Nella sezione dedicata ad Ernesto Rossi (co-autore con Altiero Spinelli del Manifesto di Ventotene del 1941 ed esecutore testamentario di Gaetano Salvemini, puoi scaricare (e leggere) 2 interventi del Nostro usciti su L'Astrolabio del 25 ottobre 1963.
Nella sezione Storia>>Panfilo Gentile è da scaricare il libro completo, diviso in 9 capitoli, Polemica contro il mio tempo
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P.Soccio-T.Nardella

 
  • Stignano

    Stignano

    Giovedì, 24 Agosto 2017 - 400.90 Kb - pdf - c605f3f86125c8d8fafde83fa650acb1 - Pasquale Soccio - Tommaso Nardella, Stignano Storia e Vita di un Santuario Garganico, Editoriale Adda, 1975 [...] Se a Monte con la grotta dell'Angelo il terribile luogo ci indica la porta del cielo, la valle di Stignano, con la sua vaga bellezza, ci dona la più umana e gentile porta di ingresso al Gargano. Così devono aver pensato gli abitatori del l'età più remota se il dio bifronte Giano, custode delle porte, ebbe qui culto e diffusa denominazione. Lo attesterebbe infatti il torrente che percorre la valle e affluisce nel Candelaro e che porta ancor oggi il nome di Iana. Né ci sembra forzata la corrente opinione etimologica, quando in fatto di toponomia, si riferisce sempre allo stesso dio: Iancuglia, nel profilarsi dell'amena valle, ritenuta culla di Giano, Rignano, (Ara Iani), Celano (Caelum Iani) e così Stignano (Ostium Iani), porta del Dio indicatore della pace e della guerra. [...]

  • Stignano di Romano Starace

    Stignano di Romano Starace

    Martedì, 29 Agosto 2017 - 3.95 Mb - pdf - fac0cf77003080c53695ceb63c32666f - Romano Starace, Santa Maria di Stignano nel Cinquecento. I francescani in Capitanata, Edizioni Sudest, Manfredonia, 2009Il convento di Santa Maria di Stignano nel Cinquecento. Committenza e stato dell'arte Lo studio delle fondazioni francescane in Capitanata presenta un grande interesse per il numero e la varietà di insediamenti, e per il lungo arco temporale che segna la loro presenza. Moltissimi conventi, tuttavia, testimonianza della storia dauna dal basso Medioevo fino a tutto il Settecento, per le note soppressioni dei beni ecclesiastici del 1866, vennero chiusi o alienati, e adattati ad altri usi, e anche quando non andarono del tutto snaturati persero più o meno gradualmente la loro identità e integrità architettonica, con grave danno per la ricerca di più ampi campi di conoscenza. [...]

  • Diario di Marco Centola

    Diario di Marco Centola

    Domenica, 08 Ottobre 2017 - 154.12 Kb - pdf - 9c3847687cfe5521de68f557ee6e8319 - Diario di Marco Centola sullo sbarco garibaldino a Melito. A cura di Tommaso Nardella Il diario di Marco Centola è conservato nell'Archivio di Stato di Foggia. Si trova nelle carte della famiglia Centola che il Prof. Tommaso Nardella ha trascritto e pubblicato nel libro seguente: MARCO CENTOLA E LO SBARCO GARIBALDINO A MELITO - FAUSTO FIORENTINO EDITORE 1969La versione non comprende le note del Nardella per una questione di Copyright e di rispetto verso chi duramente ha lavorato su queste vecchie carte impolverate. La presente ritrascrizione digitale è stata creata per coloro i quali vogliono conoscere la storia di Marco Centola e non possono entrare in possesso del libro e del diario dato che non è più in vendita. Si prega di citare la fonte in ogni caso. [...]

