Esempio di progetto sostenibile: il caso del Mediterraneo
Con l’avvento della società post-industriale si è avuta la disponibilità di più tempo libero. Nuovi contesti culturali come quelli del bacino del Mediterraneo diventano una delle aree turistiche più frequentate ma anche più fragili e vulnerabili. La tipica caratteristica morfologica, geografica e il clima (catene montuose costiere, pochi corsi d’acqua) ne fanno un’area ad alto rischio di erosione ed incendi.
L’alta biodiversità, da un lato costituisce una forte attrattiva turistica e dall’altro ostacola un processo di sviluppo sostenibile.
La fascia costiera rappresenta una delle maggiori attrattive del Mediterraneo e per questo motivo risulta essere l’area maggiormente esposta alla pressione del turismo e agli effetti dell’inquinamento.
Si tratta di una fascia costiera avente dimensioni territoriali e risorse limitate, nella quale si accentueranno negli anni i problemi ambientali, come la carenza di acqua potabile, la crescente richiesta di strutture ricettive, la gestione degli scarichi inquinanti; la conseguenza sarà la distruzione della macchia mediterranea.
Lo sviluppo turistico dei Paesi del Mediterraneo ha contribuito in maniera determinante allo sviluppo economico e al miglioramento delle condizioni di vita della popolazioni locali; questo è il motivo per cui questo territorio deve essere potenziato per il tramite di progetti ad impatto ecologico controllato e di un processo di crescita turistica permanente.
Oltre all’ambiente, il turismo di massa ha compromesso anche l’identità culturale: in molto casi l’afflusso turistico sostenuto e concentrato nei periodi estivi, ha determinato il superamento della capacità di accoglienza sociale e culturale, provocando squilibri e tensioni.
L’intervento politico maggiormente consapevole da parte della popolazione locale ha realizzato uno sviluppo urbano produttivo “guidato”, con la riscoperta e valorizzazione del patrimonio edilizio esistente, la protezione degli ambienti naturali e del paesaggio costiero, nel rispetto della qualità della vita della popolazione e dell’ ambiente in genere.
La grande concentrazione spaziale, la forte compromissione ambientale, l’insufficienza delle infrastrutture e il fatto di considerare il territorio come semplice supporto per uno sviluppo dell’attività turistica, sono i principali ostacoli per uno sviluppo continuo del settore: è necessaria una offerta turistica più varia e moderna.
Ė difficile apportare processi di sostenibilità ambientale agli spazi turistici cosiddetti “tradizionali”, ormai viziati da modelli di crescita spontanei che prevedono nella loro espansione accelerata un notevole spreco di risorse.
A tale scopo, le politiche fondamentali da attivare devono essere a breve e lungo termine, che riconducano il modello attuale di crescita turistica all’interno delle differenti fasi dello sviluppo, tramite una gestione sostenibile su scala regionale e locale.
Il progetto è uno sviluppo integrato e orientato che contempli una partecipazione alla gestione delle risorse da parte di tutti i soggetti coinvolti nel processo; si tratta di un approccio “partecipato" che consente di arrivare ad un graduale equilibrio fra le diverse popolazioni presenti sul territorio.
Questo processo prevede forme di auto-alimentazione, minimizza le perdite di risorse e attiva scenari di crescita eco-compatibili, recuperando e valorizzando modelli culturali endogeni.
In una situazione di intensa utilizzazione degli spazi e delle risorse costiere, deriva una fase di ristagno di alcune regioni della fascia settentrionale del Mediterraneo, che per morfologia e vicinanza ai bacini d’utenza dell’Europa continentale si sono caratterizzate come area storica di ricezione dei flussi turistici e si trovano ad affrontare difficoltà crescenti per la crisi di un settore ormai dequalificato e non flessibile alle nuove richieste della domanda.
Fattori come il basso rapporto qualità-prezzo nelle strutture ricettive, la carenza di dotazioni e servizi, una viabilità insufficiente fra le mete balneari e i principali poli urbani concorrono a determinare una situazione di ritardo nel processo di rinnovamento.
Un elevato fenomeno di alterazione e degrado nei livelli di naturalità e nei paesaggi costieri italiani ha comportato una riduzione dell’attrattività degli ambienti costieri (come ad esempio le opere di cementificazione della costa per prevenire fenomeni erosivi e per facilitare il processo di formazione delle spiagge).
Per una regione costiera balneare del Mediterraneo possedere generici elementi, quali posizione, morfologia o clima non è sufficiente, perché deve essere in grado anche di riorganizzare il prodotto turistico: la presenza di un valore aggiunto come il patrimonio storico-culturale deve essere inserita in un processo di rinnovamento del turismo costiero; le singole risorse costiere devono essere proposte come prodotti riconducibili al campo dell’archeologia, dell’arte, degli eventi culturali ecc.
L’insieme dei valori ecologici, culturali e sociali danno vita ad una nuova forma di turismo balneare, quella legata alle risorse culturali, espressione della memoria storica dei luoghi e dei gruppi umani che vengono valorizzati su scala locale dagli enti pubblici e dagli operatori privati.
Una strategia opposta (di rivitalizzazione), sono le operazioni di creazione di spazi artificiali con funzionalità ludica (ad esempio Parchi Disney), antitesi dell’autenticità e della sostenibilità.
Le due opposte strategie di marketing rispondono alla medesima necessità di proporre sul mercato destinazioni litoranee riqualificate in veste di nuove spazi a nuova attrattività.