L'Astrolabio n. 18-1970
Sardegna: i due volti del banditismo.
Certo, i banditi sono quelli col fucile. Ma in Sardegna fa pensare al banditismo anche l'uso clientelare e "mafioso" dei centri di potere creati dall'autonomia regionale.

Barbagia: la 'battuta dei carabinieri' - L'Astrolabio del 3 maggio 1970
Barbagia: la 'battuta dei carabinieri' - L'Astrolabio del 3 maggio 1970
Dopo la parentesi pasquale, la commissione parlamentare d'inchiesta sul banditismo sardo ha ripreso le attività. Il senatore Giuseppe Medici, presidente della commissione, sì è incontrato con gli ispettori agricoli e forestali dell'isola e con il presidente dell'Ente di sviluppo (ETFAS), prof. Pampaloni. Il colloquio, di circa tre ore, si è svolto in una sala riservata dell'hotel “Il Faro” nella località turistica di Capo Conte, presso Alghero. La sera precedente, il senatore Medici aveva reso una visita di omaggio al cardinale Sebastiano Baggio, arcivescovo di Cagliari, il quale, a sua volta, era reduce di una visita di ringraziamento a Paolo VI per l'annunciata visita pontificale in Sardegna prevista per il 24 di questo stesso mese. Il massimo riserbo circonda i lavori deila commissione d'inchiesta: la riunione si è svolta con le porte dell'hotel sbarrate; ma.essendo note le competenze degli interlocutori è facile presumere che sono stati esaminati i problemi delle zone ad economia agro-pastorale, le cosiddette "zone interne". Nel corso della giornata, il senatore Medici ha sorvolato in elicottero le Barbagie sotto munita scorta di carabinieri rientrando, senza danni, all'aeroporto di Fertilia.
Alcune indiscrezioni sono trapelate sulle questioni trattate nell'incontro. Si è parlato di redditi, di esigenze produttive, di mercati e delle prospettive di sviluppo della economia agro-pastorale nel contesto della programmazione regionale. Pare comunque che siano stati elusi i problemi di fondo, in particolare la disastrosa politica dell'ETFAS - l'Ente di Trasformazione Fondiaria e Agraria per la Sardegna - presieduto dal prof. Pampaloni, divenuto un mastodontico carrozzone di sottogoverno e messo più volte sotto accusa dai partiti dell'opposizione e dalla stessa stampa indipendente.
Sardegna: Orgosolo - Al pascolo nel Supramonte - L'Astrolabio n. 36-1969
Sardegna: Orgosolo - Al pascolo nel Supramonte - L'Astrolabio n. 36-1969
L'ente sardo di riforma ha connessioni con il fenomeno banditismo delle zone interne non soltanto per le sue responsabilità nel mancato sviluppo delle arcaiche strutture delle locali economie agro-pastorali (che insieme ad altri fattori determinano l'insorgere della criminalità barbaricina), ma anche per i metodi di conduzione e di gestione. Tanto è vero che nel gennaio del 1968, in seguito all'ondata di denunce che giunsero da ogni parte dell'isola, il Consiglio regionale decise di nominare una commissione d'inchiesta sull'ETFAS. Si attribuisce, in quel periodo, all'Ente, uno sperpero di 50 miliardi, oltre i 4 miliardi annui che assorbe dal Ministero per le spese di gestione. "Le voci che corrono sul conto dell'Ente", scrive un periodico sassarese, "sono tutt'altro che rassicuranti. Pare che esso viva alla giornata e che i finanziamenti governativi non sarebbero neppure sufficienti a coprire le spese di gestione, per cui l'ETFAS sarebbe esposto presso le banche per somme notevoli, dell'ordine di miliardi. Nel campo della riforma e delle trasformazioni è ormai pressoché inoperante da anni... La situazione caotica e mortificante in cui si trovano numerosi dipendenti, tecnici o amministrativi, non è esplosa all'esterno con sufficiente clamore per la preoccupazione di perdere il posto e per quel senso di omertà che è una delle caratteristiche date all'ETFAS dai dirigenti politici che lo hanno guidato. I rapporti con gli assegnatari sono generalmente pessimi e i vari capi-centro assomigliano più ai gabellotti siciliani che a tecnici che dovrebbero aiutare le famiglie contadine che fanno una vita di stenti e di sacrificio... Ora, di fronte alla inchiesta decisa dal Consiglio, i più preoccupati sono gli esponenti politici della DC che hanno utilizzato l'Ente e le sue strutture per vincere le battaglie interne di partito e quelle elettorali.. Siamo del resto a conoscenza che da varie parti si sta raccogliendo materiale, documenti e testimonianze che dovrebbero essere sufficienti a provocare una inchiesta della Magistratura sull'Ente e la sua gestione passata e presente, per cui l'indagine del Consiglio potrebbe apparire, anche ai più direttamente interessati, il male minore...”.
