Sabato, 09 Aprile 2016 17:29

Pasta e fagioli

La ricetta della pasta e fagioli è una delle più tradizionali della nostra penisola ed, essendo diffusa ed apprezzata in molte zone, ne esistono diverse varianti.
A causa di questa popolarità non possiamo dire con certezza quale sia la patria "originale" della pasta e fagioli poichè diverse regioni asseriscono di possedere la ricetta originale: Veneto e Toscana sono le
due regioni che più delle altre hanno fatto della pasta e fagioli un piatto tipico.
Ad ogni modo, la ricetta della pasta e fagioli nasce nelle locande dell'antica Roma come piatto economico, ma gustoso e nutriente, adatto a sfamare i numerosi e vari clienti delle locande, anche se in realtà la varietà usata a quel tempo era diversa da quella oggi più diffusa, che fu importata secoli dopo dal Nuovo Mondo.
Col passare del tempo la pasta e fagioli è diventata il piatto dei contadini e dei braccianti che non avevano a disposizione altro se non i prodotti del loro orticello.
Nel Veneto era tradizione contadina preparare la pasta e fagioli ad inizio autunno perchè nello stesso periodo si ammazzava anche il maiale e quindi si usava insaporire la pasta con le cotiche e le ossa.

p. Michelangelo Manicone consiglia ai contadini del Gargano di nutrire il bestiame con le patate
Patate relativamente al Bestiame
Tu mi domandi: a che servono elle le patate? Servono rispondoti, a nutrir le bestie. Ho detto altrove, che gl'Inglesi allevano ed ingrassano con le patate i buoi, le pecore, i majali, e i cavalli. In Londra molti cavallerizzi mantengono i cavalli da maneggio con le sole patate; ed in Francia molti fanno lo stesso con i cavalli da carrozza.
Si danno poi le patate ai buoi, ed ai cavalli ben lavate dal terreno, e tagliate in pezzi. E perché vengan tosto dal bestiame mangiate, sogliono alcuni impolverarle di crusca nella mangiatoja. Volendosi dare alle pecore, tagliarar debbonsi a pezzetti piccoli; e sul primo è bene, che provino un poco di fame, onde si assuefacciano a cibarsene.
Sogliono le patate darsi crude al bestiame; ma è meglio darcele cotte. Si è sperimentato, che le cotte ingrassano i majali più presto, che le crude. Era uso già da gran tempo in Alemagna di nutrire i buoi da ingrassare, e le vacche da latte con polti di avena macinata, di farina d'orzo, e di patate conditi con un poco di sale: ma da che questa minestra si dà cotta, e non cruda, si è riconosciuta molto più nutritiva. Quindi sonosi a bella posta fabbricati i forni, e le caldaje per detta minestra bovina, e da ben fatti calcoli è risultato, che i vantaggi di questo metodo compensano largamente il consumo de' combustibili, e l'opera della preparazione.
Nel Gargano la bovina è macilente, e di piccola mole. La cagione della piccolezza, e della macilenza è il maltrattamento, che riceve. Di pasto artifizioso qui non v'è pratica; unico è il naturale. Seminazione di prati è un vocabolo inaudito. In vista dell'affamato verno non si muove falce veruna, né sorge fienile. Non altro tetto ha l'armento, se non il Cielo, né altro pasto se non quello, che rode dalla terra. Ed ecco perché le vacche, ed i buoi sono sì meschini, ed infermi. S'introducano nel Gargano la coltura delle patate, e la minestra alemanna, e la spezie bovina vi sarà grande, bella, e feconda.

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