Puoi scaricare nella categoria "Nord-Sud" i "file" ri-formattati "I Mezzogiorni d'Europa", "Marcello Vittorini" e "Stignano", di Romano Starace, nella categoria dedicata a Pasquale Soccio. (Nuova finestra!) Download
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[...] per rendere omaggio al principe delle milizie celesti e per chiedere le pietre della grotta che costituivano particolari 'reliquie' o 'pignora'.

'Le vestigia. Di esse non é sola parola negli Atti § 3, ma è fama in tutto il mondo; e perché quel sasso tagliato dal macigno servì di pietra all'altare del glorioso S. Michele in una nuova trasformazione della Spelonca, essa Basilica fu detta Apodanea. Però si ha una sola impressione di quelle vestigia e non due; e per esse l'altare dell'Angelo resta tuttavia senza la pietra sacra delle reliquie dei martiri; quantunque la Chiesa sia stata sempre rigorosa circa essa pietra sacra per modo che nel V Concilio Cartaginese, Can. 14, fu ordinato che s'abbattessero gli altari ove non vi fossero le reliquie dei martiri. Ciò nonostante la raschiatura di quella pietra fu tenuta così preziosa reliquia, che vari altari furono dedicati a S. Michele, apponendovì della sua polvere. Anche oggidì è in tanta stima essa Pietra da credersi comunemente, che qualunque oggetto di divozione, statue, rosarii, medaglie e simili, toccate all'altare di S. Michele, resti benedetto. Palliolo. Il Palliolo fu stimato dagli esageratori essere stato messo dagli Angeli all'Altare di S. Michele, quand'egli consacrò la Grotta che volle a sè dedicata; lo si disse di porpora e ci si ricamò intorno una minuta e meravigliosa leggenda, quasi che fosse disceso dal Cielo. Ma esso non fu altro in sul principio che un velo comune, santificato dal contatto di sante reliquie, velo solito di porsi all'Altare, lorché si dedicava o consacrava: noti già e chiamati nelle vecchie carte Palliola, Brandea, Sanctuaria, Patrocinia. Beneficia; del qual rito, a giorni in cui non ancora si trasferivano e dividevano i Corpi dei Martiri, scrive S. Gregorio a Costantina Augusta (604). Or, i veli imposti alla pietra delle Vestigia, nonchè la Pietra stessa, assunsero simili nomi, e quello specialmente di Benificia; e fin dai primi tempi dell'apparizione fu introdotta la formula de dando beneficio S. Angeli; e ne troviamo precisa parola nel Diurno dei Romani Pontefici scritto a tempi di Gregorio II, circa il 715. Fu poi tanto stimato questo velo o Palliolo deposto sulla Pietra delle Vestigia, che ne fu domandato per la consacrazione dell'Altare di S. Michele in Pescheria in Roma, di San Michele Cuxanense, di S. Michele in pago Virdunensi, e S. Benedetto, con questa preziosa reliquia, inviò S. Mauro in Francia: Palliolo che, come disse il Garnerio 's'imponeva all'altare o Memoria del S. Arcangelo, e si donava a chi ne domandava per divozione'. La Stilla continua ancora, e dai pellegrini si domanda e dagli infermi si beve con gran fervore, e per la fede opera prodigi; la quale oggi si raccoglie anzichè in una conca, come a tempi del Cavalieri, in un pozzetto a soddisfazione dei devoti pellegrini: la quale stilla goccia da più parti del sasso che poscia si raccoglie in uno, nel nominato pozzetto, stato sempre nel medesimo sito. Essa però è acqua che ci filtra dai soprastanti terreni che l'assorbono, massime nella stagion invernale, e per le continue pioggie e per le moltissime nevi; il cui sapore é dell'acqua, e se ti gocciola sopra ti bagna, non già che non bagni, ed ha sapore speciale. Però è sempre una stilla benedetta come che gocciante in una grotta benedetta'. Bonaventura da Sorrento, Michael, trattazione biblica sommatica storica morale utilissima a predicatori e devoti, Napoli, 1892, pp. 259 e ss.