Puoi scaricare nella categoria "Nord-Sud" i "file" ri-formattati "I Mezzogiorni d'Europa", "Marcello Vittorini" e "Stignano", di Romano Starace, nella categoria dedicata a Pasquale Soccio. (Nuova finestra!) Download
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[...] Lungo il primo tratto del percorso della Via Antiqua Maior, quasi a sottolineare la sua funzione di via di pellegrinaggio al Gargano, oltre che di comunicazione, non v’è paese con essa collegato che non abbia, o non abbia avuto, almeno un luogo di culto dedicato a San Michele.

Incastonata nella nuda roccia, sulla sorgente 'Labso', si erge l’antichissima grotta dell'Arcangelo Michele, la cui conformazione speculare fa supporre la sua esistenza in epoche preistoriche. E' ritenuta, dalla maggioranza degli storiografi montoresi, come chiesa esistente nell’841 e vieppiù nel 995. Formata da due vani naturali, è una sintesi felice di speleologia di storia, d’arte e di architettura Alto-Medievali. In essa si celebra il lunedì in Albis, una delle feste popolari montoresi che conserva di più ben fusi, arcaicamaente, i caratteri pagani e religiosi, caratteristici della cultura contadina. Interessantissimi sono gli affreschi bizantini, che ivi si trovano, raro esempio di pittura rupestre Alto-Medievale, attribuibili all’opera dei monaci, che alternativamente abitarono l’eremo. E’ un monumento che merita di essere conosciuto per la bellezza che lo contraddistingue. Suggestivo è il panorama che si gode dalla terrazza antistante le grotte e da quella del piano inferiore. (Nota del Circolo Culturale Preturo. Filmato inserito dal webmaster, ndr)

A Baronissi, nella frazione Sava, si trova la Chiesa di S. Michele Arcangelo, edificata 'in pede Saba' nell’anno 1434, mentre nel Comune di Castel S. Giorgio si rinviene la Chiesa di S. Angelo a Crapullo, in passato oggetto di contesa tra la Badia di Cava e la Diocesi di Salerno. Mercato S. Severino ha addirittura due chiese intitolate a S. Michele Arcangelo, una in frazione Acquarola, di cui si ha notizia certa attraverso il solito registro istituito, nel 1309, dalla Curia Arcivescovile di Salerno per la ratifica delle sue decisioni, ma che doveva essere certamente più antica; l’altra nella frazione S. Angelo, che da questa chiesa ha, evidentemente, preso nome, visto che la sua esistenza è provata da un contratto di permuta di terreni, risalente all’anno 980, nel quale si afferma che sorgeva detta 'ecclesia sancti angeli in locum macerata rotensi finibus' (C. D. C. II, 139, 140, in Generoso Crisci, Salerno Sacra, Edizioni Gutenberg, Lancusi (SA) 2001, Vol. II, p.171). Il Comune di Montoro Inferiore è particolarmente ricco di testimonianze riguardanti il culto dell’Angelo Michele, testimonianze che, con la loro presenza, ci permettono di individuare l’epoca in cui ha avuto origine questo culto nella valle dell’Irno e lungo il corso del Riosiccu, attuale torrente Solofrana. Una chiesa 'sancti michaelis', ubicata 'in locum montoru finibus rotense' nella zona 'que prato dicitur', viene menzionata, già nell’anno 841, nel Chronicon Cavense, che permette di individuare chiesa e luogo senza possibilità di equivoci. 'Nel 1623 il luogo è noto come romitaggio di S. Michele Arcangelo, detto Gripta'. Nella visita pastorale del 1625 la chiesetta di S. Angelo 'ab habiso' è descritta nei pressi della sorgente 'Labso' [...] Il visitatore prescrive di celebrarvi solamente nella Pasqua di Resurrezione e nelle festività di S. Michele Arcangelo per il gran concorso di popolo. Ancora oggi al di sopra di Preturo, lungo la via Laura, così denominata dal nome della montagna sovrastante, e precisamente nei pressi della sorgente Labso, esiste una grotta con altare detta di S. Michele o dell’Angelo, presso la quale la domenica di Pasqua e il lunedì in albis si svolge una festa che richiama numerosi fedeli da Montoro, Forino, Contrada e Mercato S. Severino'. La Grotta di San Michele, o dell’Angelo, costituisce la più appariscente, e anche la più significativa, delle testimonianze riguardanti il culto dell'Angelo Michele. Essa è significativa già per il luogo in cui è situata, lungo le balze di un monte e nelle vicinanze di una strada, che, ancora oggi, viene identificata col nome di salita o strada della Laura. È questo termine che ci consente di individuare per opera di chi, e in quale epoca, il culto dell’Arcangelo, già preesistente, sia stato incrementato e diffuso nelle nostre contrade. La grotta di S. Michele, o dell’Angelo, situata al di sopra di Preturo, nei pressi della sorgente Labso lungo la Via della Laura, acquista importanza ancora maggiore se si pensa che in essa 'si possono notare raffigurazioni molto antiche dell’arcangelo Michele, di S. Biagio (molto venerato nella frazione Preturo), di San Gregorio'. A Serino la presenza ab antiquo del culto dell’Arcangelo Michele, nella sua forma ingrottata, trova conferma nella Grotta del SS. Salvatore, situata in posizione elevata e rupestre, lungo le balze del monte Terminio.