Del Governo - Economico - Politico della Badia di S. Marco in Lamis.

Interno della Chiesa del Purgatorio a S. Marco in Lamis.
Interno della Chiesa del Purgatorio a S. Marco in Lamis.
Le numerose prammatiche che sotto il titolo de off. proc. caes. furono in vigore nel Regno fin da che Alfonso 1. diede il tipo di quell'Amministrazione civile, e di quella giurisprudenza amministrativa che abbiaci veduto vigere fino ai giorni nostri, regolarono ancora gli ordinamenti di quest'amministrazione comunale, non essendo di ostacolo l'essere i cittadini sotto il vassallaggio dell'Abate. Perciò la Curia del gran Camerario ed il Tribunale della Zecca istituzioni Normanne, essendo state fuse nella Regia Camera della Sommaria, investita tra gli altri dell'onorevole attributo di Protettrice delle università; veniva appellata Regia camera quella che era interessata di tutt'i gravami che si proponevano avverso i parlamenti comunali, avverso le nomine del sindaco, e degli altri impiegati dell’università, siccome pure nella reddizione dei conti. Lo stesso veniva praticato per le altre città del Regno. E però su questo articolo può venir consultato il dritto patrio.
Per quel che riguarda poi il governo Politico, e l’amministrazione della giustizia; aveva l'Abate l'amministrazione civile, criminale, e mista delle prime e seconde cause in tutto il territorio, e nelle due Difese extra territorium di S. Ricciardo, e di Fazzuolo. Eligeva il Governatore che dovea essere dottorato ed approvato in giudicatura; il Giudice delle seconde cause; il Camerlingo della notte: il Luogotenente, i quali tutti erano da lui in ogni anno nominati e patentati.
S. Marco in Lamis: Piantina della Chiesa della Collegiata del '700 - Da G. Tardio.
S. Marco in Lamis: Piantina della Chiesa della Collegiata del '700 - Da G. Tardio.
Questo sistema di governo durò fino al 1793, allorché con Real dispaccio la terra di S. Marco in Lamis, come per lo addietro era conosciuta, venne dichiarata città. E poiché nel 1782 la Badia istessa fu dichiarata di Regio Patronato; così l'Abbate venne privato di ogni Giurisdizione Politica, e la Città governata con la dipendenza dai Tribunali ordinarii per mezzo di un Regio Proccuratore e Giudice. Il primo che occupò un tal posto fu D. Feliciam[n]o Marinelli d'Isernia; il quale dopo di aver prestato il giuramento sul libro del santo Evangelo nella Chiesa Collegiale nelle mani dell'Arciprete, riceveva il possesso dal Sindaco del luogo nella casa comunale, ove oggi rattrovasi la carcere per le donne, largo la chiesa. Questo sistema venne praticato fino alla nomina, e possesso del Regio Governatore e Giudice D. Giuseppe Bassi di Foggia, il quale cessò dalle sue funzioni per la novella organizzazione giudiziaria del 1808; per effetto della quale l’amministrazione della giustizia circondariale di S. Marco, Rignano, e S. Giovanni Rotondo passò al così detto Giudice di Pace. Il primo che occupasse questa carica fu il notar D. Antonio Maria Villani, e l'ultimo il Dottor D. Antonio Maria Cafarelli, il quale fu ancora il primo Regio Giudice Circondariale.
Ai 29 maggio 1817 si ebbe la novella legge Organica Giudiziaria, ed i giudici di pace cessarono dalle loro funzioni, perché vennero sostituiti da' Regi Giudici Circondariali. S. Giovanni Rotondo venne segregato da questa giurisdizione, ed ebbe il proprio Regio Giudice nel 1 gennajo 1832.

Paragrafo XI.
Del governo Ecclesiastico della Badia di S. Marco in Lamis.
Chiaramente si rileva dalle cose per noi di sopra esposte, che la Badia di S. Giovanni, ora di S. Marco in Lamis, surse con territorio separato e circoscritto dalle indicate concessioni. E sin dalla prima origine sua si scorge fondata con la Legge 'Ut Monachi ponant Abatem secundum regulam quem viderint honestum et probum, siccome viene ordinato nel Diploma del 1052'. E nella concessione fatta da Basilio Imperatore nel 1008 viene prescritto: 'Ut Monasterium sit cum Monachis suis quietum et liberum per hoc sigillum quod nos facimus, et damus ipsi Monasterio, ut nullus Episcopus, Archyepiscopus Hitaliae audeat aliquod impetere'. Sicché non è dubbio alcuno che la Chiesa di S. Marco in Lamis fu dichiarata esente ab origine, con territorio separato, e con piena giurisdizione quasi Vescovile nel territorio Badiale. Il quale aveva nella sua dipendenza un Vicario Generale con Curia formale di un Cancelliere, Promotore Fiscale, e Cursore: attuandosi in essa tutte le cause di Giurisdizione spirituale in grado di appello, omesso il Metropolitano, si ricorreva alla Curia Romana. E dopo i reali ordini renduti nel 1782, venne sovranamente prescritto che tali appellazioni fossero prodotte nella Curia del Cappellano Maggiore, siccome venne osservato.

