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Il Circolo Acli negli anni settanta Slanci culturali

Papa Giovanni XXIII.
Papa Giovanni XXIII.
Le persone e i movimenti cattolici impegnati nel sociale, come le Acli, non hanno mai avuto vita facile nel mondo a causa degli avversari esterni marxisti, radicali, liberali e laici progressisti e dello stesso mondo ecclesiale. I primi li accusano di essere clericali e conservatori , i secondi li guardano con sospetto, incomprensione ed ostilità, accusandoli di progressismo e di socialismo. La lista di uomini rappresentativi incompresi nel movimento cattolico è lunga e annovera anche preti, vescovi, cardinali e lo stesso Leone XIII, dopo la “Rerum Novarum”, viene accusato di deviazionismo come anche papa Giovanni XXIII, con l’apertura del Concilio Vaticano II. Il filosofo cattolico Jacques Maritain, parlando del “tempo perduto”, scrive di un libro come Il Capitale di Marx, che se si fosse basato sui principi veri del sec. XIX e se fosse stato scritto magari da un filosofo Tomista, avrebbe sicuramente influenzato anche i nostri giorni ed instaurato forse rapporti pastorali diversi con la nuova classe operaia allora emergente.
Infatti, scrive:

“…abbiamo parlato altrove degli avvertimenti di Leone XIII in materia sociale. Nell’insieme e, nonostante lo sforzo di alcuni che hanno salvato l’onore, la coerenza del mondo nel secolo scorso, di fronte ai problemi che interessavano la dignità della persona umana e la giustizia cristiana è uno dei fenomeni più dolorosi della storia moderna”.

