Nella sezione dedicata ad Ernesto Rossi (co-autore con Altiero Spinelli del Manifesto di Ventotene del 1941 ed esecutore testamentario di Gaetano Salvemini, puoi scaricare (e leggere) 2 interventi del Nostro usciti su L'Astrolabio del 25 ottobre 1963.
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Panorama di Vico Garganico.
Panorama di Vico Garganico.
Scendendo a Vico Garganico, vedo per la prima volta le
Vico Garganico.
Vico Garganico.
Isole Diomedee (le Tremiti), sorgenti come da un nimbo di porpora e d'oro su l'alto mare e mi cuoce il desiderio di spingermi fino al lido remoto. Vuole la tradizione che i compagni di Diomede vi fossero trasportati dagli uccelli marittimi che la popolavano, detti da Plinio cataractes (specie di folaghe) - (Immagine)folaga.jpg. Detti uccelli manifestavano grande simpatia per tutti i visitatori di stirpe ellenica che approdavano alle piccole isole.
Laggiù fu relegata da Tiberio, nell'anno settimo di Cristo, Giulia nipote di Augusto e moglie di L. Giulio Paolo, convinta di adulterio. In quella solitudine la povera donna visse vent'anni e in quella solitudine morì. Carlo Magno, per motivi che ci sono ignoti, relegò alle Tremiti, Paolo Warnefrido, più noto
Ischitella - Chiesa di S. Eustacchio.
Ischitella - Chiesa di S. Eustacchio.
col nome di Paolo Diacono, autore della Historia Longobardorum e segretario di Desiderio ultimo re dei Longobardi.
Vico Garganico sorge alla cima di un colle ed è circondata, come Rodi, da ricchi aranceti.
Cagnano Varano - Vecchie case.
Cagnano Varano - Vecchie case.
Circa l'origine sua poco può dirsi. Vincenzo Giuliani e Giuseppe de Leonardis la credono fondata dai superstiti della distrutta Varano; Michelangelo De Grazia propende invece per gli abitanti di un'altra città distrutta: Civita, che sorgeva nel tenimento d' Ischitella. Comunque sia, nulla può stabilirsi con esattezza. Vico Garganico è una cittadina gaia e piacente situata a 425 metri sul livello del mare.
I colli, ricchi di aranceti, di vigne e di olivi, le formano intorno ricca corona. Possiede parecchie case di bell'aspetto e di buona architettura.
Da Vico proseguo per Ischitella e Carpino.
Cagnano Varano - Monelli sulla via, in un'ora di sole.
Cagnano Varano - Monelli sulla via, in un'ora di sole.
Di Ischitella non si ha notizia che nell'anno 1158, allorché fu data in possesso dal papa Adriano al monastero della SS. Trinità di Monte Sacro. Come ho accennato più sopra, nel suo tenimento sorgeva un'antica città detta Civita, della quale si vedono tutt'ora numerosi avanzi. La distruzione di detta città si perde a traverso ai secoli.
Lo scambio della corrispondenza tra le corriere postali de' vari paesi garganici del nord, al trivio Remondato.
Lo scambio della corrispondenza tra le corriere postali de' vari paesi garganici del nord, al trivio Remondato.
Giace Ischitella in posizione amenissima a poche miglia da Rodi.
Carpino, che è senza alcun dubbio il paese più sporco e più selvatico del Gargano, giace sopra un'altura a sei chilometri ad est dal Lago Varano; verso il centro della regioen garganica. L'aria vi è saluberrima.
Il primo ricordo che si abbia di Carpino risale al 1176, allorquando fu dato in dotazione da Guglielmo II a sua moglie Giovanna. Fu feudo dei Della Marra, ad uno dei quali Ferdinando I d'Aragona diede facoltà di poter costringere i natii del paese, unitamente a quelli di Cagnano, a stabilire la loro dimora nei due comuni. Avvenuta la ribellione dei Della Marra, i feudi che appartenevano loro furono dati a Giovanni di Sangro, dal quale passarono successivamente ad altri signori.
San Nicandro - Una via.
San Nicandro - Una via.
Dal paese si scopre la magnifica veduta del lago e del mare; i dintorni sono in parte coltivati, in parte tenuti a bosco ed a pascolo. Gran numero di Carpinesi è dedito alla pastorizia. Solo ogni quindici giorni i guardiani degli armenti tornano al paese a ripulirsi; la maggior parte della loro vita trascorrono fra i silenzi delle altitudini disabitate. Si è dato il caso, e ciò mi venne narrato da un pastore di Rodi, che per vendetta, alcuni Carpinesi scorticassero vari buoi per farsi un paio di cioce.
Noto sul muro, sotto le finestre di moltissime case, tracce indubbie della via più spicciativa che gli abitanti fanno prendere alle immondizie, nessuna esclusa. Per definire certe strade converrebbe usare parole troppo crude. Non so se qualcuno fra i miei lettori potrà capitare laggiù; comunque sia, se qualcuno vi andrà, si tenga per detto che è massima prudenza quella di percorrere le vie cantando o rumoreggiando, in caso diverso può sentirsi subitamente irrorato da un getto di acqua sudicia o giù di li. E parlo per dolorosa esperienza.
Da Carpino proseguo per Cagnano Varano, che è uno fra i paesi meno caratteristici della regione.
La prima memoria che si abbia di Cagnano risale al 1095, quantunque si voglia di origine antichissima. Appartenne ad illustri famiglie normanne, dalle quali passò in seguito e successivamente in possesso di varie nobili famiglie.
Noto sui muri della piazza maggiore, che è vasta e linda, le tracce dell'ultima lotta elettorale: sono manifesti a lettere cubitali in cui ogni iperbole è messa a profitto della buona causa. Leggo esaltazioni che sanno un tantino di grottesco; forse, per l'indole di questo popolo, è necessario il superfluo. Porterò, a chiarire la mia asserzione, qualche esempio: "Il tal dei tali è l'onore del Gargano". "Eleggete ** fonte di dottrina, vaso di elezione". "Vogliamo il trionfo della libera onestà incorruttibile" con quel che segue.
San Nicandro - Il seguito di una processione.
San Nicandro - Il seguito di una processione.
Sarà impressione mia, forse, ma San Nicandro, penultima tappa di questo mio zingaresco pellegrinare, ha, nel suo aspetto complessivo, qualcosa di selvaticamente chiuso che poco attira la simpatia.
Circa la sua origine, alcuni vogliono sia stato fabbricato su le rovine di una antica città detta Collazia; altri, come il Fraccacreta, sostiene che prima di chiamarsi San Nicandro era detto S. Annea, opinione che non regge perché di tale ultimo villaggio si vedono tuttora i ruderi a circa quattro chilometri da San Nicandro. Tali ipotesi ho riportato a titolo di curiosità; la più antica notizia che si abbia sul paese risale all'anno 1095, allorché, unito a Cagnano, Rignano e Castel Pagano, fu concesso dal conte Enrico all'Abbazia di San Giovanni. Il paese, che è situato sulle ultime alture garganiche, conserva parte dell'antico castello.
Scendiamo verso il piano delle Puglie; rieccoci al fuoco. La lentezza della diligenza è incomparabilmente superiore ad ogni esaltata lentezza; va sì adagio che il postiglione, con la lunga frusta, si diverte a dividere a metà le lucertole che lo sogguardano dagli scrimoli dei fossi.
Come vogliono le nostre brenne, fra una lucertola e l'altra, giungiamo a destinazione. Riprendo uno sciarabbà per visitare il convento di Ripalta.

