Mezzi che si propongono per migliorare le private proprietà, ed il patrio suolo.

La ferrovia del Gargano.
La ferrovia del Gargano.
Fin qui si è esposto qual fosse l’antica Badia; quali furono gli uomini del feudo; e come questi per essere governati da persone pie, venivano ammessi a godere di tutti i beni badiali, e quindi ad essere agiati, eran sufficienti pochi capitali. Si è fatta ancora la narrativa delle svariate vicende, cui andò incontro la Badia, e come declinasse, e poi si spegnesse l'antico suo lustro. Sciolta ogni promiscuità, si è data un'idea di ciò che per la Badia si amministra; di quello che l'amministrazione del comune è in possesso; e come originate vennero nel Feudo Badiale le private proprietà. La popolazione intanto progredisce rapidamente, e si aumenta. Dessa è appena ammessa agli usi civici sopra i Demanii Ex-feudali-ecclesiastici pertinenti al comune, ed a carissimo prezzo. In origine li abitava un popolo dedito alla pastorizia, e si viveva nell'opulenza: di poi, dietro la cesinazione dei boschi si ebbe un popolo agricola su terra vergine. S'impalmarono così la pastorizia e l'agricoltura, e la comodità, l'opulenza, la concordia si assisero sulle domestiche mura. Ma l’età del secolo d'oro è già trascorsa. Una popolazione colossale è oggi costretta a vivere su d'una quarta parte del tenimento, che nei tempi andati era per intero destinato ad alimentare pochissime famiglie. Coloni e pastori non possono più andar d’accordo, perché i primi sono avidi di terreni per la produzione dei cercali; i secondi di erbaggi per pascolare le greggi, e gli armenti. Da queste considerazioni adunque, qual sarà la deduzione, ed il giudizio a darsi per le generazioni avvenire? Il problema facilmente si scioglie col dilemma, o vivere delle miserie, od emigrare.
Casetta contadina a fianco del convento di S. Matteo prima che cedesse il muraglione di sostegno dell'aia.
Casetta contadina a fianco del convento di S. Matteo prima che cedesse il muraglione di sostegno dell'aia.
Cittadini Amministratori, Padri di famiglia, la generazione vegnente ha dritto ancor essa, e pur troppo, ai mezzi di sussistenza egualmente che i loro padri: anzi è sacrosanto dovere di costoro, che per essi venga con le particolari proprietà, avvantaggiato il patrio retaggio. Per tanto, qual deliberamento sarà il suo?
Se all’imperioso e supremo bisogno della vita, v’è ancora intimamente ligato il vivissimo perenne desiderio di conservarla coi migliori comodi mezzi possibili, chi non prevede nella situazione di cose da noi esposta, la durissima necessità nei nostri figli a dover, non tardi, emigrare dal proprio suolo? E forse gli abitanti di quelle terre a cui si condurranno, non sentiranno anch’essi il bisogno di mantenere il loro territorio non accalcato di forestieri, onde non trovarsi anch’essi in avvenire nella trista condizione di rifugiare altrove? E se vi saranno ammessi, quali dure condizioni verranno imposte siccome veggiamo tuttodì pei braccianti emigrati nei comuni vicini.
Le risorse adunque dobbiamo rinvenirle noi medesimi e negli stessi mezzi che ci somministra il patrio suolo; e che ci vengon suggerite dalle Leggi Economiche del Nostro Augusto Monarca, Padre amorevole di tutt'i popoli dei suoi vasti dominii. Queste si potranno ottenere migliorando le colture: riordinando il sistema di pascolo; e se è possibile introducendo le arti di prima necessità. Il che partitamente verrà da noi esaminato; a fin di convincerci che siamo ancora al caso da poter opporre opportuni miglioramenti, contro gli ulteriori deterioramenti di nostra sorte.