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Donne che preparano l'impasto del pane.
Donne che preparano l'impasto del pane.
Ho più volte cercato di capire e chiarire a me stesso le ragioni degli annuali e puntuali ritorni alla mia terra. Che cosa mi manca sulla sponda lontana dove mi sono ritrovato e completato come uomo e come scrittore? Sempre identica è la risposta a cui ricorro: scialba è ogni affermazione che non si ricolleghi, e ci ricolleghi, alla terra che misteriosamente ci ha spinti ad affermarla. Diventa, cosi, comprensibile la nostalgia che ci riconduce all'humus della nostra vita, alle cosiddette radici della nostra esistenza. Quasi direi che si prende coscienza dell'inscindibile legame fra passato e presente, sentimento ed azione, spirito e senso. E' come un duplice richiamo d'affetto: da una parte il comando di diffondere la bellezza del punto geografico da cui partiamo e, dall'altra, il dovere di tornare allo stesso punto di origine, che è poi l'infanzia e la giovinezza del nostro essere. Ecco perchè oggi mi sembra logico, e del tutto naturale, far parte di questo 'sito' voluto e tenuto da giovani che alla loro terra, alla mia stessa terra, consacrano entusiasmo ed energia.
09/05/2001 Joseph Tusiani

"Davanti 'lu campanare della Chiesa matra'" a S. Marco in Lamis - 1999
"Davanti 'lu campanare della Chiesa matra'" a S. Marco in Lamis - 1999
Tusiani scrive le prime poesie dialettali agli inizi degli anni Cinquanta e le affida al suo amico Tommaso Nardella, che le pubblica il 1955, col titolo ossimorico Làcreme e sciure [Lacrime e fiori]. Sono versi di nostalgia, di distacco, di lontananza dal suo piccolo mondo antico, che egli non ha mai dimenticato. La seconda raccolta, Tìreca tàreca [Tiritera] arriva dopo vent'anni. Altri vent'anni, ed escono, una dopo l'altra, Bronx America (1991 ), Annemale parlante [Animali parlanti] (1994), America (1991 ), La poceide [L'epica della pulce]. Poemetto in dieci canti in dialetto garganico (1996), Na vota è 'mpise Cola [Una volta sola s'impicca Cola], Favola in dieci canti in dialetto garganico (1997), Li quatte staggione e poesie ritrovate [Le quattro stagioni], (1998), Lu deddù [II diluvio]. Poemetto In ottava rima in dialetto garganico (1999), Maste Peppe cantarine [Mastro Peppe canterino], Favola in sette canti in dialetto garganico (2000), Lu ponte de sola [II ponte di cuoio), Melodramma in dieci canti in dialetto garganico (2001 ), L'ore de Gesù Bambine [L'oro di Gesù Bambino], Favola natalizia in dialetto garganico (2002).
Ma che cosa c'è dietro questo ritorno così ossessivo ad un dialetto oscuro e senza storia? Tusiani non è un poeta neodialettale. La scelta del dialetto nasce da un rifiuto, da un'adesione morale. È una scelta tra due culture. Non è casuale il recupero di favole e leggende della tradizione popolare (Cola, Maste Peppe, Lu ponte de sòla) che sentiva raccontare da bambino tra la 'Padula' e la 'Cchiesa matra'. Un mondo fatto di artigiani, piccoli contadini, popolane, musici, pretini, che scandivano le sue monotone giornate sammarchesi. Di questo intenso rapporto col dialetto 'Ce sta nu cante', da Bronx America, ne è l'immagine più potente:

Ce sta nu cante che m'unneja ‘mpette
come nu mare che ce stennerica
sope na scuma gghianca de merlette
e non fa chhiù penzà a tempesta antica,
e quistu cante iè lu 'ndijalette
de ‘Dda Muntagna (Ddì la bbenedica)
che mme dà pace e no mme dà recette,
me dà tremente ma m'è ssempe amica.
Inte 'sta bella scjema de parole
ce scròzzene fulìmmije frustere,
ce annetta cullu core ogni penzere.
Inte quest'acqua che addora de sole
facìteme annijà, come ce anneia
inte la luce l'ùtema rnureja.
C'è un canto che m'ondeggia nel petto
come un mare che si distende
sopra una schiuma bianca di merletto
e non fa più pensare a tempesta antica,
e questo canto è il dialetto
di quella montagna (Dio la benedica)
che mi dà pace ma non mi dà requie,
mi dà tormento ma mi è sempre amica.
In questa piena di parole
si disperdono fuliggini straniere,
si netta col cuore ogni pensiero.
Dentro quest'acqua che odora di sole
fatemi annegare, come annega
dentro la luce l'ultima ombra.
(Trad. T. Nardella.)