Mons Lucci - Da G. Tardio.
Mons Lucci - Da G. Tardio.
La Santa Visita si apriva dall'Abate o dal suo Vicario Generale con mandato speciale. Dalla Curia si spedivano le Dimissorie agli Ordinandi ad quemcumque Episcopum: le approvazioni dei confessori: le Bolle delle provviste dei Beneficii così semplici, come Curati; e per questi secondi si faceva precedere il concorso innanzi agli Esaminatori Sinodali di quel Vescovo che meglio pareva all'Abate. E di fatto conosciamo fino agli ultimi tempi, che l'Arciprete D. Leonardantonio de Carolis, fece il suo concorso nella Curia di Ariano, e dopo le Bolle gli furono spedite dall'Abate. L' Arciprete D. Francesco Centola, ed il Parroco D. Luigi Nardella, fecero il loro concorso nella Curia di Troia. La Curia Badiale accordava il Liceat per la contrazione dei matrimonii, per 1'assoluzione dalle censure, e per quanto importava il Pastorale, e Ministeriale esercizio della prima Giurisdizione Episcopale.
Fu vantaggiata la Chiesa nel secolo decimottavo pei seguenti miglioramenti:
Veniva da prima composta di un Arciprete con un numero indeterminato di preti, che costituivano il Collegio; e l'Arciprete con i Partecipanti erano unitamente addetti al Culto, addossandosi la cura delle anime, il primo con l'esercizio attuale, e gli altri con 1'esercizio abituale: e sempre sotto la dipendenza dell'Abate, o del suo Vicario Generale.
Nel 1722 si conobbe il bisogno di erigere una Parrocchia in aiuto della Collegiale, per essersi aumentata la popolazione sino a 4400 anime; e questa di fatto venne fondata canonicamente nella Chiesa di S. Antonio Abate, di cui il primo Parroco D. Crocinio de Carolis venne messo in esercizio nel 1724. Il Comune dotò la Parrocchia di due Orti con l'annua rendita di duc. 30. A quest'epoca l'Abate era il Cavaliere D. Francesco del Giudice.
Nel 1735 l'Abate Commendatario Cardinal Coscia fu sospeso nella giurisdizione; e la Santa Sede passò 1'amministrazione Spirituale e Temporale al Vescovo di Bovino F. Antonio Lucci (oggi venerabile), il quale la governò per 6 mesi. Questo Prelato consacrò la Chiesa Collegiale.
Con Real Dispaccio dei 20 giugno 1767 a rappresentanza del Capitolo, venne questo ridotto al numero di trenta Partecipanti. Ed in quest'atto Sovrano, tra l'altro si legge 'E vuole la M. S. che i Capitolari si riducano al numero di trenta, con aumentarsi solamente coloro, che han dato buon saggio di probità e dottrina, per trattarsi di esercitare la Cura, e che tal riduzione non si esegua ora, ma secondo accadrà la vacanza così si sospenda la nuova ammissione sino a tanto che i Partecipanti arrivano al numero di trenta'.
Nel 1782 essendo Abate il Cardinal D. Nicola Colonna, venne la Badia dalla Curia del Cappellano Maggiore dichiarata di Regio Patronato.
Con Real Dispaccio del dì 8 maggio 1790 vennero accordate le insegne al Collegio Capitolare a somiglianza della Collegiale Chiesa di S. Giovanni Maggiore di Napoli; e la Cappa simile negli ornamenti a quella dei Canonici della Cattedrale di S. Severo.
S. Marco in Lamis: la Chiesa della Collegiata nella neve.
S. Marco in Lamis: la Chiesa della Collegiata nella neve.
Nel 1769 defunto l'Abate Cardinal Colonna, e giunto appena l'avviso al Collegio Capitolare; credè questo ragionevole ed uniforme alle disposizioni dei sacri Canoni procedere alla elezione del Vicario Capitolare; per cui restò canonicamente eletto l'Arciprete de Carolis. Questa elezione del Capitolo venne contrastata dall'Arcivescovo di Manfredonia Monsignor Francone; il quale ottenne dalla Real Camera di S. Chiara di dover lui eligere il Vicario, come viciniore; e per tanto vi destinò da pro-Vicario D. Arcangelo Vincitorio. Venne così originata una lite di giurisdizione, che fece tanto rumore a quell'epoca, e che venne in fine risoluta a favore del Capitolo della Chiesa vacante. E di qui il Governo Capitolare fino alla publicazione del Concordato con la S. Sede del 1818.
