Dove andiamo?

Dove andiamo?

Dove andiamo?

Pasquale Villari, Dove andiamo?, Tipografia della Camera dei Deputati, Roma, 1893

[...] Invece di guardare in faccia la realtà delle cose, di affrontare francamente le difficoltà, si cominciò a girarle. E quando il deficit cresceva, tutta l'arte consisteva, non già nel sopprimerlo, ma nel nasconderlo. Si presentavano come destinati a sollievo della finanza, provvedimenti, i quali o lasciavano il tempo che trovavano, o peggioravano sempre più le condizioni del bilancio.
E avemmo spese che non dovevano parere spese, debiti che non dovevano parere debiti, ed economie che non erano economie. Fu un continuo far vedere la luna nel pozzo. Ma quello, che veramente è strano, il più delle volte nessuno s'ingannava, e tutti capivano. Se la cosa veniva condotta con sottile accorgimento, presentata con garbo, pareva che la nostra coscienza riposasse tranquilla. Sembrava che si volesse solamente, come dicevano nel Cinquecento, un bellissimo inganno. [...]

Categoria Pasquale Villari
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