente ci mette davanti alcune massime veramente indovinate; dal punto di vista cristiano ci mette davanti il più madornale degli errori.
E siccome da fattori negativi e da fattori positivi, come dal metallo e dal cristallo, si compone lo specchio, così ho deciso di comporre con questi elementi positivi e con questi elementi negativi uno specchio per la nostra Corte.
Nel Consiglio del Vangelo che ho preso in esame, considero quattro elementi, senza i quali un Consiglio non potrà essere giusto, anzi non potrà essere neppure un Consiglio: 1) L'elezione dei consiglieri; 2) la formu­lazione delle proposte; 3) la convenienza dei pareri; 4) l'efficacia dell'esecuzione.
Il primo di questi elementi comprende i principii costitutivi del Consiglio, il secondo i modi, il terzo i mezzi, il quarto i fini. Senza tener conto del primo il Consiglio sarà imprudente; senza tener conto del secondo il Consi­glio sarà confuso; senza tener conto del terzo il Consiglio sarà dannoso; senza tener conto dell'ultimo, il Consiglio sarà ozioso e inutile.
E cominciamo dal primo ad esaminarli uno per uno.