  • Nascita di una città

    Nascita di una città

    Venerdì, 08 Dicembre 2017 - 695.55 Kb - pdf - 6575d7f0442caf6636f5bf3110c4ed5f - Pasquale Soccio, san giovanni in lamis san marco in lamis..., Mario Adda Editore, 1982 Il titolo completo dell'opera di Pasquale Soccio è: 'san giovanni in lamis san marco in lamis origine e fine di una badia nascita di una città', edito nel1980.[...] In una sua documentata allegazione Natale Maria Cimaglia, ascoltato giureconsulto del foro napoletano, preliminarmente rileva che la real badia di S. Giovanni in Lamis è ‘tra le più illustri del nostro regno’.La sotto lineatura di Real è di chi scrive, ma intenzionalmente potrebbe essere anche dello stesso Cimaglia, poiché la tesi che egli sostiene è quella che tale badia è di sovrano ed esclusivo potere regio. Questo particolare feudo, insomma, di per sé (come si dirà, poi) non sarebbe soggetto al generale e generico vassallaggio del Regno alla Curia romana. L'allegazione, infatti, è intesa a proporre la ‘restituzione’ della real badia di S. Giovanni in Lamis al regio patronato ‘colle insigni prerogative, concedute solo a' monasteri più illustri’. Feudo, in quanto ‘benefìcio assai pingue ed illustre, fu mai sempre da' Pontefici conferito ad illustri soggetti’. Era infatti uno di quei feudi che faceva gola e spesso ‘correva gran briga’ per averlo. ‘L'Abbate’ che ne era investito al tempo dell'allegazione presentata al sedicenne (allora) re Ferdinando IV di Borbone era ‘Monsignor Colonna figlio della gemma de' Magnati’ della Corte napoletana ‘il sig. Principe di Stigliano, il quale ottenne dal Pontefice questa badia per la generosa interposizione dell'Augusto Re delle Spagne’. [...]

  • Federico II e la Badia di S. Giovanni in Lamis

    Federico II e la Badia di S. Giovanni in Lamis

    Venerdì, 08 Dicembre 2017 - 245.75 Kb - pdf - 4dd333610473aaf152c20f66c28ba5ec - Relazione presentata da Pasquale Soccio in occasione del III Convegno Lucera e la Capitanata tra gli ultimi svevi e i primi Angioini' 28-29 Novembre 1987 - Sala Conferenze Circolo Unione - Lucera [...] Non mi pare superfluo ribadire l'ambizioso disegno di organicità e costruttività che ci eravamo proposti già da gran tempo, e al quale si sono richiamati stasera gli oratori che mi hanno preceduto, nel prendere iniziative di incontri con insigni studiosi di storia, particolarmente esperti di quei momenti e aspetti riguardanti la storia di Lucera: elementi tutti, nuovi o approfonditi, utili per la composizione di un quadro o meglio di un diorama che consentisse finalmente una visione, se non proprio ambiziosamente monumentale, almeno più ricca e meno disarticolata e succinta della storia di questa gloriosa città. Bisogna pur dirlo: una monografia del genere tuttora manca. Per tali motivi l'incontro odierno - come quelli che lo hanno preceduto e che, come auspichiamo fervidamente, seguiranno - non limita né esaurisce ogni nostro assunto e impegno. Di proposito non parlo anche per questo incontro di convegno: termine oramai abusivamente usurpato, anche per via di una diffusa e crescente efflorescenza non sempre positiva. [...]

  • Storia statistica del notar Giuliani

    Storia statistica del notar Giuliani

    Sabato, 17 Febbraio 2018 - 544.11 Kb - pdf - 915e124bee14f4d5e3a5ce172948e452 - Leonardo Giuliani, Storia statistica sulle vicende e condizioni della città di S. Marco in Lamis provincia di Capitanata ad utile vantaggio dei suoi concittadini, Bari, Tip. Cannone, 1846, pp. 60. Adagiata 'in uno spaccato verde'. San Marco in Lamis trae le sue origini, secondo l'Autore, in epoca medievale e deve il suo sviluppo alla presenza, su di uno sprone di Monte Celano, della 'illustre' badia di San Giovanni in Lamis che catapani bizantini e principi normanni dotarono di numerosi privilegi. Questi gli argomenti trattati nella prima parte dell'opera. Nella seconda si parla delle vicissitudini cui la badia andò soggetta nei secoli seguenti, come dall'ordine benedettino passò al cisterciense e da questo data in commenda dalla S. Sede e, in pari tempo, del modo come il monastero venne affidato ai Minori Osservanti con il novello titolo di San Matteo. Nella terza si analizzano le cause per le quali San Marco divenne città; come sorsero le proprietà private, quali i suoi demani, la sua rendita patrimoniale e lo stato civile. Nella quarta si propongono i mezzi per migliorare 'col patrio suolo le proprietà private onde non abbiasi un giorno ad emigrare, o pure mal vivere per la mancanza di boschi, di pascoli e per la deteriorata coltura'.Da Tommaso Nardella, Giuseppe Soccio, Mario Villani (a cura di), Per la Storia del Gargano Repertori bibliografici, Comunità Montana del Gargano, Foggia, 1993.

