Sulla Terza.

S. Marco in Lamis. Bosco Difesa: campo di felci.
S. Marco in Lamis. Bosco Difesa: campo di felci.
pascoli aperti promiscui sono ad adottarsi, quando sono estesi, ed è ristretto il numero degli animali. Per lo contrario, sarà meglio l'assegno parziale in enfiteusi. Prima ed indispensabile condizione di esistenza, e di progresso per ogni associazione di uomini, è la riduzione del suolo comune in proprietà parziale, ed il solo e legittimo modo di costituire la proprietà è l'appropriazione che se ne fa dalle persone.
Ma ciò non può eseguirsi che dall'individuo; dunque la vera e perfetta proprietà, è la proprietà privata. Se noi consideriamo i principii delle nazioni, restiamo convinti che vi sono stati proprietari dacché vi sono uomini. L'esercizio di essa si è con la ragione perfezionato: ma l'esercizio istesso che mena al principio di questo dritto, non diversamente può stabilirsi che per legge positiva, o per convenzione. La proprietà è la fondatrice delle umane società; per lei l'industria tramuta i deserti in ridenti campagne. Diamo uno sguardo solo alla Difesa comunale del Demanio Caldaroso data in enfiteusi, e divisa fra i cittadini per Sovrane disposizioni che l'Università provocò, ed ottenne nel 1782. Una estensione di carra 7 di terreno macchioso incolto, oggi forma la parte più utile del tenimento nelle mani del proprietario. E se prima mancava l'olio, uno dei generi di prima necessità, oggi se ne abbonda, e non ve n'è più bisogno acquistarlo di fuori. E sol perché dagli scorvi son prodotti fruttiferi alberi di olive: pianta che si è ivi moltiplicata con le svariate piantagioni, eseguite per rapina nel Demanio del Comune, e che si son dovute ritenere come migliorie fixae vinctae legittimandosene le occupazioni ai possessori.
Si rammentino i salutari effetti che si ebbero dalle Leggi emanate per la censuazione del Tavoliere di Puglia, per le quali le industrie armentizie si sono moltiplicate, ed i fondi censiti per le migliorie che ne avvennero si sono aumentati di valore. Se ne interroghi il censuario pastore; e cosi saremo convinti dell'utilità sempre più rifulgente del proposto sistema.
S. Marco in Lamis. Bosco Difesa: campo con felci autunnali. Foto del 2008.
S. Marco in Lamis. Bosco Difesa: campo con felci autunnali. Foto del 2008.
Deve non però il corpo municipale far precedere i suoi regolamenti per la regolarità e certezza dei contratti in disamina; e nei modi, dei quali sarà data un'idea sul proposito del miglioramento delle selve. Imperocché se per condizione, il concessionario deve intendere alla riproduzione e conservazione delle piante; per le stesse convenzioni le Selve produttive, debbono rimanere sotto la protezione della Comunale Amministrazione: di modo che il censuario abbia il solo dritto a fruir degli ortaggi, e dei frutti; e facoltà ancora di servirsi della spurga degli alberi, e degli alberi stessi, ma per industria semplicemente.
Chiuderemo questo articolo dopo una breve digressione. Le Reali Società Economiche si applicano per lo miglioramento dell'Agricoltura, come sorgente di ricchezza allo stato, ed alle famiglie; ma quistioni sull'utilità, o sul danno dei pascoli non ancora si elevano, e né vengono in disamina - Si dà questo nome a' pascoli pubblici pertinenti ad una comunità di abitanti, come terreni incolti o boscaglie, sia in pianure, o sopra montagne e colli, o nelle selve. Vi è un'altra specie di pascoli comunali, la quale consiste nella servitù di lasciar aperti i prati ed i campi dei particolari, ai bestiami degli individui della comunità dopo il primo ricolto, secondo l'uso o le regole di ciaschedun luogo. Sarebbe difficile determinare l'origine di detti pascoli, creduta coeva alle comunità degli abitanti.