Nel 1803 per essere aumentata la popolazione fino al numero di 9800 anime, vi fu bisogno di erigere altra Parrocchia soccorsale; e questa fu fondata canonicamente nella Chiesa di S. Berardino, nella dipendenza dell'Arciprete, e Capitolo della Collegiale, sotto il Governo di un Economo Curato, con un assegnamento di annui ducati 60 sullo stato discusso Comunale. Ed in questa occasione la Curia locale fece una nuova circoscrizione delle tre Parrocchie, secondo oggi vengono governate.
Nel 1810 tanto l'Arciprete della Collegiale, che il Parroco di S. Antonio Abate con i rispettivi Economi, riceverono una congrua sullo stato discusso del Comune; cioè i primi per annui D. 120, e gli altri per annui D. 60. A ciascuna delle tre parrocchie vennero assegnati D. 20 per olio e cera in ogni anno. E nel 1843 fu elevata la congrua dell'Economo di S. Berardino ancora a D. 120. Congrue che vennero conservate con l'articolo 7. del Concordato.
Nel giorno 21 Marzo 1818 venne pubblicata la Legge per l'esecuzione del Concordato tra S. S. Pio VII. e S. M. Ferdinando 1. del giorno 16 Febbraio detto anno. Con l'articolo 3. venne stabilito:

'Che le Badie Concistoriali, le quali si ritrovano con la rendita al di là di cinquecento D. annui, restavano senza essere aggregate'.

S. Marco in Lamis: il campanile della Chiesa della Collegiata.
S. Marco in Lamis: il campanile della Chiesa della Collegiata.
Per tanto la Badia di S. Marco in Lamis non venne soppressa, perché aveva la rendita di D. 2000 circa annui. Ed avendo il S. Padre designata la nuova circoscrizione della Diocesi nei Reali Dominii al di qua del Faro, accennata nel Concordato, se ne delegò la esecuzione a S. E. il Cardinal Caracciolo. Nella Bolla di circoscrizione, in fatto di Badie non soppresse, sta prescritto '........ quoad reliquas omnes Abbatias nullius Diocesis in ipsius Regis ditione citra Pharum existentis, Episcopi, et Vicarii Capitulares viciniores exercere in eis pergent spiritualem jurisdictionem, quam nunc exercent, nobis expresse reservantis de titulis, et bonis caeterarum supradictarum Ecclesiarum nullius Diocesis, deque aliis omnibus easdem respicientibus per alias Apostolicas literas provvidere'.
Quindi fu che la suindicata Eminenza del Cardinal Caracciolo in data dei 29 Luglio 1818 diresse lettera a S. E. Monsignor Arcivescovo di Manfredonia del tenore seguente 'La Santità di N. S. per organo della Segreteria di Stato, e con dispaccio dei 21 corrente si è degnata di accordarmi le facoltà necessarie a fin di provvedere, che le Badie dette nullius non restino senza una legittima amministrazione. Quindi in nome della prelodata Santità Sua, V. S. Illustrissima si compiacerà di assumere il governo della Badia di S. Marco in Lamis. Ella ne terrà avvertita a chi spetta di questa Pontificia disposizione. Nel mio particolare mi rassegno pieno di stima e di rispetto. Di V. S. Illustrissima e Reverendissima. V. Servo. D. Indaco Cardinal Caracciolo. A S. E. L'arcivescovo di Manfredonia'. Siamo or dunque per Pontificia delegazione nel governo Spirituale dell'Archidiocesi di Manfredonia: e ciò fino a quando le due Corti non faranno eseguire per le Badie Nullius, le prescrizioni del Concordato.
Dalle cose fin qui dette si deduce, che la Chiesa di S. Marco in Lamis surse sotto il governo degli Abati, e venne così regolata prima dall'Ordine Benedettino, poi dal Cistercense, e quindi dai porporati Commendatarii della Romana Chiesa ricettizia innumerata; negli ultimi tempi ricettizia numerata; e di presente composta da un Collegio di trenta Canonici, di cui fa parte l'Arciprete della Collegiale, il Parroco di S. Antonio Abate, ed il Curato di S. Berardino. Non vi sono in essa chiesa, dignità, od altri beneficii curati, o non curati.
