Olea europaea

Caratteristiche

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  • Nomenclatura e sistematica:

    Olea europaea L. Olivo (se si tratta di pianta coltivata), Olivastro o Oleastro (se pianta selvatica). Classe: Dicotiledoni Famiglia: Oleaceae.

  • Origine del nome:

    Olea dal latino = Olivo; europaea dal latino = europeo.

  • Comportamento ed habitat:

    L'Olivastro trova il suo habitat ottimale nella sottozona calda del Lauretum che comprende tutta la costa tirrenica e ionica oltre che la costa delle isole. Nella costa adriatica va dal Salento sino al Veneto. Dal mare si estende verso l'interno sino ad altitudini diverse che dipendono dai microclimi, ma che, nelle situazioni migliori, possono arrivare ai 700-800 metri.

  • Diffusione:

    L'Olivastro vegeta in tutta l'Italia ad eccezione del Trentino. In natura da noi è presente solo l'Olivastro, mentre l'Olivo si propaga solo con la coltura. Sul Gargano l'Olivastro è presente in una fascia che lo circonda ad anello e che va dal mare sino ai 300-600 metri di altitudine. Lo troviamo lungo tutta la costa nord, nelle zone pianeggianti a ridosso delle pendici (piana di S. Nicandro, Cagnano, Carpino e Ischitella), poi ancora a Vico e Peschici; verso est a Vieste e Mattinata; a sud sulla fascia di mezza costa che da Monte S.Angelo, passando per S. Giovanni Rotondo e S. Marco in Lamis, arriva sino al Monte della Donna, in agro di Rignano. Da qui la pianta si espande, ad ovest, lungo tutta la Valle di Stignano per poi ripiegare verso Apricena e per ricongiungersi, in ultimo, con S. Nicandro. E' presente poi anche in tutti gli altri comuni che fanno parte del parco Nazionale del Gargano.

  • Portamento e radici:

    L'Olivastro, allo stato spontaneo, si presenta come un arbusto o un piccolo albero molto ramificato e con rami spinescenti, di accrescimento lento. L'Olivo nelle forme coltivate è un albero decisamente più grande dell'Olivastro e arriva ai 10 metri e più. Le foglie sono più lunghe, i frutti più grossi e polposi, i rami privi di spine. Entrambi emettono facilmente polloni, hanno il tronco molto contorto e spesso cariato specialmente nelle piante di età avanzata. Hanno la caratteristica di riprendersi molto facilmente e bene dalle condizioni avverse: gelate, abbandono colturale, ecc. Piante plurisecolari.
    Corteccia
    Grigia nei giovani e nei rami di recente formazione; molto screpolata e più scura negli adulti.

  • Foglie:

    Olivastro
    sempreverdi, semplici ed opposte, coriacee e con breve peduncolo, ellittiche o quasi rotonde o bislunghe; margine intero ed apice acuminato o con un mucrone, colore verde-scuro di sopra, più chiaro di sotto; dimensioni in genere inferiori ai 4 cm.
    Olivo
    sempreverdi, semplici ed opposte, coriacee, ellittico-lanceolate, in genere allungate; margine intero, colore verde-glauco di sopra mentre nella pagina inferiore sono argentate per la presenza di peli; dimensioni 4-8 x 1-2 cm.

  • Fiori:

    Bianchi, profumati ed ermafroditi; portati in numero vario in racemi all'ascella delle foglie. La corolla è imbutiforme con quattro lacinie. Sepali 4, stami 2, ovario supero, stilo unico con stigma a 2 lobi.

  • Epoca di fioritura: Aprile-giugno
  • Impollinazione: Avviene tramite il vento. La maggior parte delle piante sono autoincompatibili (A. Morettini).
  • Frutti: Le olive sono drupe ovali sino a 3,5 cm di lunghezza contenenti un solo seme avvolto da un tegumento legnoso. Verdi da acerbi, diventano nerastri da maturi. L'olio è contenuto sia nella polpa (mesocarpo) che nel nòcciolo (endocarpo). I frutti dell'Olivastro sono piccoli, di 1 cm di lunghezza.
  • Confusione e riconoscimento:

    Nell'ambito della specie ci sono due varietà (Pignatti):

    1. La varietà Olea europaea = Olea sativa Hoffmgg. et Link. E' la varietà coltivata, detta Olivo. Essa presenta portamento arboreo, foglie lunghe oltre 4 cm, mancanza di rami spinescenti, frutti grandi.
    2. Varietà Olea sylvestris Brot. = Olea oleaster Hoffmgg. et Link. E' la varietà spontanea, dettaOlivastro. Essa presenta portamento arbustivo, foglie lunghe meno di 4 cm, rami spinescenti, frutti piccoli. 

    Molti autori, tra i quali il Fenaroli, dubitano della spontaneità dell'Olivo in Italia e fanno risalire il suo centro di origine verso i paesi più orientali che si affacciano sul Mediterraneo. Tuttavia ciò non sembra vero in quanto sono stati ritrovati resti fossili del Pliocene presso Bologna.  L'Olivo coltivato deriverebbe quindi per selezione dall'Olivastro, spontaneo anche in Italia (Pignatti).

  • Utilizzo:

    L'utilizzo di questa pianta è molteplice e trova applicazione sin dagli inizi della civiltà occidentale.
    Produzione di olio
    L'Olivo dà olio di ottima qualità, l'unico che in natura sia dotato di vitamina A che lo protegge dalle ossidazioni. Gli altri oli vegetali, infatti, per poter resistere nel tempo hanno bisogno dell'aggiunta di agenti antiossidanti. L'estrazione dell'olio dalle olive non comporta alcun processo di trasformazione in quanto, nelle olive, l'olio è già pronto e bisogna soltanto estrarlo. La qualità dell'olio dipende da diversi fattori, ma, in particolare, dal tipo di raccolta e dal tempo che intercorre da quando le olive sono staccate dall'albero sino alla molitura.
    Produzione di olive da mensa
    Le olive da mensa sul Gargano derivano per lo più dalla Cultivar Ogliarola Garganica, la stessa per la produzione di olio. Altre varietà non sono autoctone e sono state introdotte da zone vicine al Gargano.
    Olio biologico
    Sul Gargano ci sono molti contadini che producono olio biologico. Il proliferare delle aziende che lo producono è da mettere in relazione con gli incentivi previsti dal regolamento del Consiglio CEE 2092/91. In realtà molte aziende già  producevano sostanzialmente in biologico, ma non per scelta culturale o di mercato, ma semplicemente per non spendere i soldi per i trattamenti e le concimazioni chimiche, visto che la coltura dell'Olivo molte volte è in perdita a causa del basso prezzo dell'olio di oliva all'ingrosso e dal mancato riconoscimento della qualità. La qualità, infatti, viene riconosciuta solo se si fanno delle politiche di marketing e si investe in pubblicità, cosa che difficilmente il piccolo contadino può fare. Non sempre, infatti, qualità della materia prima e tecnica di produzione adeguata garantiscono lo sbocco commerciale.
    Olivastro come portainnesto
    L'Olivastro è utilizzato come portainnesto dell'Olivo coltivato. L'innesto di varietà coltivate su piede spontaneo non è limitato solo all'Olivastro. Sul Gargano altri esempi sono dati dal Perastro con il Pero, dal Terebinto con il Pistacchio, dal Mandorlastro con il Mandorlo, dal Melastro con il Melo e dal Ciliegio canino con il Ciliegio.
    Olivo come Frangivento
    L'Olivo viene spesso usato per delimitare campi di altri fruttiferi. Esempi sono i vigneti e gli agrumeti delimitati da un filare di Olivo.
    Legname da opera
    L'Olivo dà ottimo legname da opera. Tuttavia è difficile ricavare legname sufficiente per mobili per cui il suo impiego è soprattutto nell'ambito dell'ebanisteria con la realizzazione di piccoli e preziosi oggetti. Si lavora benissimo al tornio ed assume caratteristiche di lucentezza uniche.
    Legna da ardere
    La legna ha un grande potere calorifico ed è molto apprezzata.
    Fronda per gli animali
    Viene utilizzata, durante il periodo della potatura per alimentare gli animali. Le fronde dell'Olivastro, nella stagione secca, rappresentano talora quanto basta per la sussistenza di capre e vacche podoliche al pascolo.
    Pianta ornamentale
    Specialmente negli ultimi tempi trova un impiego come pianta ornamentale.

  • Curiosità:

    Simbolo della civiltà mediterranea
    La coltura dell'Olivo era praticata da tutte le popolazioni mediterranee. Essa assumeva importanza economica ma anche religiosa ed è molto ricca di simboli. Era il simbolo della pace e della prosperità. Portare un ramoscello d'Olivo significa tutt'ora cercare di fare la pace.
    L'Olivo nella bibbia
    Nella bibbia c'è scritto che, dopo il diluvio, Noè mandò la colomba per vedere se le acque si erano abbassate; al secondo tentativo la colomba tornò portando  nel becco una foglia fresca di Olivo. Sceso dall'arca, Noè fece l'agricoltore e piantò la vigna per fare il vino, ma questa è un'altra storia. Qui si sottolinea l'ordine di importanza: prima l'Olivo, poi la Vite. Getsemani, il Monte degli Olivi. E' il luogo dove Gesù era solito recarsi per pregare. Qui si recò il giorno prima della crocifissione assieme ai suoi discepoli che invitò a pregare per non cadere in tentazione.
    L'Olivo nel mito greco
    Minerva (Athena) e Nettuno (Poseidone) si contendevano il predominio sull'Attica. In particolare disputavano su chi avesse la precedenza nella edificazione di un tempio da parte degli uomini ad Atene, sull'Acropoli. Chiesto l'intervento di Giove, questo rispose che avrebbe avuto la precedenza chi avesse fatto agli uomini il dono più utile. Athena diede l'Olivo, Poseidone il cavallo. A giudizio di Cècrope, fondatore e primo re di Atene, vinse l'Olivo nonostante il cavallo fosse un mezzo importantissimo di lavoro, di trasporto e di guerra. E ciò la dice lunga sull'importanza che i Greci attribuivano a questa pianta che, ovviamente, era sacra a Minerva.
    L'Olivo nella letteratura greca
    Secondo Omero il letto di Ulisse era fatto da un tronco di Olivo e questa rivelazione fu la prova per il riconoscimento definitivo da parte di Penelope del marito dal ritorno dalla guerra di Troia. Sempre secondo Omero, la clava  brandita dal Ciclope era di legno di Olivo. Secondo Teocrito di legno di Olivo era anche la clava di Ercole.
    Varietà di Olivo del Gargano
    La varietà autoctona di Olivo diffusa sul Gargano è la Ogliarola Garganica che costituisce l'80-90 % di tutti gli oliveti del Promontorio.
    Olivastro ed Oleastro
    I vecchi agronomi distinguevano tra Oleastro che era la forma più naturale e selvatica della pianta ed Olivastro, intermedio tra l'Oleastro e l'Olivo, la pianta coltivata.