Orchis papilionacea

Caratteristiche

  • Immagine: Immagine
  • Nomenclatura e sistematica:

    Orchis papilionacea L. Orchidea a farfalla, Cipressini. Classe: monocotiledoni, Famiglia: orchidaceae.

  • Origine del nome:

    Orchis: dal greco che significa testicolo per la forma dei tuberi; papilionacea: a forma di farfalla.

  • Comportamento ed habitat:

    Luoghi erbosi. Dal mare sino ai 1000 metri e più nelle isole. Abbastanza precoce.

  • Diffusione:

    Presente in tutto il territorio nazionale, con la subspecie grandiflora in Sicilia e Sardegna e la subspecie papilionacea nella penisola. Sul Gargano è diffusa ovunque. Le foto sono state scattate in località Mila (S. Giovanni Rotondo) e località Casarinelli (S. Marco in Lamis).

  • Portamento e radici:

    Pianta eretta, perenne, alta 20-40 cm, fusto angoloso. Le radici sono date da 2 bulbo-tuberi ovoidali dai quali ha origine la pianta; essi sono ricoperti da radichette molto sottili. Tra la base di questa e i bulbo-tuberi partono poche radici piuttosto grosse. L'odore che emanano i bulbo-tuberi una volta sezionati, ricorda vagamente la patata.

  • Foglie:

    Lanceolate, verdi-glauche, le caulinari guainanti il gambo, in alto spesso violacee e di dimensioni man mano decrescenti sino alla loro trasformazione in brattee. Brattee porporine, con 3-4 nervi evidenti, sorpassanti l'ovario.

  • Fiori:

    Infiorescenza lassa, con pochi fiori (5-15). Sepali conniventi a cappuccio ma non saldati tra loro, +/- eretti, ovato-lanceolati di circa 1,5 cm e di colore rosso scuro con nervature nerastre, uguale alle brattee; petali laterali simili ai sepali ma più piccoli. Labello intero, allargato a ventaglio, con margine crenulato (cioè a piccoli lobi) con o senza macchie e striature violacee. Il suo colore va dal roseo al porporino; diffuso è anche il bianco. Sprone conico, rivolto in basso, 2/3 dell'ovario che è contorto.

  • Epoca di fioritura: Marzo-maggio
  • Impollinazione: Entomofila
  • Frutti: Capsula deiscente.
  • Confusione e riconoscimento:

    La specie non dà adito a confusione. Ci sono due sottospecie:

    • Orchis papilionacea L. subsp. papilionacea: portamento più gracile, fiori più piccoli, labello lungo quanto i tepali esterni, roseo o porporino uniforme. Presente in tutta la penisola.
    • Orchis papilionacea L. subsp. grandiflora (Boiss.) Nelson: portamento più robusto, labello più lungo dei tepali esterni e di colore roseo o bianco con strie e punti rosa a ventaglio. Presente in Sicilia e Sardegna.

    Ibridi
    L'Orchis papilionacea si ibrida facilmente con l'Orchis morio e gli ibridi assumono carattere intermedio. Si ibrida anche con il genere Serapias (neglecta e vomeracea)

  • Utilizzo:

    Pianta a rischio come tutte le Orchidee. Pertanto, è opportuno lasciarla dove si trova e accontentarsi di ammirarla in natura o limitarsi a fotografarla.

  • Curiosità:

    Scarsa conoscenza delle orchidee
    E' veramente un fatto singolare aver verificato che i pastori, almeno quelli da me interpellati, non danno un nome alle orchidee. Le identificano grossolanamente con il termine 'specie di giglio'.
    Apocromia e ipercromia, Ibridazione, Introgressione. Vedi Orchis morio.
    Fecondazione e Riproduzione delle orchidee per seme (via gamica). Vedi Ophrys tenthredinifera
    Apparato riproduttore. Vedi Orchis pauciflora.

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