"La felicità dei popoli dipende dall'incoraggianmnto delle opere industriali
col dare attività alle braccia
Lavorando ed imparando rinnoverete la Società"
F. D. Guerrazzi

SIGNORI,

Un concerto nella chiesa del Santuario di S. Matteo a S. Marco in Lamis. Alle spalle dei coristi si vede l'altare di marmi policromi.
Un concerto nella chiesa del Santuario di S. Matteo a S. Marco in Lamis. Alle spalle dei coristi si vede l'altare di marmi policromi.
Volgono tempi nei quali l'umana industria ha necessità di abilmente adoperarsi e di tutte mettere in accordo ed attività le forze, delle quali può disporre all'effetto di sopperire ai sempre crescenti bisogni ed alle molte esigenze che ci rendono tuttodì difficile la vita.
Cosi i Capitalisti, come gli Speculatori non hanno mezzi ausiliari più potenti a menare una sicura ed onorata esistenza all'infuori di animare l'industria ed il commercio, e di rafforzare il lavoro.
È il perché in Italia si cerca da Voi di raccogliere spontaneamente un'eletta parte di cittadinanza per chiarirsi e deliberare circa un argomento sì sommo quale è lo sviluppo commerciale ed industriale, e come più specialmente si presenta fra i tanti rami di varie speculazioni, nell'apertura delle diverse Cave dei Marmi che trovansi nelle viscere del Gargano in Capitanata.
Oggidì un esempio di fiducia nell'intelligenza e saviezza colettiva di una cittadinanza non andrà perduto, e recherà i suoi frutti, e proverà una volta di più come in italia il credito di libero consenso ed il principio di Associazione Industriale potrà acquistare tale una forza che nessuna altra nazione avrà a pareggiarlo.
Voi, o Signori, pei quali ho il sommo onore di stendere queste pagine, siete penetrati, profondamente penetrati dell'importanza di queste Cave, e la sentite tutta, alla riverenza che avete negli studii dell'esimio professore di geologia e mineralogia LEOPOLDO PILLA, fatti sino dal 1810 per ordine del Ministro Segretario di Stato degli affari interni Nicolò Santangelo dell’ex reame di Napoli, dietro le invenzioni fatte dal Cavaliere Dott. Leonardo Cera di San Marco in Lamis.
E qui mi faccio il dovere di riportarvi i cenni biografici tanto del Pilla, quanto del Cera.
LEOPOLDO PILLA
Nato il 20 ottobre 1805 a Venafro, in Terra di Lavoro, ucciso il 29 maggio 1848 alla battaglia di Curtatone in Toscana - fu di buon ora invitato agli studii delle scienze naturali delle singolari curiosità geologiche del luogo natio, dalla molto erudizione del padre suo studiò in Napoli le scienze e presto fissò la sua mente sulla mineralogia e sulla geologia. - Fu in patria professore privato di quelle scienze per molti anni, e alla fine, dopo avere lungamente lottato contro l'ignoranza, la corruzione, giunse a grande stento ad essere conservatore del Museo di Storia naturale in Napoli. - In pochi anni il PlLLA pubblicò un gran numero di memorie sul Vesuvio; compilò un giornale, - Lo Spettatore del Vulcano - dettò alcuni libri elementari di Mineralogia e di Geologia; nell'8 e 20 Gennaio 1840 esponeva al Ministro Segretario di Stato degli affari interni Niccolò Santangelo le qualità e quantità dei marmi e degli alabastri del Gargano da lui peregrinato geologicamente per verificare le invenzioni di essi marmi ed alabastri fatte dal Dottor fisico Leonardo Cera di San Marco in Lamis; stendeva nel 29 Gennajo 1840 una relazione sulla struttura fisico-geologica di quella montagna per particolare incarico del Cav. Lotti Intendente della Capitanata. I rapporti del Pilla interessarono l'Intendente Cav. Lotti a chiamare personalmente l'attenzione del Re di Napoli su quei marmi ed alabastri dei quali facevansi esauste le più celebrate Cave d‘Europa. Nel 2 Febbajo 1840 riferiva allo stesso Cav. Lotti i suoi studi fatti nel combustibile fossile in Alberone in Capitanata.
L'altare della chiesa di san Matteo a S. Marco in Lamis in una foto del 1987
L'altare della chiesa di san Matteo a S. Marco in Lamis in una foto del 1987
Questi lavori fecero sì che presto salisse nel posto dei più zelanti e distinti geologi dell'Italia - Il Gran Duca di Toscana chiamò il Pilla professore di geologia e di mineralogia e direttore del Museo mineralogico in Pisa, dove professò per alcuni anni con moltissimo zelo, e con molta facondia, godendo l'amore dei giovani e la stima dei colleghi. Fu più volte segretario della Scienza di mineralogia e di geologia nei varii congressi italiani, visse nell'intimità dei geologi stranieri i più distinti, fra' quali basterebbe citare De Buch, Elia di Beaumont, Marchisson.
Essendo in Pisa professore pubblicò; molte opere di geologia utili alla Toscana. In quel tempo pubblicò varie memorie originali, una delle quali principalmente, sul terreno etrurio, gli fruttò dall'Istituto di Francia l'onore di essere inscritto fra le memorie dei dotti stranieri; di certo, se Pilla avesse più a lungo vissuto, avrebbe occupato un primo posto tra i geologi d'Europa, pochi essendovi che, come egli, avessero delle cose vulcaniche una cognizione più estesa e più profonda. - Uomo d'immaginazione ardentissima, di un sentire vivo e pronto, pieno di benevolenza, sincero, visse modestamente, intento ai soli suoi studii, finché sorse nel 1848 la guerra dell'indipendenza italiana. - Quanto il Pilla amasse l'Italia ben lo provò, essendo morto di una palla di cannone a Curtatone nel 29 maggio, conducendo un drappello di studenti contro il nemico, gridando "Viva l’Italia."
(Estratta dalla Nuova Enciclopedia Italiana a pag. 373 dell'edizione "Società l’Unione Topografica-Editrice di Torino" 1863.)