Cenno sulla Origine di S. Marco in Lamis nel Feudo Badiale e del governo Economico-Politico-Ecclesiastico, della floridezza, della sua popolazione ecc.

Veduta di San Marco in Lamis.
Veduta di San Marco in Lamis.
Poiché nella prima e seconda parte di questa memoria, abbiam tenuto discorso del come surse, prosperò, e decadde dal suo antico lustro la insigne ed Imperial Badia del già S. Giovanni in Lamis; è ormai tempo che c'intratteniamo del nostro S. Marco, che fu come abbiam veduto in perpetuo vassallaggio di essa Badia. Gli antichi scrittori, dai quali avremmo potuto trarre qualche distinto dettaglio sulla origine e sulla storia del nostro luogo natio, o tacciono affatto, o per loro ci vengono somministrate delle notizie cotanto leggiere e confuse, che non abbiam saputo discernere il certo ed il vero fra le dense tenebre dell'antichità, da cui vengono circondati. Si è scritto ripetutamente del Gargano, e Tolomeo semplicemente accenna un tale Hyrium ed Anapeste senza alcuna altra circostanza. Né alcuno ha saputo mai chiarire se questo Hyrium di Tolomeo di cui scrive al libro 3. capitolo 1 valga lo stesso che l'Uria, del quale fa menzione Plinio nel lib: 3 cap: 11, o il Dion di Strabone lib: 4, Geog: - comecché sembri che una medesima cosa abbia voluto ritenerli lo storico di Brindisi P. Andrea della Monica lib: 1 cap. IV. Si conviene poi che la città Anapesto sia l'odierna Viesti, la sola esistente sul Gargano - Appulo prima dell’apparizione dell'Arcangelo, imperocché Strabone scrittore del 1. secolo non seppe indicarne alcun'altra. E però quanto saremo per dire della nostra città intorno la prima epoca della sua fondazione, verrà esposto per deduzioni e congetture; né ciò sarà per arrecar meraviglia, sapendo noi quante lacune e difficultà, offre pure la storia delle altre città Daunie.
E primieramente diremo siccome tra le lame del Celano, ed in un gran bacino del vallone tra i monti Nord Est a un miglio di distanza dal già Ospizio di S. Giovanni in Lamis, surse questa città sotto il governo dei Longobardi: e giova credere poco dopo che da costoro venisse appellato S. Giovanni in Lamis l'Ospizio formato dal Tempio di Giano, siccome innanzi è stato detto. E poiché nella nostra città il dialetto è quasi un misto del Longobardo - Greco - Saraceno, ancora per questa circostanza, pare che potessimo affermare l'origine della nostra città tra il settimo e l’ottavo secolo di nostra salute.

 

S. Marco in Lamis. Dipinto ad olio raffigurante Matteo Tardio, contemporaneo di Leonardo Giuliani.
S. Marco in Lamis. Dipinto ad olio raffigurante Matteo Tardio, contemporaneo di Leonardo Giuliani.
Né questo nostro avviso ci sembra del tutto sfornito di solide ragioni, quando ci fermeremo un poco a considerare la condizione dell'Italia, poi che principiò a risorgere dal conquasso in che fu tutta sconvolta per le irruzioni dei Barbari. Fu nel Medio Evo che le genti Italiane si scossero a novella vita, e nuovi pensieri, nuovi costumi, novelle istituzioni adottarono. Dopo la guerra greca in Italia in [il] primo Esarca di Ravenna, abrogati gli antichi ordinamenti civili, volle istituiti in tutte le città e terre grandi alcuni capi, che Duci si chiamarono, con designato territorio. I Goti non ricusarono di stabilire in ciascuno di questi partimenti Amministrazioni, e Giudicature; e quell'assegnazione di Beneficii, furon quelli appunto che in progresso di tempo si denominarono Feudi. Questi Ducati pel sistema di successione in Contee adottato dai Longobardi vennero suddivisi; e finalmente nella irruzione dei Saraceni, si formarono tanti indipendenti castelli, per quante erano le isolate popolazioni, che da quelle orde erranti si difendevano con le proprie forze, dando così l’iniziativa a quelle speciali associazioni, che poi università si addimandarono (Nota 1).
Nota
(1) Sismondi cap: II. par. 1. Stor: delle Rep: Ital: