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[...] Da queste direttrici maggiori si sviluppano una serie di pellegrinaggi minori, spesso legati all'esistenza di reliquie di santi, leggende di apparizioni o acquisizione di indulgenze.

In senso proprio "l'indulgenza si ottiene mediante la Chiesa che, in virtù del potere di legare e di sciogliere, accordatole da Gesù Cristo interviene a favore di un cristiano e gli schiude il tesoro dei meriti di Cristo e dei santi perché ottenga dal Padre selle misericordie la remissione delle pene temporali dovute per i suoi peccati" (CCC n.1478). L'elargizione dell'indulgenza è dunque un ministero, che la Chiesa compie con autorità. Per questo l'indulgenza può essere elargita solo dal Romano Pontefice e da coloro cui quest'autorità è riconosciuta dal Diritto canonico o ai quali è concessa dal Romano Pontefice. Con la sua autorità ministeriale (distinta dall'autorità ministeriale esercitata nella celebrazione dei Sacramenti) la Chiesa applica al fedele, in maniera extrasacramentale, il tesoro dei meriti di Cristo e dei santi e stabilisce anche le condizioni per lucrare l'indulgenza e ne determina l'ampiezza. L'Indulgenza può essere: - Plenaria, se con essa vengono rimesse tutte le colpe; - Parziale, se con essa si consegue la remissione di parte delle pene; - Temporanea, limitata ad un determinato tempo; - Perpetua, senza limitazione; - Personale: concessa a persone fisiche; - Locale: annessa ad un luogo; - Reale: annessa ad un oggetto. Per ottenere l'Indulgenza attualmente si richiede che la persona sia capace di ottenerla perché battezzato e non scomunicato, che il beneficio ha realmente fede e intenzione, che compia le opere prescritte. Le condizioni sono: Confessione e comunione; La preghiera secondo le intenzioni del papa; a Roma visita alle quattro basiliche (S. Pietro, S. Giovanni in Laterano, S. Maria Maggiore, S. Paolo fuori le mura), a cui si possono aggiungere anche altri quattro luoghi significativi (Santa Croce in Gerusalemme, la Basilica di San Lorenzo al Verano, il Santuario della Madonna del Divino Amore, le catacombe cristiane); in Terra Santa visita alla Basilica del Santo Sepolcro, o dell'Annunciazione a Nazareth; in Diocesi con il pellegrinaggio alla Cattedrale, o Santuario o un'altra chiesa designata dal Vescovo; visita agli ammalati, carcerati, anziani, […], per un tempo adeguato, come se si facesse un pellegrinaggio a Gesù che soffre; astensione almeno durante un giorno da consumi superflui (fumo, alcool, digiuno), destinando il denaro risparmiato ad iniziative di carità; sostenere opere di carattere religioso - sociale a favore dell'infanzia abbandonata; attività di sostegno e recupero dei disagi umani e materiali, disagio giovanile, anziani. Tuttavia l'effetto dell'indulgenza non è giustificato in ragione di esse ma per l'intervento della Chiesa. In ogni caso, dispensando le indulgenze, non è la Chiesa a rimettere direttamente la pena temporale, ma è il fedele ad ottenerla da Dio grazie alla Chiesa. 'Il valore delle indulgenze non deve essere né sopravvalutato né sminuito. Da una parte, occorre ricordare che le indulgenze non sono di per sé necessarie; dall'altra, però, bisogna far presente la loro utilità spirituale. Infatti, le indulgenze non sono l'unico mezzo per ottenere la remissione della pena temporale. A parte il valore del sacramento della riconciliazione e della penitenza, tutte le opere penitenziali assunte liberamente con l'intenzione di riparare ai propri peccati e compiute in stato di comunione con Dio, tutte le sofferenze amorosamente accettate, tutte le prove piccole e grandi sopportate con umiltà ed amor di Dio ottengono un effetto analogo. La Chiesa, che le ha istituite, non le ha mai imposte, ma si accontenta di concederle. Nonostante non necessarie, tuttavia le indulgenze sono certamente utili. La loro pratica, infatti, mentre conserva vivo nel cristiano il senso del peccato gli ricorda pure di non ritenersi liberato da tutti gli effetti della sua colpa. Il peccato, in realtà, non scompare mai senza lasciare alcuna traccia. Alcune conseguenze rimangono nel peccatore, pur dopo la remissione della colpa ed hanno bisogno di un impegno costante e fiducioso nella misericordia di Dio. Essa procura, perciò, una coscienza reale e viva delle relazioni che intercorrono tra Chiesa terrena e Chiesa celeste, incita alla carità e ricorda il dovere di accrescere con la propria vita santa il tesoro della Chiesa. La pratica dell'indulgenza, infine, ricorda, al cristiano che tutto è dono di Dio; gli ricorda che Dio ha dei benefici immensi riservati per il peccatore che si converte; e che quanto Egli vuole donare è molto di più di quanto gli si chiede'. Antonia Paolone, L'Indulgenza.