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[...] le cronache del tempo registrano anche significativi esempi di pellegrinaggio per delega...

M. Sensi, Pellegrinaggi a Montesantangelo al Gargano nei notarili della Valle Spoletana sul calar del Medio Evo, in Campania Sacra, 8/9 (1977 - 1978, pp. 81 - 120, in cui, tra l’altro, riporta una lunga lista di cittadini umbri che compiono il pellegrinaggio al Gargano, alcuni dei quali per delega. Id., Pellegrinaggi votivi e vicari alla fine del medioevo. L’esempio umbro, 'Bollettino Storico della Città di Foligno', 16 (1992), p. 90, n. 117. C. Angelillis, Il santuario del Gargano e il culto di S. Michele nel mondo, vol. I-II, Foggia 1955-1956. Nel 1226 un tal Orlando maniscalco lega nel testamento alcune somme di denaro per pellegrinaggi in suo nome presso alcuni Santuari, tra cui quello di Monte Sant’Angelo. Nel 1382 Maxius Cocce di Foligno pellegrino vicario al Gargano. Nel 1404 Pasqua de Angelo lega 'pro labore quatuor Hominum mittendorum [] ad visitandum limina ecclesie beati Michaelis Archangeli' per l’anima sua e del defunto marito, dodici tareni, cioè tre per ciascuno dei pellegrini delegati. Nel 1413 nel testamento di Giacomino di Matteo con legati per pellegrinaggi in suo nome alla chiesa 'sancti Angeli de Monte Gargano [] ad sanctum Franciscum de Asisio, ad ecclesiam sancti Benedicti de monte Casinansi, ad ecclesiam sancti Iacobi de Galicia o Compostellam, ad Urbem []'. Nel 1417 Petrus Vangeli pellegrino vicario di Foligno al Gargano. Nel 1426 Fra Lucas Petrutii de Fulgino, pellegrino vicario al Gargano. Nel 1426 Domina Ciana Petri Biciole di Foligno, pellegrina vicaria al Gargano. Nel 1447 testamento rogato a Spello dal notaio Matteo Lilli Picciarello, con cui Pace di Andrea Nacchi commissiona un pellegrinaggio vicario alla chiesa di S. Michele al Gargano e ad altre chiese ubicate lungo l’iter magnum, detto pure 'Via dell’Angelo'. Nel 1449 Frater Iacobus de Sclavonia di Foligno, pellegrino vicario al Gargano. Nel 1457 ci fu un pellegrinaggio al Gargano ordinato da Alfonso il Magnanimo: capo spirituale Monsignor Alfonso Salinas Ordinario della Diocesi di Sarda, capo amministrativo uno dei segretari del Re, messer Giovanni Valero, più di un migliaio del popolo, 21 cappellani Palatini, 25 giovani corifei in abbigliamento di penitenza, ognuno con altro giovane per sostenerlo. Nel 1488 il duca di Calabria, per un voto fatto, paga a mastro Luigi de Cioffi 79 ducati per recarsi a Gerusalemme in sua vece e, per la stessa ragione, consegna a Michele di Napoli, elemosiniere del duca, 14 ducati, 'perché mandi un uomo a Monte S. Angelo in Puglia; 56 ducati a Niccolò di Madonna, perché si rechi a S. Giacomo di Galizia'. Nel 1544 Sigismondo I il Grande, della dinastia degli Iagelloni, sposo di Bona Sforza, duchessa di Bari, visita per la seconda volta il Santuario di S. Michele (la prima, nel 1520). In seguito, invia per voto, tramite i suoi ambasciatori, lampade d’argento fregiate del suo stemma (due immagini di S. Michele inquartate con due aquile bianche). Nel 1625 il conte Alteuh Michele Adelfio di Germania, per voto, depone presso la chiesa dell’Apollinare in Roma, annessa al collegio tedesco, un bastone di 22 mila scudi da inviare al Gargano e da restituire contro sborso dell’equivalente in denaro. Dopo il rifiuto dei canonici garganici, lo stocco scompare.