Il fenomeno turistico tra aspetti culturale e offerta turistica
Per 'turismo' s’intende l’insieme delle attività di coloro che si spostano temporaneamente e non abitualmente dalla loro dimora o residenza per almeno un pernottamento con scopi di svago, affari o per altri motivi.
Spostamenti di individui da una località all’altra hanno da sempre caratterizzano la storia delle società umane.A partire dall’antica Roma fino alla rivoluzione industriale, l’uso dei servizi turistici era riservato ad una élite urbana che però non disponeva di strutture specializzate per il turismo.
Chi andava in vacanza alloggiava nelle seconde case e portava con sé i propri schiavi. Esistevano dei pubblici servizi che non venivano utilizzati dai turisti, ma piuttosto dai viaggiatori occasionali.
Anche le attività turistiche erano organizzate in funzione della vita sociale della città e non per i turisti. Per questi motivi, l’impatto economico del turismo, in questo periodo era praticamente nullo.
Fare vacanze, nell’antica Roma, significava riposarsi (villeggiatura) e le principali mete erano la campagna e il mare (sinonimo di serenità e allontanamento dalla frenesia urbana).
Questi trasferimenti temporanei erano favoriti da una efficiente retestradale che collegava Roma a tutto il resto del mondo allora conosciuto.
Con la caduta dell’Impero romano e l’inizio del Medioevo si diede avvio al fenomeno dei viaggi dei pellegrini. Inizialmente il pellegrinaggio veniva inflitto come pena per i peccati contro la Chiesa, solo dopo il XIV secolo incominciò ad assumere aspetti culturali e ludici.
Con l’Umanesimo e con il Rinascimento poi, si diffuse una nuova concezione dell’individuo, dell’arte, della cultura: una rivoluzione che portò ad un nuovo modo di fare turismo.
Fra il 1500 e il 1800, in Gran Bretagna, tra le classi aristocratiche dell’Europa, si propose la moda del 'Grand Tour'; si tratta di un viaggio molto lungo grazie al quale gli intellettuali e i giovani rampolli delle ricche famiglie entravano in
contatto con la cultura mediterranea e col vasto patrimonio storico – artistico della classicità.
Per questo motivo, questo tipo di viaggio aveva finalità strettamente culturali ed educative, perché coloro che prendevano parte al tour entravano a stretto contatto con i popoli visitati e le loro culture e ciò li avrebbe resi più maturi.
Il turismo rimase un fenomeno d’élite fino alle soglie del Novecento, quando iniziò il processo di industrializzazione, cambiarono i luoghi d’incontro, dai parchi delle ville di campagna (villeggiatura) ai centri urbani delle cittadine turistiche, e furono create infrastrutture adeguate ad attrarre turisti.
Tutto ciò portò al passaggio da un turismo elitario a un turismo di massa. A partire dagli anni Cinquanta i consumi turistici esplosero: tale situazione fu facilitata da una serie di condizioni favorevoli: stabilità politica internazionale, elevati livelli di crescita economica, ceti medi e classi lavoratrici che iniziarono a beneficiare di tempo libero e di un surplus di reddito, progressi nel settore dei trasporti (crescita del trasporto ferroviario e nascita delle autostrade).
Il turismo, così, diventa un nuovo bisogno sociale e più aumenta la ricchezza più diventa obbligo sociale.
Il turismo di massa è differente rispetto al turismo autentico dei viaggiatori romantici dell’Ottocento.
La massificazione del turismo ha portato a percorsi standardizzati e ripetitivi e alla più totale mancanza di autenticità delle destinazioni. Il turista non vedrebbe le cose, la natura, la cultura com’è realmente ma solo l’immagine di essa.
Ė la teoria del sightseeing (vedere le cose da vedere) secondo cui l’esperienza turistica sarebbe oggi profondamente alterata per il fatto di essere “preconfezionata”.
Sul piano dell’offerta turistica si è assistito ad un boom dell’edilizia con la costruzione di un gran numero di strutture ricettive (alberghi, pensioni, villaggi, campeggi e ostelli), di ristorazione e di svago  Estremamente attivo è stato l’operato dei tour operator che hanno diffuso il modello del viaggio 'tutto compreso' (volo + trasferimento + hotel).
L’epoca di cui parliamo oggi è definita turismo globale ed è caratterizzata dal fatto che non esistono luoghi da scoprire ma formule di visita diverse  sulla base di differenti aspetti culturali e sociali della domanda  Ne consegue che l’offerta diviene sempre più specializzata ed attenta a fornire soluzioni di visita personalizzate, tanto che nascono nuove forme di fare turismo. Prendono vita caratteri alternativi al turismo di massa, nel tentativo di offrire un’esperienza diversa e autentica.
Per offerta turistica s’intende l’insieme di beni e servizi che vengono proposti al turista per soddisfare i suoi bisogni, in un dato momento, a un determinato prezzo e in uno specifico luogo. Le componenti dell’offerta turistica sono le strutture ricettive nelle diverse forme disponibili, quali strutture alberghiere ed extralberghiere (campeggi, agriturismi ecc.), organizzazione del viaggio tramite agenzie turistiche, tour operator ed altri, fruizione di servizi tipici di alcune località turistiche, quali stabilimenti balneari, impianti di risalita, ecc.
Nell’ambito delle attività non direttamente legate al turismo si annoverano quelle per le quali la quota principale della clientela è costituita dalla popolazione residente, alla quale si aggiunge una percentuale consistente, sebbene non caratterizzante, rappresentata da turisti provenienti dall’esterno  Si tratta di attività che forniscono servizi di ristorazione (ristoranti, bar, ecc.) e possibilità di pratica sportiva e di svago (campi da golf, piscine, parchi naturali, musei, cinema, ecc.).
Oltre alle attrezzature turistiche, che possono essere distinte in ricettive (che rispondono al bisogno di pernottamento),  para-ricettive  (che rispondono al bisogno di ristorazione) e complementari (che soddisfano il bisogno di svago), un territorio è caratterizzato dalle risorse naturali e antropiche dei luoghi nei quali la comunità è insediata.
Quando l’offerta turistica organizzata in senso imprenditoriale viene gestita con l’azione degli enti pubblici competenti in materia turistica è possibile creare dei solidi rapporti tra servizi turistici e ambiente naturale. In questo modo il territorio viene identificato come “prodotto turistico” e di conseguenza può essere pubblicizzato e collocato sul mercato.