LEONARDO CERA

Il massiccio della Maiella visto da S. Marco in Lamis. In fondo, sotto le montagne, si notano le cave di Apricena.
Il massiccio della Maiella visto da S. Marco in Lamis. In fondo, sotto le montagne, si notano le cave di Apricena.
della città di San Marco in Lamis, nella Capitanata, nacque da genitori di non ignobile prosapia nel 1791 ai 25 maggio. - Fin dalla sua infanzia fu educato ed istruito negli studii liceali, terminati i quali si dedicò a tutt'anima allo studio delle scienze naturali ritraendone sommo profitto e vantaggio cosicché di soli anni ventitré fu laureato Protomedico nella R. Università di Napoli. - In patria esercitò per qualche tempo la Medicina in un modo esemplare, indefesso e caritatevole.
Giunto all'età matura incominciò le sue peregrinazioni per investigare i tanti prodigi che natura ha agli umani fornito. - A tale uopo prese la parte Zoologica, e rinvenne dei petrificati, ove natura ha dovuto più sublimarsi, come un ippurite, che appartiene al regno animale, e poscia dopo tanti secoli a quello de' minerali... prodigi di natura! Per ciò che trattavasi di geologia il Cera non lasciò parte di terreno garganico da investigarsi e rilevò diverse Cave di Alabastri e Marmi. - Le scoperte del Cera provocavano il R. Rescritto 17 Luglio 1839, che chiamava il Professore di geologia e mineralogia LEOPOLDO PILLA a verificarle tanto nella quantità, quanto nella qualità. - I rapporti del Pilla al Ministro Santangelo fruttarono all’inventore Cera la seguente Reale ordinanza.

Ministero e Reale Segreteria di Stato della Presidenza del Consiglio de‘ Ministri.
Secondo Dipartimento. 1. Carico. N. 24.
Sua Maestà si è degnata accordarle la Medaglia di Oro del Real Ordine di Francesco Primo in premio di aver Ella scoperto diverse cave di marmi nel tenimento di San Marco in Lamis dopo quindici anni d'indefesse cure, e di forti spese sostenute con sacrificio della sua fortuna. Nel Real Nome lo partecipo a Lei per sua intelligenza e regolamento, rimettendole la corrispondente decorazione.
Napoli 11 Gennnajo 1841.
E. GRIMALDI.
Al Sig. Don Leonardo Cera
San Marco in Lamis

Veduta di San Marco in Lamis, città natale di Leonardo Cera.
Veduta di San Marco in Lamis, città natale di Leonardo Cera.
E qui non mi farò a ripetere come le invenzioni del Cera patissero tutte quante elle sono le contrarietà allorché esso proponeva di istituire una Società Promotrice per la escavazione dei Marmi delle viscere del Gargano. - Il Cera ebbe la sfortuna di essere nato in terra ove il nome di Società portava nelle aule governative il sospetto che fosse un mezzo a cospirare contro il regno dei Borboni, cosicché dal governo istesso furono messe in dimenticanza le ricche scoperte! - Il Cera fu penetrato dalla verità, che di commiserazione furono sempre riputati dai Figli dei Vulcani que' malinconici ingegni che per bieca o cupa natura in sé ristretti e romiti da qualsiasi socievole commercio aborrendo, il presente lamentavano, del futuro disperavano, e anacronismi incarnati se ne vivevano negli spazi immaginari d'un tempo che fu! Il Cera ebbe a pagare il tributo di sua mortalità. -
Nel 16 aprile 1848 moriva in San Marco in Lamis alla vigilia dei primi raggi della italiana rigenerazione, facendo voti che i posteri sulle sue orme, sopra i suoi sudori, sopra le tante spese sostenute del proprio riducessero a forma positiva le sue Scoperte - Un patrimonio di oltre novantamila lire italiane il Cera ha speso nelle fatte scoperte,e gli rimasero superstiti la moglie Grazia Totta, oggidì settuagenaria, e quattro figli, che vivono colla loro sola industria - E queste virtù descrissi io abbastanza? no, o signori, e sempre no. Oh! quanto a dir resterebbemi, massime se volessi narrare le virtù della sua vita privata e come padre di famiglia e come cittadino.
Ma che? .... Voi e Sanmarchesi piangete la sua perdita? ... Oh! questa argilla, che conservate, balena di un raggio di vita, schiude il labbro e favella perché è giunta l'ora in cui sono esauditi i voti di LEONARDO CERA.
Signori! non hanno vittorie la tirannide e la morte dov'è la fede della virtù e della scienza.
Il genio della prisca grandezza ha aleggiato sempre amoroso intorno al bel paese che il mar circonda e l'alpi, e gli tenne deste quel sentimento che un dì riempiva d'entusiasmo i padri nostri e mantenne caldi quei voti che andavano a vedere tutta unita, florida nella scienza, nell’industria e commercio, possente, questa nostra Italia.
(Compilata dallo scrivente).