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Le dune

Porto Cesareo
Porto Cesareo
Un lungo cordone di sabbia a separare la spiaggia dall'entroterra. L'opera del vento nello scorrere del tempo. Odori e colori delle piante e dei fiori al riparo dal mare, dalla sabbia, dal vento. Una duna, consolidata, è tutto questo.
A nessun contadino che abbia lavorato la terra, nell'arco dei secoli, è mai venuto in mente di manomettere questa offerta della natura per costruire al suo posto una casa. Un terreno invaso dalla sabbia salata diventa un terreno sterile. Ma la terra ha perso valore negli ultimi tempi. I contadini hanno sempre lottato per la terra che, in molti casi, ora è abbandonata. Nei Paesi industrializzati, i contadini sono oramai ridotti ad una percentuale trascurabile che rappresenta meno del cinque per cento della popolazione.
La lotta per strappare terra da coltivare alla natura è cessata; sembra, almeno da noi, che non ce ne sia più bisogno. Verità accettabile ora; ieri era il contrario, domani non si sa. Strappare la terra alla natura significava creare un equilibrio con la natura stessa. I contadini lo sapevano bene e non la violentavano. Negli ultimi decenni, questa cultura, costruita nel corso dei secoli, si è smarrita.
Lo spazio retrodunale è sparito per far posto alle seconde case; la duna stessa è stata spianata in più punti per far posto ad uno stabilimento balneare o aggredita per ospitare un bar, in una struttura mobile che mobile non è più.
Le case, comode per chi le usa e sta a due passi dal mare, risultano brutte e insulse per chi si reca in questi posti per ammirare le dune, realizzate dalla natura nel corso dei secoli.
Sembra, fortunatamente, che avanzi la consapevolezza che le ragioni che inducono il turista a recarsi in un posto, difficilmente vadano cercati in un'edilizia di rapina. Per questo motivo sono sempre più numerosi i progetti per salvare il patrimonio naturalistico che è ancora sopravvissuto.
A Porto Cesareo c'è il mare, c'è la costa con le sue torri di avvistamento. Ma lo spettacolo vero è la duna, bella in tutte le stagioni. Ecco il Giglio di mare: di un bianco incredibile in estate, quando è in fiore; ciuffi di verde, in primavera, e un bulbo profondo, già nella sabbia, con le radici lunghissime ad attingere acqua dalla falda, acqua dolce che galleggia su quella salata. Intanto, con le sue radici trattiene in basso la sabbia e con le foglie la protegge in superficie. Miracolo della natura e della fisica.
A nessun pescatore è mai venuto in mente, a Porto Cesareo, di aggredire la duna. Ci sono ancora 400 pescatori a Porto Cesareo. Pescatori e contadini, curiosi, hanno saggiato molte erbe e le hanno trovate commestibili. Tra queste, l'Enula Ceppitoni per le insalate; il Cappero e il Timo arbustivo come condimento; il Finocchio di mare, utilizzato in insalate cotto o crudo, a seconda della tradizione, e conservato anche sott'olio o sott'aceto; Asparago, Mirto. Poi le piante che allietano la vista: Papavero cornuto, Carota spinosa, Eringio marittimo, Orchidee e molte altre. I Ginepri, le Filliree, i Cisti, le Ginestre, il Lentisco, il Fico degli ottentotti, ormai naturalizzato ovunque nelle nostre coste. La duna è colori, odori, sapori e protezione.
Coloro che vivono a contatto con la natura  difficilmente l'aggrediscono. Lo fanno, talvolta inconsapevoli, quelli che da tempo sono sradicati dal loro luogo di origine. Sono spesso questi i proprietari delle case che deturpano la costa e le dune. Case  abitate per qualche giorno in estate o in pochi fine settimana. Questo modello di intervento, oltre i danni all'ambiente, ha determinato forse alcuni, pochissimi, arricchimenti, ma non ha avuto alcun effetto sullo sviluppo del tessuto economico del territorio.
Ci sono oggi le condizioni per una correzione di tiro. Nei paesi marini e non solo, i quali hanno avuto la fortuna di conservare ciò che le generazioni precedenti avevano loro consegnato, emerge la consapevolezza che la valorizzazione turistica del territorio può seguire altre strade in sintonia con la natura. Questo nuovo modello di intervento può prevedere lo sviluppo degli agriturismi, l'incremento quali/quantitativo dell'offerta di servizi e la ricerca di nuove categorie di utenti, oltre ai fanatici dell'abbronzatura, da ospitare anche in periodi alternativi a quelli di alta stagione. Non c'è soltanto il mare ed il sole da valorizzare in un'area marina protetta, ma anche la contemplazione della natura, medicina miracolosa, rilassante e terapeutica, efficace, prima di tutto, per lo spirito.