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Il diportismo nautico in Italia
L'Italia, si dice, è un paese di navigatori anche se i dati sulla flotta da diporto sono pochi e discordanti. E' tuttavia possibile stimare il parco nautico italiano in circa 800.000 unità, suddivise come segue:

  1. piccolissimi natanti (canoe, derive, etc.): 400.000; 
  2. natanti (le unità sia a vela che a motore di lunghezza inferiore ai 10 m.): 320.000. Di essi l'87% è a motore, con una prevalenza di gommoni;
  3. imbarcazioni (oltre i 10 m.) a motore: 66.500;
  4. imbarcazioni (oltre i 10 m.) a vela: 14.500.
  5. Portualità turistica In Italia sono oltre 130.000 i posti barca, con concentrazione in Liguria, Sardegna, Toscana, Campania e Friuli Venezia Giulia, suddivisi quasi equamente tra marine, porti e spiagge attrezzate con gavitelli e pontili galleggianti.

Nell'AMP di Portofino sono presenti 350 posti barca nel porto turistico di S. Margherita Ligure e 300 a Portofino. Altri ce ne sono a Camogli.

Nautica da diporto ed aree marine protette
Negli ultimi anni si è assistito ad un riavvicinamento tra il mondo del turismo nautico ed il settore della protezione del mare. Questo grazie a due fattori: una maggiore attenzione alle esigenze del diportista all'interno dei più recenti regolamenti organizzativi delle AMP e gli sforzi compiuti dall'industria cantieristica nella progettazione di accorgimenti tecnici, mirati alla riduzione di emissioni e rumori nelle moderne unità da diporto.
Il riavvicinamento è stato suggellato da iniziative promosse dal Ministero dell'Ambiente per la diffusione di un diportismo sostenibile, attraverso il finanziamento di una serie di interventi all'interno delle AMP:

  • incentivi alla sostituzione di vecchi motori fuoribordo a 2 tempi con moderni 4 tempi, meno inquinanti;
  • incentivi per l'installazione a bordo di casse di raccolta delle acque nere;
  • attivazione di servizi nelle aree portuali per l'aspirazione delle acque nere e per la gestione dei rifiuti;
  • installazione di campi boe per l'ormeggio di imbarcazioni nelle zone con divieto di ancoraggio.

Il diporto nell'AMP di Portofino
In zona A, di riserva integrale, è vietata la libera navigazione.
Nelle zone B e C, rispettivamente di riserva generale e parziale, è consentita:

  • la navigazione con l'utilizzo di remi o vela;
  • la navigazione ai natanti a motore con velocità non superiore ai 5 nodi;
  • la navigazione delle imbarcazioni da diporto a motore con velocità non superiore ai 5 nodi, al solo fine di raggiungere, con rotta perpendicolare, gli ormeggi regolamentati.
  • In zona B e C è infatti vietato l'ancoraggio, salvo l'ormeggio presso gli appositi campi boe appositamente predisposti. La gestione dei campi ormeggio può rappresentare una fonte di autosostentamento per l'AMP ed un'occasione di sviluppo imprenditoriale per i giovani del posto.