Italia dei Valori -Lista Di Pietro sull'ospedale di San Marco

Il preside Giuseppe Soccio, della Lista Di Pietro, in una foto del 6 giugno 2003
Il preside Giuseppe Soccio, della Lista Di Pietro, in una foto del 6 giugno 2003
La chiusura di alcuni reparti dell'ospedale di San Marco in Lamis, così come l'intero piano di riordino della rete ospedaliera, è un fatto preoccupante, che deve essere scongiurato con ogni mezzo lecito di lotta e opposizione (anche con ricorsi giudiziari).
La prima considerazione che ci muove è questa: veramente si tratta di un piano di ristrutturazione che, evitando sprechi e riducendo spese, migliorerà il servizio?
Nel nostro caso, i cittadini di San Marco, di Sannicandro, di Cagnano, di Rignano e di altri centri, quando non potranno più servirsi dell'ospedale di San Marco, troveranno un servizio migliore?
Ricorrere per un intervento chirurgico, un parto o una cura pediatrica a San Severo o a San Giovanni Rotondo quali vantaggi comporterà? Non ci sarà un ulteriore peggioramento del servizio per tutti?
E ancora: se oggi, ad esempio, per una TAC o una risonanza magnetica bisogna aspettare 7-8 mesi, con il nuovo piano c'è speranza che il tempo di attesa sia almeno dimezzato?
Noi pensiamo che la risposta a questi interrogativi sia del tutto negativa, per cui veramente non comprendiamo il senso di un riordino che, tra l'altro, viene accompagnato da assicurazioni circa il mantenimento, se non l'aumento, dei posti-letto e, perciò, circa il mantenimento della stessa spesa (nel nostro caso, è paradossale che si chiudano sale operatorie appena rinnovate).
Qual è il vantaggio, allora, per cui i cittadini di San Marco e del Gargano dovrebbero in qualche modo accettare un simile provvedimento, che li priva di un servizio che oggi, bene o male, funziona mentre domani sarà incerto o, addirittura, peggiore?
Nessuno! Si tratta di un semplice rimescolamento delle carte a favore di interessi clientelari che passano anche attraverso il favoritismo di baronati e comitati di affari (cooperative di pulizia, mense, forniture e manutenzioni varie) che ruotano intorno alla sanità. Un provvedimento, quindi, oltretutto immorale perché sfrutta, per meschini interessi, la salute dei cittadini.
Non sono ragioni di campanilismo quelle che devono guidare la lotta.
Una pubblica manifestazione del 06.06.03 a difesa dell'ospedale di S. Marco in Lamis
Una pubblica manifestazione del 06.06.03 a difesa dell'ospedale di S. Marco in Lamis
Allo stesso modo la lotta non deve essere strumentalizzata a fini politici: già troppi danni, tra cui anche questo della chiusura dell'ospedale, hanno causato "politici in carriera", di diversa appartenenza, alla nostra comunità. Noi invitiamo i cittadini a diffidare ed a condannare chiunque cerca di appropriarsi di questa battaglia. Bisogna fare un vero sforzo unitario, isolare ogni strumentalizzazione e dare spazio, ponendosi al servizio, alle proposte di tutti.
Potrà sembrare eccessivo (o facile per chi non è consigliere), ma una forma incisiva di protesta sarebbe quella dell'autoscioglimento del Consiglio Comunale con l'impegno a non presentare liste di partito alle prossime elezioni, se i partiti non manifesteranno la chiara volontà, e la conseguente coerenza negli organi chiamati a decidere, di evitare questa palese ennesima ingiustizia ai danni di San Marco e del Gargano. Sono questi i momenti in cui ognuno deve saper prendere posizione anche contro la propria appartenenza politica con comportamenti non solo chiari ma esemplari: anche se non si riuscisse ad evitare un'ingiustizia, si conserverebbe la propria dignità e l'orgoglio di aver fatto, comunque, quanto possibile.
Secondo noi, inoltre, bisogna rifiutare apparenti compensazioni della chiusura di reparti con l'aumento di posti letto: l'ospedale senza alcuni servizi essenziali non è più tale! La chiusura di reparti essenziali è l'anticamera della chiusura totale.
Ricordiamo la vicenda del Liceo: qualcuno sbandierò come migliorativa l'istituzione di corsi che dovevano compensare la perdita di iscrizioni. Andiamo a vedere come vanno oggi le cose: il Classico rischia di chiudere e tutti gli altri corsi si sono ridotti, con il rischio della perdita di identità di un'istituzione scolastica che era un nostro vanto.
Nel dichiararci, comunque, disponibili ad ogni iniziativa unitaria, chiamiamo i cittadini a mobilitarsi, a manifestare, a dimostrare uno scatto di orgoglio e di ritrovata fiducia nella lotta per i diritti di tutti: la salute non ha colore politico.
San Marco in Lamis, 31 luglio 2002