Quando si parla dei santuari è importante sapere che due sono in essi gli elementi fondamentali: la speciale presenza di Dio o dei suoi santi; e la frequentazione dei pellegrini. Sono i pellegrini che, guidati dalla grazia, interpretano il santuario e ne fanno un elemento abituale nella vita di ogni giorno attraverso la preghiera privata e liturgica, le varie devozioni, gli usi e i costumi e soprattutto i pellegrinaggi.
Ci lasceremo, quindi, guidare dai pellegrini, da questi ospiti privilegiati nella nostra visita al santuario della Madonna Incoronata di Foggia per cogliere interessanti contenuti non solo della storia, ma soprattutto del rapporto spirituale che la Madonna nera seduta sull'albero nell'antico bosco da molti secoli ha con le popolazioni pugliesi, molisane e abruzzesi.
Chi visita i Santuari del Gargano e della Capitanata nota facilmente che molte comitive sono antiche di secoli. Sono gli eredi delle grandi migrazioni devote del medioevo che pongono in unica catena e in successione gerarchica i santuari di Santa Maria di Stignano, San Matteo, Monte Sant'Angelo, Santa Maria di Pulsano, San Leonardo a Siponto, l'Incoronata di Foggia. Molte comitive provenienti dalle regioni settentrionali proseguono per Bari dove visitano il santuario di San Nicola.
Parlando del Santuario della Vergine Madre di Dio dagli angeli Incoronata di Foggia farò riferimento soprattutto a questi pellegrini checontinuano tuttora ad arrivare nei nostri santuari. La grande affluenza di pellegrini alla Tomba di Padre Pio, ha messo un po' in ombra queste comitive antiche, ma la loro spiritualità è talmente radicata e intensa che anche i nuovi pellegrini ne sentono il fascino e spesso ne ripercorrono i passi.
La Grotta dell'Arcangelo è la meta verso cui e per cui le carovane si muovono, gli altri santuari sono tappe intermedie di riposo e di riflessione. Attraverso la successione delle tappe purificatrici, i pellegrini si preparano all'incontro con l'Arcangelo Michele nel luogo terribile della sua apparizione, casa di Dio e porta del cielo. Provengono in maggioranza dalle province di Foggia, Bari, Lecce, Taranto, Brindisi, Campobasso, Isernia, Chieti, L'Aquila, Avellino, Benevento, Napoli, Salerno, Potenza e Matera, Lazio meridionale.
La Grotta di San Michele è il centro di un vero e proprio sistema santuariale in cui confluiscono i santuari di Santa Maria di Stignano, San Matteo, Pulsano e San Leonardo di Siponto e dell'Incoronata.
E' importante notare come il percorso lega fra loro un complesso unitario di santuari, i quali nel loro insieme esprimono uno sviluppo spirituale progressivo e conseguenziale.
E', quindi, una strada devota da percorrere nella sua interezza perché rappresenta, nella successione delle tappe e nella completezza dei suoi richiami spirituali, il percorso di conversione che il cristiano è chiamato a compiere.
Tra i documenti riguardanti i percorsi dei pellegrini scoperti negli ultimi anni, certamente il più interessante è il Rituale di Ripabottoni, di prossima pubblicazione.
Questo rituale descrive l'itinerario come un cammino spirituale denso di preghiera, di opere penitenziali e di slanci di gioia, colmo di contemplazione.
E' un vero e proprio corso di esercizi spirituali itineranti in cui i santuari rappresentano i momenti essenziali del terreno viaggio: il ricordo del battesimo, che dà inizio al pellegrinaggio, la strada tracciata dai santi da percorrere con umiltà e gioia, l'incontro col Signore nel luogo inquietante dell'apparizione dell'Arcangelo, la gioia del ritorno.
Il cammino di conversione inizia con la benedizione di Maria santissima di Stignano, prosegue nel segno di San Matteo, San Michele e San Leonardo 'nostri avvocati'; termina con l'abbraccio dolcissimo della Madonna Incoronata di Foggia.
La Madonna di Stignano è la 'Paradisi Porta' attraverso la quale Dio dona agli uomini il suo Figlio unigenito, Gesù nostro fratello e redentore, ed esorta i pellegrini a vivere le promesse battesimali seguendo le orme del suo Figlio: 'fate quello che egli vi dirà'.
San Matteo col suo vangelo rappresenta la via della Parola di Dio.
San Leonardo è un esempio splendido di uomo che ha seguito fino in fondo il Vangelo.
La Grotta di San Michele è il punto culminante dell'itinerario spirituale del pellegrino, dove l'uomo si trova solo con la sua coscienza, sospeso sulla montagna fra cielo e terra, pronto a dire a Dio e agli Angeli suoi un 'si' o un 'no' semplice e definitivo.
La Vergine Incoronata di Foggia, tappa finale del percorso, rappresenta ancora la 'Felix coeli porta' attraverso cui gli uomini, finalmente pacificati, entrano nella casa del Signore.
Il santuario dell'Incoronata è tuttavia esso stesso al centro di una specifica zona di influenza religiosa che abbraccia vaste zone della Basilicata, dal Subappennino occidentale e dalla Daunia centro meridionale fino alle Murge. Nei secoli passati era soprattutto il santuario dei pastori abruzzesi e molisani che transumavano con le loro greggi nelle pianure del Tavoliere.
Ogni anno, agli inizi dell'autunno, una fiumana di uomini e pecore scendevano dalle fredde balze dell'Abruzzo. Le aride e deserte steppe della Capitanata si rinverdivano con le piogge settembrine, e si animavano di vita nuova da settembre a maggio.
Fino agli inizi del sec. XIX Foggia fu sede della Regia Dogana delle pecore, centro amministrativo della zona, comprendente quasi l'intera Capitanata, assegnata ai pascoli invernali delle greggi provenienti dall'Abruzzo.
Centro religioso di tutta questa popolazione nomade era il santuario dell'Incoronata, presso Foggia. Quando partivano, verso la metà di maggio, i devoti pastori portavano con sé, struggente, l'immagine della Madonna nera seduta sull'albero nella solitaria chiesetta eretta nel bosco di antiche querce.
Pian piano il culto dell'Incoronata valicò i confini del Tavoliere e s'insediò in Abruzzo e dovunque i pastori ponessero la loro residenza.
Si venne a costituire un vero e proprio sistema di santuari dedicati alla Madonna Incoronata, tutti legati indissolubilmente ai percorsi della transumanza. I più lontani: in Abruzzo l'incoronata di Chieti; l'Incoronata di Pescasseroli al termine del tratturo che lega questa città a Foggia e l'Incoronata di Vasto nel pressi del Tratturo Regio; nella terra di Bari, l'Incoronata di Minervino Murge al termine di un percorso costituito dal tratturo dell'Ofanto, su cui s'innestano il braccio e il tratturello fino a Minervino. In Capitanata sono diversi i santuari e le chiese dedicati all'Incoronata nati da specifiche esigenze devozionali dei pastori abruzzesi fra cui i più importanti sono quelli di Ascoli Satriano e di Apricena i quali assolvevano anche il compito di ospitare i pellegrini diretti al santuario di San Michele sul Gargano.
Ognuno di questi Santuari è tuttora, in qualche modo, affiliato a quello di Foggia; si ripetono usi religiosi e devozioni proprie del santuario foggiano e si organizzano pellegrinaggi verso l'Incoronata di Foggia.