Sulla Terza.
Miglioramento e riproduzione delle selve.

S. Marco in Lamis. Danni causati dagli incendi.
S. Marco in Lamis. Danni causati dagli incendi.
Prima che mi versi sui precetti che crederei convenienti al miglioramento ed alla riproduzione delle selve; sarà opportuno ch’io brevemente delinei al nostro contadino lo squallido quadro del vasto territorio dei suoi avi. Dapertutto un ammasso sassoso denudato; colline scoverte e rase; di qua valli, di là dirupi e voragini: per ogni dove quella immensa estensione è messa a svariate colture. Egli ha distrutta senza alcun rimorso l'opera grandiosa di molti secoli. La sua scure ha crudelmente investita la folta boscaglia, che gli seppero conservare e tramandare i suoi maggiori. Gli smisurati faggi, i robusti cerri, le annose querce più non vi giganteggiano; l'avida inconsiderazione di lui ha tutto manomesso.
S. Marco in Lamis. Disboscamento selvaggio.
S. Marco in Lamis. Disboscamento selvaggio.
Ma perché tanto barbarico abbattimento? Forse per la coltura dei cereali? È qui appunto il pernicioso errore. Imperocché è risaputo che la natura dei monti vuole alberi d’alto fusto, e non punto campi; che le alte, sassose, e secche terre montane sono attissime solamente a dar legna, pascoli, e foraggi, e non proprie a produrre gentili biade, E però, quanto maggiormente savii di noi non furono i nostri Avi, che i monti destinarono alla vegetazione delle selve, e dei prati, riuscendo così a comodamente alimentare numerose mandre di porci, buoi, e vacche? E noi avendo tutto voluto ridurre a coltura, n'è avvenuto che le falde dei nostri monti, spolpate per cosi dire dalle alluvioni di quello strato di terra vegetabile che le radici degli alberi vi mantenevano; il terreno per pochi anni diede abbondante ricolto, e divenne poi sterile, accrescendo cosi in ogni anno la penuria, e la miseria dei coloni (Nota 1).
Quindi io non saprei mai abbastanza caldamente raccomandare ai nostri contadini a desistere da ulteriore abbattimento di alberi, anzi di procurarne a tutt'uomo l'immegliamento e la dovizia. Perocché è indubitato per fatti di lunghissima esperienza, e dai precetti di economia vegetabile, che la miglior proficua coltura dei monti è la prosperità dei boschi.
Nota
(1) Pensieri del Padre Manicone sul diboscamento delle foreste Garganiche nella sua Fisica Appula T. 1. articolo 3.
Cenno dei boschi di S. Marco.
S. Marco in Lamis. Bosco Difesa.
S. Marco in Lamis. Bosco Difesa.
Fino alla metà del secolo XVIII l'Università possedeva in promiscuo con l'Abate tutto il Bosco, e Piscina di Re, che era una continuata Selva compresa nei seguenti grandi locali, classificati e distinti; cioè Lagorosso di moggia antiche 3563: Cardinale di moggia 6899: Sazzano di moggia 7237: Piscina di Re di moggia 5967; Montenero di moggia 1158: Ceraso di moggia 2455: Chiancata della Ferola maggia 2751: Pontone del Santolo moggia 2517: Coppaferrara moggia 4056: tutto pari a carra 458 circa.
Alberate ancora erano le sei Difese Comunali, il grande locale di Coppa Casarinelli, ed il Demanio Comunale Caldaroso.
Fino al detto tempo la popolazione erasi unicamente occupata della pastorizia e della caccia, come nella sua primitiva origine. Poche famiglie si recavano in Puglia a coltivare nelle masserie della Badia con estaglio discreto per le provviste delle vettovaglie. Il paese veniva coronato da vigneti, e svariati ortaggi, dacché si parava al riguardante una incantevole veduta. Era quivi il soggiorno di Saturno di cui cantò il poeta del Lazio.

Tutti i piaceri seguon lor desiri:
Agli animali non facea la guerra
La cruda fame; e per far l’uom contento,
Senza fatica, l'impazienti biade
Fendeano il suolo, né aspettavan punto
Che il punzecchiato bue con lento passo
Segnasse il solco, e con l'incurvo aratro;
Grandi e maturi i grappoli offeriva
La vite d'ogni parte; e per li prati
Scorrevano i ruscei di latte pieni.