  • Introduzione di T. Nardella

    Introduzione di T. Nardella

    Domenica, 18 Febbraio 2018 - 161.77 Kb - pdf - a5e9bbdec87609d3a89b6424fd350b1a - Introduzione di Tomaso Nardella in Leonardo Giuliani, Storia statistica sulle vicende e condizioni della città di S. Marco in Lamis provincia di Capitanata ad utile vantaggio dei suoi concittadini, Bari, Tip. Cannone, 1846; pp. 60, ristampa anastatica. Saggio introduttivo di Tommaso Nardella, San Marco in Lamis, Quaderni del Sud, 1996. Leonardo Giuliani, figlio di Pietro e Chiara Maria Nardella, nacque a San Marco in Lamis (Fg) il 19maggio 1786. Perduto il padre "dopo poche carezze della sua infanzia", fu dalla madre affidato alle cure mistico-devozionali di un sacerdote locale che ne orienterà la scelta per il proseguimento di studi teologici cui il giovane  discente sembrava predestinato.Appena 'trilustre' gli si aprirono le porte del seminario sipontino nel quale ebbe modo di farsi notare per vivacità d'ingegno e duttilità di carattere senza indulgere però verso pratiche ascetiche cui preferiva la lettura di 'purgati' testi filosofici e letterari. [...]

  • I carbonari del 1820

    I carbonari del 1820

    Sabato, 17 Febbraio 2018 - 79.79 Kb - pdf - 37e1f03c3a17736b3e4f2e5c81f88074 - Recensione apparsa su ‘La Capitanata’ del 2008 e dal titolo Un paese garganico tra carbonari e calderari nei moti del 1820 di Tommaso Nardella. Il periodo bonapartista, soprattutto quello murattiano, suscitò un innegabile risveglio nella vita cittadina in ogni settore. I funzionari del tempo compresero l’importanza geografica di San Marco in Lamis per un rapido accesso al Gargano: ragion per cui la dotarono di adeguati uffici. Lo stesso numero degli abitanti nel volgere di un quinquennio crebbe fino a 10.810 anime. Anche la campagna circostante si giovò del nuovo impulso politico e il fervore delle opere apportò inizialmente un certo benessere. [...]

  • Scrive Pasquale Soccio

    Scrive Pasquale Soccio

    Domenica, 18 Febbraio 2018 - 89.61 Kb - pdf - b763dde864a4f0387300b6b3e4576fe0 - Introduzione da Pasquale Soccio, Unità e Brigantaggio, ESI, 1969 Nascosta in un'ampia conca carsica, a ridosso di un monte che se un tempo la proteggeva oggi la opprime, si trova la città di San Marco in Lamis, quasi alla soglia dell'unica grande porta del Gargano interno verso il Tavoliere. A pochi chilometri dalla pianura, al limite di boschi millenari e querceti, non vista, sepolta in una valle d'angusto orizzonte, agevolmente invece ha modo di scrutare immensi spazi dalle alture aeree di Castelpagano, di Rignano e del suo monte Celano. Posto ideale, dunque, per i re della strada e della foresta: qui il brigantaggio trovò il suo centro naturale e ideale, per la possibile rapidità d'incursioni e aggressioni e il fulmineo dileguarsi, ora verso la pianura, ora a monte, tra boschi, dirupi, grotte e doline. [...]

