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Deliceto

Madonna della Consolazione

Deliceto, Chiesa di Santa Maria della Consolazione, interno.A circa due chilometri a mezzogiorno di Deliceto il santuario della Madonna della Consolazione ricorda il passaggio per la Capitanata di S. Alfonso Maria De Liguori e di San Gerardo Maiella. Nacque in tempi imprecisati col nome di San Pietro in Vincoli. La tradizione dice che fu costruito, nei primi secoli del cristianesimo, da fedeli sfuggiti alle persecuzioni.
La piccola chiesa fu affidata nel 1470 agli Eremiti di Sant'Agostino i quali innalzarono un convento e vi costruirono anche una cappellina dedicata alla Madonna della Consolazione. Disseminati nei dintorni, al tempo di San Gerardo, vi erano ancora piccoli romitori costruiti per i frati che volessero vivere in solitudine, nella preghiera e nella penitenza. Poi gli Agostiniani sparirono, e la chiesa rimase sola col suo convento. Nel 1744 venne a Deliceto S. Alfonso Maria de Liguori, fondatore dei Redentoristi.  Proveniva da Pagani ed era diretto a Modugno, nei pressi di Bari. Il canonico Giacomo Casati, che da tempo seguiva il nuovo istituto fondato dal Santo gli propose di riaprire il vecchio convento di Santa Maria della Consolazione. Il convento divenne un Collegio per i missionari incaricati di predicare le missioni popolari e casa di noviziato; dopo qualche decennio divenne anche seminario teologico.
La solitudine del luogo allettava gli spiriti contemplativi e ascetici di cui l'istituto dei Redentoristi abbondava. "In questa Casa della Madonna della Consolazione, scriveva il P. Cafaro, mi pare di godere la solitudine che godevano gli anacoreti dell'Egitto. Ritirati qui, dopo le missioni, che si fanno nell'inverno e nella primavera, stiamo così quieti e soli, ed esenti da' tumulti del mondo, che ormai non sappiamo che cosa nel mondo si faccia. Stiamo lontani dal commercio degli uomini, stiamo dentro un bosco di buon'aria, d'amena veduta, emulante il Petroso di S. Pietro d'Alcantara. Sia benedetto Dio che mi ci ha condotto". Nel collegio della Madonna della Consolazione S. Alfonso De Liguori rimase due anni. Quando non era impegnato nelle missioni, insegnava morale e geografia, scriveva prediche e trattati, componeva canti popolari, fra cui il celebre "Tu scendi dalle stelle". Ritoccò anche l'antico dipinto raffigurante la Madonna della Consolazione eliminando i guasti che lo scorrere del tempo e l'incuria degli uomini avevano inferto. Durante il suo soggiorno a Deliceto, S. Alfonso si recò a Foggia per una missione nella collegiata dell'Iconavetere. Durante una predica gli apparve la Madonna. Il Collegio di Deliceto con la sua dolce Madonna della Consolazione restò sempre nel cuore di S. Alfonso.
Nel maggio del 1749 arrivò a Deliceto Gerardo Maiella. Come fratello laico, fu messo ai lavori più pesanti. Si guadagnò la stima di tutti con la disponibilità al servizio, la tenacia nel portare a termine i compiti, il senso di responsabilità, l'ubbidienza ai superiori. Con spirito ilare e sereno zappava, tagliava la legna, impastava la farina per il pane, puliva le stalle, spaccava le pietre e faceva da manovale. Intanto cresceva anche spiritualmente. Non tardò molto che si conobbe la sua obbedienza perfetta, lo spirito di preghiera, la profondità della sua meditazione, la sua abilità ad entrare nel segreto delle coscienze per aiutare i peccatori a convertirsi. Fece il noviziato e gli venne affidato l'ufficio di questuante. Dappertutto Gerardo dava più di quanto ricevesse; la fama della sua santità correva. Si raccontavano i suoi miracoli.
La solitaria casa della di Maria SS. della Consolazione cominciava ad affollarsi di pellegrini. In tutti i paesi vicini a Deliceto e perfino a Foggia vi erano persone che volentieri ricorrevano a Gerardo per consigli e illuminazioni. Madre Maria Celeste Crostarosa, che a Foggia aveva fondato un monastero di Redentoriste, spesso aveva Gerardo come ospite; fra i due santi fervevano le celesti conversazioni. Gerardo rimase a Deliceto fino al 1754.
Poi fu trasferito nella casa di Materdomini a Caposele. L'anno seguente terminò la sua vita terrena. I Redentoristi rimasero a Deliceto fino al 1866. In quella data, per la legge della soppressione degli Ordini Religiosi, la casa divenne di proprietà dello stato ed adibita a vari usi. Attualmente è di proprietà dell'Archidiocesi di Foggia-Bovino. Il santuario della Consolazione a Deliceto resta uno dei luoghi più cari della tradizione dei Figli di S. Alfonso De Liguori che lì hanno vissuto gli anni poveri ed esaltanti delle origini.
Resta anche uno dei luoghi più santi della Capitanata perché illuminati dal passaggio di due uomini che hanno fatto della nostra terra la palestra della loro carità e del loro amore.

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