S. Marco in Lamis. Bosco Difesa: terreno attraversato dal fuoco. Foto del 2008.
S. Marco in Lamis. Bosco Difesa: terreno attraversato dal fuoco. Foto del 2008.
In generale, presso i popoli pastori vi è stato un maggior numero di detti pascoli comunali, ed un numero minore di proprietà, come in relazione allo stato di popolazione. Stava bene un tal sistema, quando gli abitanti d'una Comunità erano in ristretto numero. Ma oggi che le generazioni rapidamente si moltiplicano, non è più il caso di attendere a quel sistema; bensì di proteggere e tutelare le proprietà private. Oggi tra noi il diritto di pascolo aperto agli usi civici è di ostacolo all'agricoltura, come di sopra si è fatto osservare. Una usanza fondata unicamente sopra dati incompatibili, è ormai tempo che ceda alla pubblica utilità. Se questo dritto viene ad essere sminuito nel proposto sistema, l'industrioso di rimpatto ne sarà riccamente compensato dall'utile particolare che ne vedrà derivato a se stesso.
Per la verità poi far continuare il sistema di pascolo nello stato attuale sarà sempre di pregiudizio alla fruizione dei pascoli comunali, ed agli stessi Demanii del Comune. Essi abbandonati alla natura, depreziati dal bestiame, non si dispongono che a maggiormente deperire; e il bestiame istesso vi troverà un nutrimento sì scarso, che appena sarà sufficiente a farlo vivere. Il bestiame meglio mantenuto nei ricinti e nelle chiuse, profitterebbe maggiormente, e sarebbe d'una rendita maggiore al proprietario.
Facciamo intanto più posate considerazioni di questa consuetudine tra noi, e dei danni che porta seco.
S. Marco in Lamis. Bosco Difesa San Matteo.
S. Marco in Lamis. Bosco Difesa San Matteo.
Dopo la distruzione dei boschi, è un pregiudizio il credere che il pascolo aperto dia il mezzo per nutrire un maggior numero di animali. L'attività, l'industria, gli sforzi laboriosi possono semplicemente far prosperare ed ingrandire le chiusure erbifere difese dalle incursioni; né si può altrimenti. Il godimento promiscuo, autorizza a godere dei pascoli il più od il meno presto che può; sicuro che gli erbaggi che si lascerebbero crescere, saranno fruiti immediatamente dal primo che sopravviene; egli pone tutta la sua attenzione nel prevenire i concorrenti. Cosi ognuno volendo precedere gli altri nella sollecitudine di godere, tutto si distrugge sul nascere; il querciuolo non ha tempo a divenire albero; le bacchette ed i virgulti delle ceppaje sono tagliati prima che se ne possa fare un palo; l'erba è mangiata appena spunta dalla terra. Il dritto in comune persuade ognuno di poter tutto; l'interesse personale vince tutte le considerazioni; ognuno abusa senza credere di aver mancato. E non solamente tutto si distrugge in sul nascere, ma altresì non si dà luogo a niun buono mantenimento dei bestiami; per cui si deve uscire dal tenimento, ed acquistare altrove i pascoli statonicali. E nello stato in cui i pascoli saranno cosi esposti, ove sarà la imaginata utilità? la pastura non godrà che di un terreno promiscuo bensì, ma divenuto arido, e senz'erba. Questa verità non può venir con- tradetta dall'industrioso Sammarchese, perché le osservazioni, e le riflessioni sono fatti incontrastabili, e sopra principii che non ammettono discussioni. Sarà dunque spediente rimediare a tanto male accogliendo il proposto sistema; come quello che somministra i mezzi, onde migliorare le industrie armentizie, ed i Demanii Comunali; ed anche perché ritenuto tal sistema, si renderà facile la semina dei prati, dei quali giova far cenno.
Prati artificiali.
