Scilla autumnalis

Caratteristiche

  • Immagine: Immagine
  • Nomenclatura e sistematica:

    Scilla autumnalis L. Scilla autunnale Classe: Monocotyledonae, Famiglia: Liliaceae.

  • Origine del nome:

    Scilla: dal latino scilla che deriva a sua volta dal greco skilla = scilla, sorta di cipolla; autumnalis: dal latino = autunnale, per il periodo della fioritura.

  • Comportamento ed habitat:

    Vegeta soprattutto nelle garighe; dal mare sino alla montagna. Sul Gargano è abbondante anche sui 900-100 metri (Chiancate, Montenero).

  • Diffusione:

    In tutto il territorio nazionale. Le foto sono state scattate nel bosco Difesa S. Matteo di S. Marco in Lamis, località Lammia Nuova. In questo bosco vegeta abbondante in tutte le zone scoperte; su tutte le Coppe Casarinelli (fascia Rignano-S. Marco in Lamis-S. Giovanni Rotondo), Chiancate.

  • Portamento e radici:

    Pianta bulbosa con bulbo di 1-2 cm di diametro, un po' allungato e che arriva a 4-5 cm di profondità. La parte aerea è alta 5-20 cm; lo scapo fiorale, cilindrico, è privo di foglie; da uno stesso bulbo spuntano, a scalare, più scapi. Radici numerose, sottili e biancastre.

  • Foglie:

    Foglie emesse in numero di 4-7 dopo lo scapo fiorale, del quale sono più corte. Sono sottili (1-2 mm), verdi, più o meno cilindriche e scanalate.

  • Fiori:

    Lo scapo fiorale è emesso in tarda estate-autunno. L'infiorescenza è lassa, agli inizi di forma piramidale, in seguito cilindrica. I primi fiori a sbocciare sono quelli posti nella sua parte inferiore; seguono quelli mediani e infine quelli posti nella parte più apicale. Essi, in numero di 10-20, ermafroditi, sono inseriti singolarmente a racemo lungo lo scapo mediante peduncoli lunghi 1-2 volte i fiori stessi. Brattee assenti. Tepali (mancano petali e sepali) in numero di 6 (3 esterni e 3 interni) e saldati alla base, ovato-ellittici, uguali fra loro, glabri, a margine intero, rosa-violacei, 4-5 mm. Stami 6 con filamento concolore ai tepali e che si assottiglia verso l'apice; antere brune, ovali, sormontanti di traverso l'apice del filamento come un cappello. Ovario supero, celeste, con stilo terminante con un stigma quasi nullo.

  • Epoca di fioritura: Sul Gargano agosto-ottobre
  • Impollinazione: Entomofila
  • Frutti: Capsula a 3 lobi contenenti 2 semi neri per lobo.
  • Confusione e riconoscimento:

    Non dà adito a confusione in quanto sul Gargano il genere Scilla ha solo due specie 

    • Scilla autumnalis L.: fioritura autunnale; 4-7 foglie.
    • Scilla bifolia L.: fioritura primaverile; solo 2 foglie.
  • Utilizzo:

    Pianta ornamentale
    Pur non essendoci una commercializzazione di questa pianta, date le sue ridotte dimensioni e le sue capacità di vegetare in terreni molto poveri, va bene in giardini rocciosi sui quali si vogliano delle fioriture autunnali. Bulbi di questa pianta si trovano talora addossati a quello della Sternbergia colchiciflora che però fiorisce 15-20 giorni dopo la Scilla autunnale; almeno questo si osserva nel bosco Difesa S. Matteo di S. Marco in Lamis.

  • Curiosità:

    Nella mitologia greca Scilla era una ninfa che si era innamorata di Glauco. Per ottenerne l'amore chiese alla maga Circe di preparare un filtro amoroso. La maga lo preparò e lo versò in una fonte dove consigliò Scilla di bagnarsi. Ma, Circe, anch'essa innamorata di Glauco, versò nella fonte un veleno che trasformò Scilla in un orrendo mostro con il corpo di donna, la coda di pesce e sei teste di cani urlanti. Per la disperazione la ninfa si buttò in mare nel canale di Sicilia, di fronte a Cariddi. Qui si nascose nelle caverne marine da dove usciva per divorare i naviganti.
    Una tale spiegazione del nome si adatta sicuramente meglio ad altre scille velenose, tra le quali la Scilla marittima (Urginea maritima). Si tratta comunque di piante appartenenti alla stessa famiglia. In ogni caso, per la Scilla autumnalis, in letteratura o nella tradizione popolare non sembra ci siano molte segnalazioni su un suo utilizzo o sulla sua pericolosità.

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