Asphodelus microcarpus

Caratteristiche

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  • Nomenclatura e sistematica:

    Asphodelus microcarpus Salzm. et Viv = Asphodelus ramosus L. p.p. = Asphodelus aestivus Auct Fl. Ital. non Brot. Asfodelo mediterraneo, Porraccio. In dialetto sammarchese è detto 'Purrazza'. Classe: Monocotyledonae, Famiglia: Liliaceae.

  • Origine del nome:

    Asphodelus: deriva dal greco 'a' = non, 'spodos' = cenere e 'elos' = valle; cioè valle di ciò che non è stato ridotto in cenere (Pignatti). Il nome deriva dal fatto che gli asfodeli ricoprono garighe di sovente soggette ad incendi. Poiché gli organi sotterranei degli asfodeli (bulbo-tuberi) sopravvivono al passaggio del fuoco, gli asfodeli e le piante che hanno la à sopravvivere agli incendi sono quello che appunto resta di ciò che non è ridotto in cenere; microcarpus: indica i frutti piccoli di questa specie di asfodelo in rapporto ai frutti più grandi di una specie simile, l'Asphodelus cerasifer; ramosus: indica la presenza di numerosi rami nello scapo fiorale; mediterraneo:indica la sua predilezione per il bacino mediterraneo.

  • Comportamento ed habitat:

    Cresce dal mare sino ai 1200 metri di altitudine su pascoli degradati, in garighe.

  • Diffusione:

    Sul Gargano è diffuso ovunque e nel bosco Difesa S. Matteo occupa le radure prive di vegetazione arborea spingendosi anche nel sottobosco delle zone più assolate. In Italia occupa le isole e la penisola partendo dalla Calabria sino ad una linea che congiunge Marche, Toscana e Liguria.

  • Portamento e radici:

    Pianta perenne, eretta, alta 70-110 cm, con un robusto fusto cilindrico dato dallo scapo fiorale che è privo di foglie e molto ramificato nella parte superiore. Le radici sono date da un breve rizoma dal quale si dipartono numerosi tubercoli ingrossati e più o meno affusolati.

  • Foglie:

    Partono tutte dalle radici e mancano sul fusto. Sono nastriformi, larghe 2-4, lunghe 40-70 cm e diminuiscono in larghezza andando verso l'apice. Sono di colore glauco, totalmente glabre e prive di ghiandole, a sezione triangolare appiattita (trigone).

  • Fiori:

    Numerosi, inseriti su di una infiorescenza a pannocchia con un peduncolo di 1-1,5 cm e articolato verso la metà/terzo inferiore; muniti di una brattea lanceolata, rossastra e lunga quanto il peduncolo. Tepali 6, liberi, lunghi 1,5 e larghi 0,5 cm, allungati e con l'apice ottuso, carnosi, bianchi e con una stria centrale rosso-scura. Stami 6 con filamento bianco, lungo 1,5 cm e antera arancione; sono inseriti su di una piccola formazione che circonda l'ovario. Quest'ultimo unico, con 1 stilo un po' più lungo degli stami e 1 stigma rigonfiato all'estremità.

  • Epoca di fioritura: Marzo-maggio soprattutto a seconda dell'altitudine.
  • Impollinazione: Entomofila
  • Frutti: Sono delle capsule (= cassule) di 5-8 x 6-10 mm formate da 3 valve che a maturità si aprono (frutto deiscente) e mettono in libertà numerosi semi neri. Ogni valva presenta 2-7 rugosità trasversali.
  • Confusione e riconoscimento:

    Si differenzia da Asphodelus cerasifer Gay soprattutto per alcuni caratteri legati ai frutti. Sottolineando il fatto che per il Pignatti A. Cerasifer è specie e per il Fiori è subspecie di Asphodelus ramosus L., si ha: 

    • Asphodelus microcarpus ha: capsula da subsferica ad obovoide, dimensioni 5-8 x 6-10 mm, valve esili, ellittiche, a margini piani, con 2-7 rughe ciascuna.
    • Asphodelus cerasifer Gay (Asfodelo maggiore) ha: capsula più o meno sferica, schiacciata superiormente, dimensioni 15-20 mm, valve robuste e revolute verso l'esterno e ciascuna con 7-8 rughe. Un altro carattere di distinzione tra le due specie è la ramificazione: ben sviluppata in microcarpus, molto semplice o quasi assente in cerasifer. Quest'ultimo ha anche i petali più grandi, è pianta rara e presente alle Isole Tremiti.
  • Utilizzo:

    Erboristeria
    Utilizzato nella medicina popolare, ma non è iscritto nella Farmacopea Ufficiale IX. La droga è data dai tubercoli che si raccolgono in estate, quando le foglie sono secche; essi si mettono a seccare all'ombra, tagliati in fettine sottili. Dei tubercoli si conosce soprattutto un uso esterno per la cura di dermatosi e scottature solari (decotto con 5 gr in 100 ml di acqua e applicato con pezzuole). Se ne fa anche un uso cosmetico per schiarire le efelidi (tubercoli freschi pestati e applicati in poltiglia sulle parti interessate). L'uso interno come astringente è sconsigliato per la presenza di alcuni alcaloidi.
    Commestibilità dei tubercoli
    I tubercoli di questa pianta sono commestibili; sembra che abbiano costituito una fonte importante di cibo in età prestorica e, più di recente, nei periodi di carestia.
    Preparazione di cesti
    Le foglie, divise in due nel senso della lunghezza, in Sardegna sono utilizzate per la costruzione di cesti.

  • Curiosità:

    Indicatore di degradazione ambientale
    La presenza degli asfodeli, tipica nelle garighe, indica uno stato di degradazione dell'ambiente. Gli asfodeli sono tipici di zone prive di copertura arborea e di sufficiente strato di terreno.
    Utilizzo delle foglie
    Un uso particolare delle foglie di asfodelo si ha nella produzione di formaggi tipici di Rignano.
    Simbologia antica
    Gli antichi Greci rappresentavano il regno dei morti ricoperto di asfodeli. Per questo essi erano il simbolo dei defunti ed erano utilizzati per adornare le tombe.