S. Marco in Lamis. Bosco Difesa San Matteo.
S. Marco in Lamis. Bosco Difesa San Matteo.
Delizioso e squisitissimo alimento al bestiame somministrano le odorifere ed aromatiche erbe spontanee, che vegetano nelle pietrose ed alpestri nostre campagne; ma desse non sono bastevoli a sostentarlo, e tra gli stessi prati naturali, e l'erbe saporoso non ne mancano delle perniciose, come lo è tutta la specie della Ranunculacee, che ne abbonda, il Ranuncolo Sulcerato, il Ranuncolo Marcasino, e il Ranuncolo Bulgoso. Le quali che producono infiammazione di fegato, e quindi sicura morte, siccome l’Anemone Alpina, e l’Anemone, o erba sanguinale, che nascono tra le fratte, e chiamasi Torta. Quest’erba mangiata dalle pecore, mentre è ancora bagnata dalla rugiada mattutina; fa ch’esse muojano convulse, e la malattia viene accompagnata dallo storcimento del collo. Perniciose sono ancora l'Euforbio, o Tilimalo; il Colchico autunnale, il Tasso Buccifero, o Barboso, conosciuto dai pastori col nome di Volosma, il Tarassaco maggiore e minore, conosciuti per Ancina; e tutte le Crucifere e Siliquose, tra le quali la cosi detta Jervina. Erbe tutte che all'insaputa ed imperizia del pastore, uccidono gli armenti.
Per tanto, e per somministrare più abbondante pascolo al bestiame, e per sminuirne i pericoli; utile si rende quindi la introduzione della semina dei prati, perché la località li favorisce.
S. Marco in Lamis. Bosco Difesa. Rovine di un vecchio riparo.
S. Marco in Lamis. Bosco Difesa. Rovine di un vecchio riparo.
I Romani allevavano molto bestiame: era dunque necessario avere prati immensi. Alla mancanza-degli erbaggi spontanei, supplirono coi prati-artificiali, seminandovi la segala, il lupino, il farro, i piselli, le fave; ed il trifoglio fu la base dei detti prati. Se ne è di essi generalizzato l'uso nella provincia e perché non introdurlo ancora tra noi? Tutte queste erbe vegetano assai bene nei luoghi freschi, e scoscesi; e somministrano agli animali squisito nutrimento, specialmente nell'affamato verno, allorché altro pasto non hanno se non quel poco che loro viene dalla terra, e per cui gli animali si reggono magri, deboli, e squallidi.
Ma s'introdurranno tali utilissimi prati? È tra noi questo un vocabolo sconosciuto. La necessità e l'interesse dei primarii proprietarii di armenti semplicemente li potrebbero far sorgere; ed una volta introdotti, a di loro esempio, ed in vista della somma utilità, e minor dispendio, sarà sperabile che possano essere ritenuti, generalizzati, e protetti, come un mezzo per non far più mangiare agli animali erbe nocive, e venefiche. Mezzo economico oltre modo, mediante il quale il bestiame maggiormente prospererà, e verrà bello, e robusto, e di grand'utile ai padroni. E si potranno introdurre dal colono anche per oggetto d'industria; cui sarà facile destinarne all'uso quella parte del suo terreno, che gli conviene per la semina del grano, e degli altri cereali; stante che nel bisogno possono falciarsi i prati, e trasportarsi gli erbaggi nelle mandre per uso del bestiame.
S. Marco in Lamis. Località 'Cutinelli', nel Bosco Difesa San Matteo.
S. Marco in Lamis. Località 'Cutinelli', nel Bosco Difesa San Matteo.
E perché sopprimere nel Comune la utilissima scuola di Agricoltura, per mezzo della quale era sperabile tanto bene, ed altro maggiore? Una saggia Amministrazione ne dovrebbe rimuovere tutti gli ostacoli per richiamare a se cotanto utilissima istituzione dal provvido Governo, intento mai sempre a migliorare nel tempo stesso e l'Agricoltura e la Pastorizia. Or come si potrà ottenere il fine senza adoperare i mezzi? Questi per l'appunto sono nell'insegnamento del Catechismo Agrario, da cui con sicure norme si potranno apparare ed eseguire i precetti di Agricoltura, tramandatici da valenti scrittori antichi, e moderni.