Manfredonia - IERI, domenica 30 marzo 2014, è ricorso il decennale della dipartita da questa vita del prof. Michele Melillo. Studioso e ricercatore dei dialetti pugliesi e difensore della storia e della sacralità di Siponto. L’esimio professore, era della convinzione che la promozione turistica dell’area Sipontina, iniziata verso la fine degli anni ’30, aveva provocato la devastazione del patrimonio storico-archeologico.
La stessa chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Regina, anni fa, fu costruita su pilastri che hanno deturpato alcuni ipogei sottostanti quasi intatti. Della Siponto Antica, che il prof. Melillo amò e difese con infinita passione e intelligenza, mi piace ricordare quanto da lui espresso molti anni fa:

…sulla Siponto Antica si sarebbe dovuto e si dovrebbe… camminare in punta di piedi. Non vi è persona sensibile che non abbia capito che il centro di Siponto è sostenuto da una serie sconfinata di ipogei. Le varie manipolazioni urbanistiche mortificano la santità del posto che, appena sfiorato ti risponde con una documentazione di antichità…”.

Basilica di Santa Maria di Siponto
Basilica di Santa Maria di Siponto
La stupenda Basilica di Siponto, di recente restaurata, che troneggia su un’area archeologica da rivalutare e riscoprire, è da secoli meta di pellegrini, e oggi di turisti, che si fermano ad ammirarla per la sua meravigliosa architettura, e che restano incantati davanti ad un’opera d’arte veramente grandiosa. La chiesa Sipontina è considerata tra le prime della cristianità. Da studi recenti, è stato confermato che il suo primo vescovo e martire fu “Elvius Frinus Justinus” San Giustino. Questi fu consacrato da San Pietro, dopo pochi anni dopo la morte di Cristo.
San Giustino costruì la prima chiesa in Siponto in onore della Madonna che fu in assoluto uno dei primi templi cristiani dedicato alla Madre di Gesù. Di Siponto non vanno certo dimenticati altri Santi Martiri: Santa Giusta, San Felice, San Eusanio, San Florenzio, San Leone, San Marcellino, martirizzati per aver professato la fede cristiana. La stessa Santa Brigida intorno alla metà del trecento aveva raggiunto il Gargano, e nelle sue rivelazioni aveva espresso tutta la sua ammirazione per la “famosa civitas Sipontina ubi tot sanctorum corpora quiescunt”.
Melillo, che è stato professore di liceo, preside di istituti superiori, docente universitario, socio di varie Accademie e della Società di Storia Patria per la Puglia, ha sempre cercato nel corso della sua esistenza di tutelare e valorizzare questo antico patrimonio archeologico e storico della Città di Siponto. Il suo Centro Residenziale di Studi Pugliesi a Siponto, era meta di studiosi e non, che si rivolgevano a lui per consulenze culturali varie. Il professore, sempre disponibile, ebbi la fortuna di conoscerlo tramite il maestro Giuseppe Antonio Gentile, che mi presentò in qualità di “poeta” dialettale e teatrante.
Una antica acquaforte illustrante la Basilica di Siponto
Una antica acquaforte illustrante la Basilica di Siponto
Fui subito colpito dalla sua forte personalità e dalla sua spiccata capacità di ascoltare. Gli dissi della mia passione sulle ricerche delle tradizioni popolari e storia locale, e sulla mia collezione di conchiglie e mitili del Golfo di Manfredonia (più di tremila esemplari) che avevo raccolto in 40 anni di ricerche, che avevo catalogato in vernacolo e in lingua. Ne fu subito entusiasta e li voleva vedere. Il prof. Melillo fu letterato, umanista, ricercatore, studioso, cultore della lingua, dell’arte e delle tradizioni popolari. Autore di numerose opere letterarie delle quali vale la pena ricordare i cospicui Quaderni di “Lingua e Storia in Puglia”; “Guida ai dialetti di Puglia”; “I dialetti di Puglia”; “Parlate Italiane”; “Strutture e forme verbali dei dialetti di Puglia”, etc..
Un grande patrimonio è anche la sua ricca libreria (più di ventimila volumi, a disposizione di studenti, universitari e studiosi) sita a Siponto presso la Fondazione Centro Residenziale di Studi Pugliesi (voluta fortemente dai figli), dove ha sede anche il “Museo etnografico sipontino”, restaurato e a lui dedicato, che raccoglie più di tremila pezzi riguardanti attrezzi relativi a vari mestieri, agricoltura, pesca e pastorizia, raccolti pazientemente dal prof. Melillo, nel corso della sua vita. Senza dubbio una delle istituzioni culturali più autorevoli di Capitanata.
L’esimio prof. Melillo ci ha lasciato una grande eredità culturale, l’amore per Siponto (un sito da valorizzare e recuperare), e un museo etnografico che a mio modesto parere avrebbe bisogno di una migliore collocazione, con la costruzione di una nuova struttura, per esaltare al meglio l’esposizione delle attrezzature esposte. Domenica 30 marzo, nella chiesa di Siponto, a dieci anni dalla sua morte, è stata celebrata una messa in suffragio della sua anima. I grandi uomini di cultura, vanno sempre ricordati e celebrati nel tempo.
(A cura di Franco Rinaldi, cultore di storia e tradizioni popolari di Manfredonia)
Fonte: www.manfredonianews.it