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[...] Il primo, e forse anche il più importante dei luoghi di culto che sorsero lungo la via Antiqua maior e lungo l’antico tratturo sannita poi denominato Sabbe maioris, era situato nella stessa città di Salerno: il Monastero di San Michele Arcangelo.

Del monastero benedettino femminile di San Michele e Santo Stefano resta soltanto la chiesa.
Del monastero benedettino femminile di San Michele e Santo Stefano resta soltanto la chiesa.
Era un monastero di suore benedettine, il Monastero di San Michele Arcangelo, sito 'al di sotto della strada che conduce alla porta che viene chiamata Elina' (a suptus platea que pergit ad porta que dicitur elini), come afferma un documento del Codice Diplomatico Cavense. La prima notizia certa della sua esistenza si trova proprio in questo documento poiché in esso due coniugi, Guido e Aloaria (qui sunt vir et uxor), affermano di aver costruito dalle fondamenta (a fundamina) la chiesa col nome di San Michele Arcangelo (ecclesia vocabulum michaelis arcangeli). Non altrettanto certa è, invece, la data del documento. Crisci e Campagna dicono, infatti, che il monastero fu costruito dai due coniugi 'nel 991 o 981' (Generoso Crisci, Angelo Campagna, Salerno Sacra, Ed. della Curia Arcivescovile di Salerno 1962, p.369) ma la sua origine doveva essere sicuramente anteriore a questa data e legata alla grande fioritura del monachesimo benedettino dei secoli precedenti, poiché esso era filiazione di un monastero assai più antico, quello di San Vincenzo al Volturno (sec. VIII), che, a sua volta, era una filiazione del più antico e celeberrimo monastero benedettino di Farfa (sec. VI - VII). Il Monastero di S. Vincenzo al Volturno fu distrutto dai “Saraceni” nell’anno 881, e proprio da questa distruzione scaturisce la prima menzione dell’esistenza del Monastero femminile di S. Michele di Salerno in una data anteriore più di cento anni a quella citata da Crisci e Campagna. È il Chronicon Vulturnense a darcene notizia affermando che 'l’abate Godelperto (902-920), seguendo un preciso programma di ricostruzione amministrativa oltre che materiale, istituì un preposito ai monasteri, alle chiese, ai servi e alle ancelle che dipendevano da lui, per tutto il Principato di Salerno e anche ai monasteri di fanciulle di S. Michele e di S.Giorgio'. (Chronicon Volturnense, II, 39). Questa frase documenta anche che i monasteri femminili erano sottomessi alla tutela dei monasteri maschili, poiché tale era il monastero di San Vincenzo al Volturno. La presenza e la diffusione del culto di S. Michele nella città di Salerno, fin dall’alto Medioevo, è inoltre provata dall’esistenza della Chiesa di S. Angelo de Plaio Montis, fatta costruire da Adelaita, in 'curte sua intus hanc nobam salernitana civitatem' in data anteriore al 930 in località Giovi.