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Le dune
Origini
. La duna si forma per l'accumulo di sabbia contro un ostacolo. L'azione è dovuta al vento che, cambiando di continuo direzione, determina la instabilità della duna stessa.
Nei deserti la mobilità delle dune è molto accentuata. Nei litorali marini spesso esse sono costituite da un lungo cordone di sabbia largo dai 20 ai 50 metri ed alto dai 5 ai 15 metri. Al di là della duna vi è lo spazio retrodunale che la stessa duna protegge dai venti che spirano dal mare.
Una duna, e quindi la sabbia che la compone, può essere più o meno consolidata a seconda del grado e della qualità della copertura vegetale che la ricopre.
Le dune di Porto Cesareo
Da Porto Cesareo sino a Campomarino vi sono lunghi tratti di duna, alcuni dei quali ancora integri. L'azione dannosa da parte dell'uomo diventa evidente man mano che ci si avvicina ai centri abitati.

Stabilità della duna

Mantenere stabile una duna significa trattenere in loco la sabbia di cui è composta. A tal fine, concorrono due fattori che agiscono in sinergia tra loro. A terra agiscono le piante: con la parte aerea, ricoprendo tutta la superficie con le foglie, impediscono al vento di portar via le particelle di sabbia; con la parte radicale le imprigionano in un reticolo di radici. A mare, invece, c'è l'azione della Posidonia oceanica che, con le praterie che forma nel fondo marino, agisce smorzando la forza delle correnti e mitigando l'azione erosiva delle onde.
La presenza di residui di Posidonia sulle spiagge non è un fatto negativo. Ciò non solo per l'azione antierosiva, ma anche perché è indice di buona qualità dell'acqua. Tale pianta (non è un'alga), cresce infatti solo dove le condizioni ambientali sono buone e l'inquinamento è basso.

Piante della duna

Dal punto in cui arriva l'acqua sino alla duna c'è uno spazio dove non cresce nulla, non tanto per le difficili condizioni del terreno, quanto per l'azione erosiva delle onde che muovono di continuo la sabbia.
Le piante psammofile
Ad un certo punto iniziano a crescere alcune specie pioniere, dette psammofile (amanti della sabbia) che coprono solo parzialmente la spiaggia. Sono specie in grado di sopportare la salinità elevata e l'azione erosiva del vento e della sabbia. Tra di esse si ricordano: Gramigna delle spiagge (Agropyron junceum (L.) Beauv.), Sparto pungente (Ammophila arenaria (L.) Link), Ravastrello marittimo (Cakile maritima Scop.),Vilucchio marittimo (Calystegia soldanella (L.) R. Br.), Finocchio marino (Crithmun maritimum L.), Logliarello delle spiagge (Cutandia maritima (L.) Richter), Carota spinosa (Echinophora spinosa L.), Calcatreppola marittima (Eryngium maritimum L.), Euforbia marittima (Euphorbia paralias L.), Papavero cornuto (Glaucium flavum Crantz), Violacciocca sinuata (Matthiola sinuata (L.) R. Br.), Santolina delle spiagge (Otanthus maritimus (L.) Hoffmanns. et Link), Giglio marino (Pancratium maritimum L.),Gramigna delle spiagge (Sporobulus pungens (Schreb.) Kunth).
Le piante di seconda fila
Più all'interno inizia la duna vera e propria dove, alle piante pioniere, se ne aggiungono altre, erbacee ed arbustive, di seconda fila, tra le quali: Alaterno (Rhamnus alaternus L.), Cisti (Cistus sp.), Lentisco (Pistacia lentiscus L.), Statici (Limonium sp.), Fillirea (Phillyrea sp.), Mirto (Myrtus communis L.), Salsapariglia (Smilax aspera L.), Erba medica marina (Medicago marina L.),Timo arbustivo (Thymus capitatus (L.) Hoffmanns. et Link), Rosmarino (Rosmarinus officinalis L.), Canna domestica (Arundo donax L.),Ginepro fenicio (Juniperus phoenicea L.), Ginepro coccolone (Juniperus oxycedrus L.).