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Rapporto del professore LEOPOLDO PILLA a S. E. il Ministro Segretario di Stato degli affari Interni. - Napoli - Foggia li 20 Gennajo 1840.

ECCELLENZA

Plastico del terreno del Gargano presente nel Museo sul carsismo di Borgo Celano - San Marco in Lamis
Plastico del terreno del Gargano presente nel Museo sul carsismo di Borgo Celano - San Marco in Lamis
Nel mio passato ufficio del d' otto gennajo corrente ebbi l'onore far conoscere a V. E. il cominciamento delle mie osservazioni geologiche sopra i marmi ed alabastri scoverti nel Gargano dal Signor Leonardo Cera. Avendo ora dato termine a questa commissione, onde V. E. mi ha onorato, mi affretto a rassegnarle i risultamenti delle ulteriori mie ricerche sopra questo soggetto. Poiché ebbi esaminati i marmi brecciati e gli alabastri che si trovano nelle vicinanze di San Marco in Lamis, mi diedi a visitare gli altri marmi che sono nei monti di questo paese. La Valle di Volture (Nota 11) di cui mi occorse di ragionare nel mio passato uffizio, offrì molta materia alle mie osservazioni.
Nei monti (Nota 12) che le si levano di costa vi ha un marmo giallo unicolore assai simile al così detto giallo di Siena (Nota 13) e forse a questo superiore in merito. Il quale si trova incassato in mezzo al calcare comune appennino (giurassico) in tali geologiche condizioni che bene dimostra essere una varietà accidentale di questo calcare; poiché non forma strati bene distinti, ma sivvero masse le quali a mano a mano si tramutano nel calcare comune di sopra nominato. Ma tali masse sono ben grandi, e si mostrano sopra molto spazio sulle coste dei monti, e, che più importa, sono di tale giacitura che indicano continuarsi assai addentro dei monti. Inoltre si trovano in punti assai lontani l'uno dall'altro, ciò che apertamente fa vedere che non sono circoscritte in piccolo spazio. Nel luogo detto Piscina di Guerriero (Nota 14) mi furono mostrati dal Signor Cera grandi pezzi di questo marmo da lui fatti cavare. La sua grana è per lo più fitta, o dove più e dove meno fine, e cosi ancora pel colore che rassomiglia molto a quello della cera. Laonde io giudico pei lumi della mia scienza che le cave di questi marmi potrebbero riuscire assai ubertose. In altro luogo di questa valle fummi additato dal Signor Cera una quantità di marmo palombino, il quale e per i suoi caratteri mineralogici e geologici mi parve meritare poco o nessuna importanza.
Cava di Monte Granaro nel Parco Nazionale del Gargano - San Marco in Lamis
Cava di Monte Granaro nel Parco Nazionale del Gargano - San Marco in Lamis
Sul monte Durante (Nota 15), che si rileva a sinistra della Valle di Volture sono diverse specie di marmi ed assai pregievoli; ed in sì gran copia che pare tutta la inferior parte del monte fosse un ammassamento di marmi. I quali in generale hanno una tinta di color rosso carmine, ma con venature di colori assai svariati e rassomigliano talvolta alla cosi detta breccia coralina. Alla superficie si mostrano in massi fenduti e screpolati; ma il loro modo di giacere è tale che si può argomentare nell'interno del monte sieno più intieri, di colori più vivi, e in masse più continue. In un sito di questo monte mi riuscì trovare una specie di marmo fiorito di color rosso di rosa con punteggiature brune e come dendritiche forse di manganese ossidato. Il quale a me parve assai vago, e di grandissimo pregio, se non che giace in banchi che non hanno molta estensione; pure è assai verisimile che facendosi in quel luogo degli scavi si possa riuscire a trovare masse molto estese. In conchiusione il monte Durante (Nota 16) è uno de' siti più importanti del Gargano per la varietà dei marmi che rinserra.
Assolute le mie osservazioni nelle circostanze di S. Marco in Lamis passai a visitare gli altri luoghi additatimi dal Sig. Cera come ricchi di depositi di marmi.
La valle di Stignano venendo da S. Marco in Lamis
La valle di Stignano venendo da S. Marco in Lamis
Discorrendo la Valle di Stignano la quale da San Marco in Lamis va ad aprirsi alla estremità occidentale del Gargano, osservai parimenti l'Alabrastro bianco che trovasi nel luogo detto il piano de' pastini in una possessione del Sig. Cera (Nota 17). E questo alabastro (Nota 18) di color bianco di neve, lamelloso, traslucido, a grana e colore uniforme senza essere sporcato da macchie di sorta alcuna. Il perché tra gli alabastri di questa natura vuolsi tenere come assai pregievole. E quanto è alla sua giuntura si mostra in forma di grossi macigni, i quali irregolarmente s'internano nel terreno alle falde de' monti, dove assai probabilmente formeranno masse più estese ed in continuazione fra loro.