Un incontro del Circolo Acli di San Marco in Lamis.
Un incontro del Circolo Acli di San Marco in Lamis.
Questi ed altri sono i temi che si discutono nel circolo Acli a San Marco e nei corsi di formazione per adulti e genitori, organizzati dai nuovi giovani dirigenti per autofinanziare il circolo con i rimborsi della sede provinciale. I dibattiti, quasi sempre, partono da fatti concreti, dai difficili rapporti con il clero o per fatti contingenti e locali o per fatti nazionali avvenuti a cavallo degli anni ’60 e ’70. Chi viene invitato, per la verità, non si esime dal partecipare, anche perché coinvolto dall’entusiasmo giovanile del circolo. Naturalmente non mancano discussioni accese, anche tra gli anziani soci, distolti dal gioco delle carte e precettati alla partecipazione al corso, nel giorno e nell’ora stabiliti della settimana.
Nei dibattiti ci sono quasi sempre due posizioni: quella di chi vuole liquidare il passato dell’azione sociale della Chiesa perché sbagliata, paternalistica e conservatrice, per aggredire in modo strutturale, rivoluzionario e politico il problema sociale, e quella di chi considera meritoria la passione evangelica, l’amore ai fratelli diseredati in momenti storici difficili per il cattolicesimo che doveva difendersi da un anticlericalismo fazioso e volgare dei governi massonici e dalla presenza anarchica, antireligiosa e violenta dei socialisti. Si parla della “Questione romana”, e della ghettizzazione del mondo cattolico dall’impegno politico. Senza essere storicisti, nel senso marxiano o crociano della storia, constatando semplicemente la realtà dei fatti e limitandoci alle problematiche del movimento operaio, da Leone XIII a Pio X, a Benedetto XV, a Pio XI, bisogna sottolineare che la personalità di questi pontefici segna la storia sociale della Chiesa dell’età contemporanea fino alla prima metà del novecento. Con Pio XII, Giovanni XXIII e Paolo VI la storia sociale della Chiesa coincide con quella delle Acli, a partire dal suo primo presidente Achille Grandi. Tali dibattiti nel circolo degli anni settanta continueranno per molti anni.
Soci del Circolo Acli di S. Marco in Lamis.
Soci del Circolo Acli di S. Marco in Lamis.
La storia delle Acli s’intreccerà ancora con quella della Chiesa, con i pontefici Giovanni Paolo I che, non avendo potuto avere rapporti con le Acli come papa, per il suo brevissimo pontificato, li aveva avuti come patriarca di Venezia, e aveva precisato che la scelta di classe non avrebbe impedito di operare efficacemente e cristianamente nella società. Il mondo, dalla nascita delle Acli, ha camminato velocemente spingendolo ad adattarsi alle esigenze della vita, con l’impegno sociale e l’autonomia voluta dal Concilio, fino a dichiararsi forza politica ma apartitica che affianca o respinge alcuni partiti, senza accantonare la fede cristiana, la dottrina e il magistero della Chiesa. Non a caso il cardinale Albino Luciani, il già citato futuro papa Giovanni Paolo I, esprimerà queste idee alla CEI nel momento più acuto della crisi delle Acli con Paolo VI, il papa che, per ironia della sorte, è stato sempre il più vicino alle Acli fin dalle origini. Ma questa storia di fedeltà rinnovata alla Chiesa continuerà fino ai nostri giorni, con Giovanni Paolo II e con Benedetto XVI. Ed il circolo, in sintonia con le Acli nazionali e provinciali, ha mantenuto sempre viva questa fiaccola per illuminare il suo cammino verso il futuro.
Soci del Circolo Acli di S. Marco in Lamis.
Soci del Circolo Acli di S. Marco in Lamis.
Le vicende del circolo di San Marco, pur con le sue peculiarità localistiche, hanno comunque risentito delle vicende nazionali. Il microcosmo di una sperduta associazione di montagna, chiusa in una valle verdeggiante sul Gargano, non è mai rimasta una monade chiusa e isolata, ha comunque assorbito gli eventi nazionali anche se filtrati dalla sede provinciale e dalla stampa, ma soprattutto dagli incontri di formazione nazionale ai quali, come dirigente, ho partecipato quasi sempre, accompagnato spesso dall’amico Tavoliere, con il quale poi abbiamo incontrato i soci per trasmettere loro le elaborazioni di questi incontri svoltisi sotto la presidenza prima di Carboni, poi Rosati e Bianchi. I giorni trascorsi in questi incontri alla Domus Mariae di Roma, a Velletri, ad Urbino, a Rocca di Papa, a Rocca di Mezzo, a Palermo e in tanti altri luoghi, hanno contribuito molto alla mia formazione politica ed umana, a superare anche vicende personali ed incomprensioni dentro e fuori le Acli. Gli incontri con padre Pio Parisi, Rosati, Ruggiero Orfei, Pietro Scoppola e Bianchi mi hanno inculcato l’amore per le Acli e per la loro storia. Nel 1971, appena ritornato professionalmente nella mia provincia come insegnante, prima a Foggia, dove ho frequentato nelle ore libere le Acli provinciali in P.zza del Lago e poi a San Marco, dopo qualche anno, precisamente nel 1974, mi sono dedicato completamente al circolo come socio e come dirigente. Ma, già negli anni ’50, come studente conoscevo le Acli, indirettamente, per via di parenti ed amici iscritti, poi come semplice iscritto negli anni ’60 mentre vivevo le mie esperienze politiche e sociali più negli organismi universitari come la FUCI, l’INTESA e la DC, fino alla laurea in giurisprudenza e poi in filosofia. In questi anni ho vissuto il malessere dell’università italiana partecipando a vari incontri a Roma, Bari, Messina con i dirigenti di questi organismi per denunciare apertamente tutto lo scontento che poi è esploso in tutti gli atenei con le rivolte studentesche del ’68 e ’69, la cui onda lunga arriverà ai primi degli anni settanta. Tutte vicende, vissute, direttamente come studente impegnato nei movimenti cattolici e poi come insegnante nelle scuole, dove era di moda l’analisi marxista della società come unica fonte di civiltà, che il sottoscritto ha sempre cercato di confutare alla luce del vangelo, fonte millenaria di verità.
Soci del Circolo Acli di S. Marco in Lamis.
Soci del Circolo Acli di S. Marco in Lamis.
Come già scritto, nell’assemblea del 1971, che elegge i componenti del Consiglio di presidenza ed il primo consiglio del 15 luglio, si riprende il discorso per sottolineare e dichiarare ufficialmente l’inizio del secondo trentennio della storia delle Acli a San Marco. Il consiglio del 4 luglio 1971 segna la prima pagina della svolta del circolo verso il cambiamento e la trasparenza interna in una politica tormentata di radicamento delle Acli nel tessuto sociale e culturale della collettività. È presente il presidente provinciale, Dario Curatolo, ed il segretario organizzativo, Tonino Casamassima, che parlano del rapporto Acli-Chiesa ed Acli-mondo politico, presiedendo alla votazione segreta per la distribuzione delle cariche interne che danno questi risultati: presidente Del Conte con voti 10 su 10 presenti, vicepresidente, con voti 6 su 10, Michelino Napolitano, con tre astensioni come imposto dalla DC, amministratore V. Martino con voti 9 su 10, il sottoscritto, responsabile alla formazione, con voti 9 su 10 e il segretario A. Guida con voti 9 su 10. Sono anni difficili, la fine del collateralismo influenza anche il nostro circolo. I momenti di crisi nelle Acli per le scelte dei dirigenti sono poco capite dalla base degli iscritti, ancora sensibile alle direttive della Chiesa ed ancorata al voto alla DC tanto da continuare ad eleggere molti consiglieri comunali nelle sue liste.
Un incontro del Circolo Acli di S. Marco in Lamis.
Un incontro del Circolo Acli di S. Marco in Lamis.
Bisogna essere attenti al nuovo che emerge nelle Acli e saperlo coniugare con i sentimenti degli iscritti, fermare le fughe in avanti dei giovani smaniosi del nuovo che emerge ed aprire la mente ed il cuore dei vecchi iscritti, legati al ricordo di un passato eroico di battaglie anticomuniste, al nuovo. Il 23 luglio si riunisce il consiglio di presidenza, con la comprensibile assenza di Michelino Napolitano, per il rilancio di attività ricreative culturali, politiche ed organizzative, seguito da quelli del 7 agosto, del 28 settembre, del 10 novembre e del 19 dicembre: è quest’ultimo che, con un’animata assemblea sull’autonomia delle Acli, chiude l’anno sociale del nuovo Consiglio di Presidenza, facendo il bilancio di un intenso lavoro organizzativo svolto in un’estate ed in un autunno ricchi di entusiasmo e di speranza.