  • Gabella della farina nel 1632-33

    Gabella della farina nel 1632-33

    Domenica, 18 Febbraio 2018 - 77.55 Kb - pdf - 9141b3b965362dea81ef9c66aa391908 - Gabriele Tardio, La Chiesa in San Marco in Lamis tra medioevo e metà del XVII sec., Edizioni SMIL, San Marco in Lamis, 2000: Gabella della farina nell'anno 1632 e 1633. [...] Nel 1632 si organizza, o riorganizza, la riscossione della gabella della farina dettando diverse norme sia per l’organizzazione nella riscossione sia per la lavorazione e l’igiene del prodotto. Da questo documento riusciamo a conoscere alcuni aspetti di vita cittadina nei primi anni del ‘600.Purtroppo di come era organizzata la gabella sugli altri prodotti e dei criteri di gestione della Curia badiale non ci è dato sapere. Oltre al sequestro della farina e dei cereali non sappiamo quale fosse l’ammontare de “la pena” inflitta a coloro che contravvenivano a tutte queste minuziose norme.Il testo, purtroppo mutilo, è conservato nell’Archivio Diocesano di Foggia; molto probabilmente faceva parte dell’Archivio dell’Abazia e non si sa come sia arrivato in questi fascicoli.E’ interessante verificare con quanta minuzia si organizzava la molitura dei cereali, anche di mezzo “stuppello”, e come si cercava di contenere le frodi, reprimere 'l’evasione fiscale' e salvaguardare l’igiene del prodotto. [...]

  • Imputati a S. Marco 1807-1874

    Imputati a S. Marco 1807-1874

    Sabato, 17 Febbraio 2018 - 114.72 Kb - pdf - 48987680c3d26706053116f9b9826093 - Elenco degli imputati di S. Marco in Lamis avanti le Gran Corti Criminali di Foggia e Lucera dal 1807 al 1874. [...] [Processi per fatti commessi a S. Marco in Lamis nel periodo 1807-1858 - NdR]Scriveva nel 1996 Tommaso Nardella: "Numerosi gli omicidi, le estorsioni, le grassazioni, gli abigeati, i furti, gli incendi, le dissodazioni di terreni demaniali, generatrici di cruenti risse che, nel tempo, i regi giudici notificavano alla Procura Generale del Re presso la Gran Corte Criminale di Lucera per i provvedimenti di merito". [...]

  • Le carte mancanti

    Le carte mancanti

    Sabato, 17 Febbraio 2018 - 100.79 Kb - pdf - 9d95f0fc64445f03984fa5feb6b7a89a - Gabriele Tardio, La Chiesa in San Marco in Lamis tra medioevo e metà del XVII sec., Edizioni SMIL, San Marco in Lamis, 2000. [...] Gli archivi dell’Abazia Nullius, della Collegiata, delle confraternite e dell’Università di San Marco in Lamis, hanno subìto molti saccheggi, sottrazioni, incendi e calamità naturali. L’interesse di chi voleva far sparire tracce di notizie inerenti possessi illeciti di benefici o beni patrimoniali, oppure occultare usurpazioni e privilegi, hanno determinato ulteriori mutilazioni. Un’errata concezione della pulizia ha portato a destinare i documenti al macero come carta straccia o buttarli nell’immondizia come carte polverose. Bisogna aggiungere, infine, la mania dell’antiquariato o del volere scrivere la storia (cosa che poi molti non hanno fatto) che ha sottratto materiale archivistico senza poi divulgarlo).I saccheggi sono probabilmente iniziati quando c’era ancora l’Abazia Nullius e proseguiti con l’eversione della feudalità e con l’assenza degli abati o dei loro vicari generali. [...]

  • La vita religiosa a S. Marco in Lamis

    La vita religiosa a S. Marco in Lamis

    Sabato, 17 Febbraio 2018 - 90.16 Kb - pdf - 4e255298be5557154ed2a35e8517c045 - Gabriele Tardio, La Chiesa in San Marco in Lamis tra medioevo e metà del XVII sec., Edizioni SMIL, San Marco in Lamis [La Diocesi di Foggia fu eretta nel 1855. Questo è il resoconto redatto da un canonico foggiano prima della creazione della nuova Diocesi. NdR][...] Di buon ora siamo partiti con un calesse e percorrendo la campagna siamo arrivati alla masseria di Freda a Mercaldi, poi abbiamo dovuto abbandonare il calesse per metterci sulla soma. Abbiamo attraversato il Calderoso che era così asciutto e piano cominciato a salire la montagna, sembrava un deserto, tenimento molto povero. Siamo entrati in una valle detta del Vulture, ho avuto paura che briganti ci avrebbero assaliti, anche le cavalcature ansimavano. La salita era erta e le montagne molto scoscese, siamo passati sotto il ponte di San Michele che dicono costruito dai Longobardi per dire che di lì si entra nella valle che mena alla sua reggia, l’arco è maestoso. Continuiamo per la valle la gente che incontriamo è ospitale ci danno da bere e da mangiare, ma come sono arretrati, sono trogloditi che vivono nelle grotte. [...]
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