Non ha il Collegio prebende o rendite patrimoniali, meno quelle che ritrae dalla esazione dei censi, e da affitti di fondi urbani per disposizioni pie, e con l'obbligo della celebrazione delle messe. E-sercita la privativa nell'associazione dei cadaveri, e nelle processioni religiose. La massa di tutti questi proventi ha fatto ultimamente ritenere il piano di Monsignore Rosini; per cui ad ogni canonico si è potuto dare la rendita annuale di D. 50, capace questa ad essere sostituita al sacro Patrimonio.
Oltre del Corpo Capitolare ci sono dei preti fuori numero, ed in numero indeterminato. Di presente questi sorpassano il Corpo Capitolare. L'ordinario Diocesano per tenerli applicati distribuisce loro le Rettorie delle Chiese, e delle Congreghe laicali: altri ne destina per Sottoparrochi, ed alcuni ne addice alla pubblica istruzione.
Ha il collegio capitolare i proprii statuti, per effetto dei quali per Eddomade uffizia quotidianamente in coro, ed attende a tutte le funzioni del Culto.
Il titolo della chiesa collegiale è della Santissima Annunziata, sotto del quale percepisce tenue rendita per la manutenzione dei Sacri arredi. Dai fondi dell'amministrazione Diocesana, e per apposito articolo in quello stato discusso, per l'oggetto istesso e pel culto riceve un' annua liberanza di D. 80.
Il Protettore della Città è S. Marco Evangelista, per la cui festività trovansi fissati sullo stato discusso del comune ducati 60: - duc. 10 per la festa dell'Immacolata: - D. 12 per l'Organista.
La manutenzione, e la riparazione del Tempio compete al Comune. Tanto si ha dagli atti della dedicazione, e consegna di Monsignor Lucci Amministratore Apostolico; e come si legge nella lapida marmorea esistente nella Cappella a sinistra di detta Chiesa del tenore seguente. D. O. M. TEMPLUM HOC SSMAE VIRGINIS MAE ANNUNCIANI IN MATRICI ARCHIPRESBYRALI - PAROCHALI ECLA CANONICE DEDICATUM DIE X MARTII 1736 TRAR ANTUS LUCCI EPISCOPUS BOVINI HUIUS IURISDICTI0NIS ADMINISTRATOR AMPLUS SUMPTIBUS HUIUS UNIVERSITATIS CUI EXTRUCTI0 MANUTENSIO AC REPARATIO COMPETIT SOLEMNI RITU CONSECRAVIT ET OFFICIUM A CLERO RECITANDUM CUM OCTAVA IN DIE PRIMO CUIUSLIBET MENS1S 7BRIS ASSIGAVIT. IOANNES BAPTISTA SASSANO S. IOSEPH ANT: DEL SABRO L. T. 1745.
Di fatto dal 1826 in quà a spese del Comune e dei proprietarii scritti sul ruolo di Fida, s'intrapresero i lavori di riduzione del suddetto Tempio, sperandosi dallo zelo degli amministratori, che abbiasi un giorno a veder la fine per la gloria di Dio, e per onore della patria.
S. Marco in Lamis. Chiostro del convento di San Matteo.
S. Marco in Lamis. Chiostro del convento di San Matteo.
Il badiale Convento di S. Giovanni in Lamis, titolare, e ius Patronato della Badia, oggi detto di S. Matteo, è nella stessa giurisdizione. L'Amministrazione Comunale non pertanto annovera nel suo stato di popolazione non solo la famiglia di S. Matteo, ma ancora quella di S. Maria di Stignano, a cagione che l'attuale circoscrizione del suo tenimento fa in esso comprenderlo; comecché nella giurisdizione Ecclesiastica dipendesse dalla Curia Vescovile di Lucera, essendo situato nel Feudo di Castel-Pagano; e perché la stessa concessione del Conte Enrico escludeva quella località dal feudo Badiale.
Oltre dei sopradetti due Conventi suburbani di S. Matteo cioè, e di Stignano de' PP. Minori Osservanti di S. Francesco; non ci sono in S. Marco in Lamis Conservatori e ritiri di sorta, e molto meno stabilimenti di beneficenza, o luoghi pii laicali. Vi esistono bensì, e sono regolate con proprii ordinamenti le Congreghe, del Santissimo nella Chiesa Collegiale: dei Sette dolori, nella Chiesa propria: di S. Maria del Carmine nella Chiesa Parrocchiale di S. Antonio Abate: del Trionfo del Purgatorio nella chiesa propria: del Patrocinio di S. Giuseppe, nella Chiesa propria: di S. Maria, nella chiesa Parrocchiale di S. Berardino: e del Santissimo Rosario nella chiesa delle Grazie.
Siffatte congreghe locali non hanno rendite; ma il culto si mantiene con la massima decenza, e somma divozione, mediante le obblazioni, e prestazioni annue dei Fratelli, e sorelle ascritte.