Gargano - Chiesa di Ripalta
Gargano - Chiesa di Ripalta
Gargano - Chiesa di Ripalta
Gargano - Chiesa di Ripalta
Lesina - Abside della chiesa
Lesina - Abside della chiesa

Panorama di Apricena.
Panorama di Apricena.
Fra piccoli colli tenuti in parte a pascolo e in parte coltivati a grano, sorge, sopra un'altura che domina la valle del Fortore, l'antico convento di Ripalta, posseduto ora dall'onorevole Zaccagnino (Immagine)vincenzo-zaccagnino.jpg, che gli ha fatto sorgere intorno numerose e linde abitazioni adibite ai lavoratori de' suoi vasti possedimenti.
Dell'antico convento non si conservano se non due lati della chiesa. Sono di architettura squisita.
La febbre infesta questi luoghi ubertosi.
Ripalta - Il ponte sul Fortore.
Ripalta - Il ponte sul Fortore.
Scendo verso il Fortore ad ammirare l'agile ponte in legno che si lancia fra le due rive deserte. La costruzione non ne è ancora ultimata. Giù, vicino all'acqua gialla, alcuni operai tarantini alzano a ritmiche riprese un grande mazzapicchio; configgono uno degli ultimi pali di rinforzo. In questo silenzio meridiano si ode unicamente la tipica cantilena del più vecchio fra i lavoratori, una cantilena a ritmo che unisce le singole forze in un impeto solo.

Fra un colpo e l'altro del mazzapicchio si ode uguale, continua, dolorosa:

Fatti core ragazzo....
e il legno batte sul legno aspramente:
La vita non è poi brutta....
Tutti dobbiamo morire....
Fatti core ragazzo....

Nella squallida solitudine sento che in quella voce palpita il cuore di tutta l'umanità.

Cagnano Varano - La diligenza.
Cagnano Varano - La diligenza.
Alle falde del Gargano - Verso il Tavoliere.
Alle falde del Gargano - Verso il Tavoliere.