Sto pubblicando tanti appunti presi 'in diretta' oltre 14 anni fa. Mi sono convinto che a S. Marco in Lamis è stato letteralmente scippato un buon ospedale, nonostante la buona volontà di tanti politici locali. Gli anziani ricordano che S. Marco in Lamis aveva, fino a qualche decennio fa, l'ufficio delle imposte, la pretura, la tenenza dei Carabinieri. Quattordici anni fa è toccato all'ospedale. Resta il Liceo, che quanto prima, purtroppo, sarà anch'esso soppresso. Di chi è la colpa? Domanda pertinente ma che richiede una risposta lunga e complessa. Tutto questo web cerca di rispondere a tale domanda: perché S. Marco in Lamis e l'intero Gargano sono scesi così in basso, nonostante le numerose mosche cocchiere, belati e miagolii?

L'Ospedale di San Marco in Lamis - Un esempio di buona sanità
Aggrappato sulle pendici meridionali del Gargano a 550 m di altitudine, l'ospedale di San Marco in Lamis sembra una precisa indicazione per una politica che privilegi l'efficienza e la produttività. E per una programmazione della rete ospedaliera regionale che rifiuti il principio, superficiale ed impopolare, della soppressione o della conversione di tutti i presidi ospedalieri di piccole dimensioni, cioè ospitanti meno di duecento posti letto.
La scelta strategica della Direzione Generale dell'Azienda Sanitaria Locale FG/1 - San Severo - in direzione della valorizzazione del Presidio di San Marco in Lamis, a costi minimi e con risultati assai proficui per la popolazione dell'hinterland, è stata certamente coraggiosa, poiché contrastante con l'opinione corrente tra gli addetti. I quali vedevano un punto in più a favore della soppressione o della trasformazione.
Il Direttore Generale dell'Azienda Sanitaria L. Nilo ha perseverato per oltre tre anni nel suo disegno, fermo nella convinzione che l'ospedale di San Marco in Lamis dovesse svolgere una sua propria funzione assistenziale, ben diversa rispetto allo stesso ospedale pubblico di San Severo.
Così circa tre anni fa fu dato il via a tutta una serie di interventi mirati, tutti in economia, volti ad elevare per quanto necessario le capacità produttive e la qualità dei servizi e prestazioni erogabili nel complesso.
E' stato anzitutto facilitato l'afflusso al presidio e la sua ricettività con interventi sulla segnaletica locale e territoriale, il potenziamento dei servizi di vigilanza e portineria, il rifacimento degli estemi, la migliore organizzazione dei reparti, l'integrazione con i distretti del territorio. Presso i distretti, infatti, si portano regolarmente i sanitari dell'ospedale per offrire prestazioni ambulatoriali agli utenti senza costringerli a spostarsi dalle loro residenze.
Sono stati coperti con valenti professionisti i posti vacanti, in particolare per il primariato di chirurgia e quello di ostetricia e ginecologia.

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