S. Marco in Lamis. Bosco della Difesa.
S. Marco in Lamis. Bosco della Difesa.
Dopo la trista e calamitosa epoca del 1764 per timore che la carestia non rivenisse, incominciarono lentamente le cesinazioni, disboscandosi in parte sopra la contrada Cardinale; e come nei primi anni il prodotto dei grani fu prodigioso, cosi mano a mano le cesinazioni si estesero sopra i Lavorelli, e poi in tutta la contrada Sazzano. Al cominciato disboscamento la pubblica autorità non si oppose. Gli affittatori della Badia imposero sulla parte colta il terraggio di 36 misure a versura in ogni genere di cereale, ed un dazio di grana dieci a soma per 1'estrazione del legname, e dei carboni; e cosi fino al 1806 tutto venne cesinato e distrutto. Le leggi repressive giunsero un poco tardi; e col lungo andare l'istesse colonie vennero ritenute e conservate.
Nel 1813 l'amministrazione comunale si scosse a tanto guasto; e seguendo il sistema universalmente adottato, destinò una buona parte dei suoi demanii, che conseguì dallo scioglimento della promiscuità, alla riproduzione delle selve nella dipendenza dell'amministrazione del ramo, custodita da un Brigadiere, e da tre guardaboschi.
Ma in conseguenza dell'adottato sistema si ottenne il Bosco Comunale? Vi sarà almeno speranza di riproduzione sotto una più severa vigilanza? E quando tutto fosse per la negativa; quali sono gli ostacoli da rimuoversi, quale il temperamento da venir adottato? Esamineremo tutto ciò in tanti distinti articoli.
Non si è riprodotto il bosco comunale, né si può riprodurre.
S. Marco in Lamis. Piante di roverella nel Bosco Difesa.
S. Marco in Lamis. Piante di roverella nel Bosco Difesa.
L'aumento della popolazione ha dovuto per necessità far estendere sopra i demanii le dissodazioni; ed in proporzione si sono moltiplicate le greggi e gli armenti: senza questi due mezzi che la località permetteva adottarsi, non si avrebbe potuto progredire. E l'una e l'altra industria perennemente han fatto la guerra alle piante che formavano il mezzo e la speranza della riproduzione delle selve. La scure e la zappa dell'atleta Sammarchese dopo aver diboscato e dissodato il proprio tenimento, s'introdussero ancora nei boschi limitrofi; e le boscaglie di Castel-Pagano non sono che una continuata colonia. Penetrarono ancora nei vicini tenimenti di Rignano, e di Cagnano; ed ancora questi boschi sonosi generalmente abbattuti e distrutti. Ed in questo modo han cessato di muggire, come un tempo cantava il Venosino Poeta Garganum mugire putes nemus. Ove dunque dovrassi andare a legnare in luogo rigido e scoverto, onde apprestare il fuoco al colono e al pastore? Certamente sulla sezione boscosa del Comune; ed i giovani alberi devono essere abbattuti in sul bel principio della loro vita, dalla necessità di una popolazione che non può resistere alla rigidezza del freddo.
S. Marco in Lamis. Bosco Difesa. Il carpino bianco.
S. Marco in Lamis. Bosco Difesa. Il carpino bianco.
V'ha dippiù: l'industria armentizia si esercita in tre stagioni dell'anno sulla parte erbosa del tenimento, ed ha le così dette jacenti nelle sezioni boscose in riproduzione. E non volete accordarle il foraggio? Ed essendo molte, e pur molte le jacenti in proporzione dell'industria medesima, come poter avere tra queste, e la fruizione del pascolo le piante d'alto fusto? Ecco perché sarà sempre una delusa speranza la rigogliosa riproduzione dei boschi.
Fu buono non per tanto, che nella ripartizione spettò alla Diocesana per la Badia vacante, la selva maggiore, (Difesa di Sanmatteo) altrimenti il Sammarchese non avrebbe avuto come apprestare il fuoco alla sua cucina. Ma ora che tutta una popolazione la investe per far legna, quando volete che si prolunghi la sua durata ? Essa vien decrescendo alla giornata; e di qui a poco sulle colline della Difesa Badiale, il Cucullo farà sentire la sua fastidiosa monotonia, ed allora sì che sarà totalmente mancato uno dei principali elementi in luoghi di rigido clima.
Miei amici concittadini: v'interessi questa trista posizione, nella quale di presente ci rattroviamo; e sia lungi da noi la esecranda bestemmia, nella quale il volgo soventi prorompe come abbiam fatto noi, così pure faranno quelli che ci succederanno. Imperocché è ben lieve cosa il riflettere, che se noi avemmo materiale a distruggere, i nostri avvenire non ne avranno affatto.