Esame dei suddetti precetti nei mezzi, che il patrio suolo ne somministra.

  1. Pel miglioramento dell’agricoltura.
  2. Pel miglioramento della pastorizia.
  3. Pel miglioramento, e per la riproduzione dei boschi.

Sul primo articolo - Agricoltura.

Scena di agricoltura meridionale. Tavoletta votiva dipinta presente nel Santuario di S. Matteo a S. Marco in Lamis.
Scena di agricoltura meridionale. Tavoletta votiva dipinta presente nel Santuario di S. Matteo a S. Marco in Lamis.
Noi possediamo fondi azionali, comunque a titolo di privata proprietà, sol perché queste sursero nel Feudo Badiale, e per ciò soggette agli usi civici, ed a prestazione di terraggio sia all'amministrazione del Comune, sia alla Diocesana. Per effetto degli usi civici, le terre a coltura situate nel tenimento di S. Marco, dopo la raccolta dei cereali sono aperte al pascolo e vi s’immettono gli animali per erbare, e spigare. Per effetto del dritto a terragiare, il Colono corrisponde misure trentasei sopra ogni versura di cereale, che raccoglie nei demanii di Bosco e Piscina di Re; mentre sulla Coppa Mastro Giacomo e sopra le versure 180 di Giudice Nicola, S. Cristoforo, e Cicerone, se ne corrispondono misure 48, e le une, e le altre lorde del 5. che si deduce in favore dei coloni per lo contributo fondiario. In questo stato di cose, le Colonie non sono suscettibili di alcun miglioramento, anzi da anno in anno andranno a soffrire maggior depreziamento. La prima cura dell'Amministrazione comunale, debb’esser quella di permettere che i poderi vengano chiusi sia con fossati, macerie, o siepe viva. Nel far ciò essa non adempie che al voto della Legge, non procura che il bene dei suoi amministrati, il proprio vantaggio; ed eccone la dimostrazione.
Sulla Prima.
Una stalla nel Meridione. Tavoletta votiva dipinta presente nella collezione del Santuario di S. Matteo a S. Marco in Lamis.
Una stalla nel Meridione. Tavoletta votiva dipinta presente nella collezione del Santuario di S. Matteo a S. Marco in Lamis.
Atterrato il colosso della Feudalità e sciolta nel regno ogni promiscuità tra i Feudatarii e i Comuni; l'Agricoltura incominciò a fare parte delle cura del Governo, istituendosi in ogni Capoluogo di provincia le società di miglioramento. La sopraintendenza e vigilanza ne venne affidata al Ministro dell'Interno (Nota 1) (Nota 2) e con apposite Leggi furono aperte in tutti i Comuni del Regno le scuole di Agricoltura, l'insegnamento del Catechismo-teoretico-pratico del signor Granata (Nota 3), e si stabilirono diversi principii per la chiusura dei fondi per sottrarli dalla servitù del compasquo (Nota 4) (Nota 5).
Evvi dippiù pel nostro paese. Datasi esecuzione alla sentenza della Suprema Commissione Feudale del 16 luglio 1810, per mezzo del Commissario ripartitore, Cavaliere D. Biagio Zurlo; con Ordinanza dei 23 dicembre 1811 in fatto della chiusura in disamina venne prescritto con l'articolo 5. 'Le Colonie esistenti sopra tutti i locali di Bosco, e Piscina di Re sono dichiarate perpetue. I coloni godranno dei benefici accordati con i Reali Decreti dei 16 ottobre 1809, e 17 gennaio 1810'. Tra i benefici a' coloni Sammarchesi accordati, èvvi la chiusura delle colonie nei modi che i citati Decreti prescrivono. Or dunque permettendosi la surriferita chiusura, non si adempie che al voto della Legge.

Note
(1) (2) Decreti del 30 marzo 1806; dei 16 febbraio 1810.
(3) Decr. dei 28 apr. 1818. Min. de' 7 nov. 1840.
(4) Decr. dei 3 Dicem. 1808; 16 ott. 1809: 17 gen. 1810.
(5) Minis. de' 6 sett. 1809: 29 luglio 1809.