Sardegna: Orgosolo - La protesta contro le manovre militari - L'Astrolabio 36-1969
Sardegna: Orgosolo - La protesta contro le manovre militari - L'Astrolabio 36-1969
Più dettagliatamente, sono questi alcuni dei pesanti addebiti che dal 1951 ad oggi vengono mossi dall'Ente di riforma:
1) L'ETFAS è un grosso centro di potere economico e politico della DC sarda; in soli dieci anni ha creato 2 consiglieri regionali (Giagu e Serra), un deputato (Carlo Molè), un senatore (Pietro Pala), e inoltre ha dato una piattaforma elettorale ad un sottosegretario (Francesco Cossiga) e a un presidente della Regione (Paolo Dettori). Negli stessi anni sono oltre 100 i miliardi spesi, e una parte cospicua andrebbe cercata nei bilanci del fondo assegnato all'Ufficio Stampa e Propaganda, L'allegra gestione ETFAS è divenuta proverbiale in Sardegna: gli alti funzionari percepiscono stipendi favolosi standosene a far politica dietro lussuose scrivanie; i quadri subalterni sono occupati di norma da personale che si è distinto in galoppinaggio elettorale. Si parla di 400 tra impiegati e alti funzionarì assunti "per chiamata" dal presidente Pampaloni senza l'autorizzazione del Ministero e retribuiti con artifici e in violazione delle leggi.
2) L'ETFAS è inattivo e pieno di debiti. In quasi venti anni di attività ha contribuito a dissestare l'economia agricola della Sardegna programmando le "riforme" all'insegna dell'incompetenza e della improvvisazione. In una inchiesta sulla maggiore azienda agricola della Sardegna, un periodico di Cagliari, nel luglio del '63, scriveva: "Arborea è feudo di un connubio di reazionari: il clero (i salesiani), la DC (i Covacivich e i Marras), la SBS (i padroni del vapore isolano) e l'ETFAS (la buona programmazione tradita). I risultati di un tale ibrido potere sono ovvi. L'ETFAS confonde programmi di lavoro con fortunose vicende di onorevoli... intanto le case coloniche ed i campi restano deserti e abbandonati. I centri di Linnas, Pompongias e Torre Vecchia possono già cancellarsi dalle carte geografiche. La popolazione agricola da 5.000 abitanti è scesa a poco più di 3.000...”.
Sardegna: Blocco stradale ad Orune - L'Astrolabio 36-1969
Sardegna: Blocco stradale ad Orune - L'Astrolabio 36-1969
In un'altra inchiesta dello stesso anno, la rivista Sardegna Oggi scrive: “Il patrimonio zootecnico (isolano) è passato dai 3 milioni e 500 mila capi ovini di prima della guerra a meno di 2 milioni e mezzo nel 1958. Sarebbe stato sufficiente, per incrementare il settore dell'allevamento, fare quelle trasformazioni che altrove giù si sono fatte: pascoli irrigui, stalle e silos, cooperative per la lavorazione e il commercio dei prodotti e una serie di norme per assicurarne il buon funzionamento e proteggere gli allevatori dalle speculazioni degli industriali. Si sono invece sperperati con l'ETFAS miliardi per trasformare in seminativi terreni tradizionalmente riservati al pascolo, dove le rese a grano non arrivano ai 10 quintali per ettaro, contro la media nazionale del 23,7 che pure risulta insufficiente a coprire le spese di produzione. L'ETFAS, che doveva con i suoi notevoli mezzi a disposizione sollevare il tono dell'economia agricola, ne ha invece aggravato la già precaria situazione, e quel che è peggio ha fatto odiare la terra al contadino. L'Ente doveva dimostrare la bontà e l'utilità dell'impiego di moderne tecniche agricole: il suo fallimento ha dato ragione ai proprietari terrieri assenteisti e sfruttatori. Anche a non voler dire della corrotta amministrazione dell'Ente - viziata da clientelismo e politicismo deteriore - è sufficiente rilevare alcune sue assurde intraprese, quale la bonifica di alcune zone pietrose sull'altipiano di Buddusò seminate a grano, dove a malapena potevano pascolare capre o potevano aprirsi cave di granito; quale la bonifica (si fa per dire) dell'Oristanese, dove sono stati messi a dimora numerosi ettari di meli, in una zona dove, è risaputo, tali colture allignano, possono anche fiorire, ma non fruttificano Gli assegnatari e i quotisti delle zona citate, allettati in un primo tempo da sgravi fiscali e da contributi, dopo aver resistito qualche anno, quando hanno dovuto cominciare a pagare essi i conti della riforma, hanno lasciato casa e podere e sono tornati a fare il bracciante all'agrario o dietro le pecore quando non hanno preso la triste via dell' “emigrazione”.
La commissione d'inchiesta sull'ETFAS nominata dal Parlamento sardo il 24 gennaio del 1968 ebbe vita breve. Quando cominciarono a venire a galla le prime magagne, il governo di Roma, - non si sa bene se quello di Moro prima di tirare le cuoia o quello di Leone ancor prima di ricevere la fiducia del Parlamento - nel mese di maggio, impugnò "l'atto del Consiglio regionale..., nonché gli eventuali altri atti connessi e conseguenziali". Eppure esiste un articolo, il 33, del Regolamento interno del Consiglio che consente allo stesso di “costituire Commissioni speciali per particolari problemi”.
Sardegna: le donne di Pratobello - L'Astrolabio del 3 maggio 1970
Sardegna: le donne di Pratobello - L'Astrolabio del 3 maggio 1970
È improbabile che il senatore Medici, presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul banditismo sardo, in sole tre ore di colloquio con gli alti funzionar del settore Agricoltura, in una sala di un hotel d'élite, abbia potuto conoscere punto per punto le vicende dell'Ente di trasformazione. Se il senatore Medici e gli onorevoli membri della Commissione desiderano farsi edotti sui fenomeni di “banditismo” diffusi in Sardegna dovrebbero - a nostro modesto avviso - guardare anche un poco al di fuori del Supramonte orgolese.
Ugo Dessy