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Gargano mio, ti scrivo questa lettera
per farti comprendere che, dal giorno
in cui son partito, mi vieni sempre in sogno
come viene in sogno al fidanzato la fidanzata,
come viene in sogno al figlio la mamma.
Sogno di trovarmi, come prima,
in mezzo alla 'Palude' e, se mi credi,
ti dico pure che sento suonare
la campana della chiesa di Sant'Antonio
e, quando ascolto quella voce santa,
che posso fare! mi viene un groppo alla gola
che solo chi è emigrante può comprendere.
Ti scrivo sempre, ma tutte le lettere
non te le imbuco, ché pesano assai,
e il postino si metterebbe a ridere
se gli dicessi che desidero mandare
una lettera al giorno ad una Montagna.
Lo devi compatire: è americano nato
e non comprende che sei migliore tu
di tutti quelli che hanno studiato.
Dunque, Gargano mio, Gargano bello,
ti scrivo questa lettera per dirti
che, dopo quarant'anni d'America,
una cosa sola è certa: quasi quasi
mi sembra che non sono nemmeno partito
e che quel bastimento l'ho sognato
o visto dentro i libri della scuola.
Ma poi ci penso e mi accorgo che faccio
peccato se ti dico una bugia:
su quel bastimento ci sono stato,
su questa terra sono anche sbarcato,
e tre quarti di vita sono passati.
In ogni lettera che ti ho scritto
e poi non ho imbucato, quante volte
ti ho detto in confidenza come trascorro
in questa terra la giornata mia.
Embé, ora te lo dico un'altra volta.
Lavoro come tutti quanti gli altri,
ma gli altri si riposano contenti;
invece io mi faccio queste domande:
'Perché sono nato? perché sono partito?
perché non sono rimasto anch'io
sopra quel bel Monte rifiorito?'
Gargano mio, altro che dormire!
Penso a quelle stelle folte folte e belle
e tutte quante mi sembrano fatte
a forma di un bastimento pieno
di poveri emigranti come me...
Lo vedi, lo vedi, che ora mi viene il pianto
come quel giorno nel porto di Napoli?
E allora è meglio che mi fermi qui...
Non mi prolungo... Intanto tu salutami
tutte le strade del paese mio,
anche gli appartamenti ricchi e belli
che si sono costruiti tutti quanti,
e - requiem aeternam - alle cappelle,
ah, alle cappelle del camposanto
dove quella santa di Mamma Lucia
sta sepolta con la corona in mano...
Cara Montagna mia, questi due baci,
uno è per lei, l'altro è per te.
Con tanto affetto e amore, Tusiani.
(Traduzione di Tommaso Nardella)

 

Il vallone nel quale si trova S. Marco in Lamis, paese natale di Joseph Tusiani.
Il vallone nel quale si trova S. Marco in Lamis, paese natale di Joseph Tusiani.


Canto eseguito dal Gruppo 'Festa Farina & Folk'

Foto del poeta e scrittore sammarchese Joseph Tusiani.
Foto del poeta e scrittore sammarchese Joseph Tusiani.

Primavera sul Gargano
Primavera sul Gargano

L'ingresso del cimitero di S. Marco in Lamis.
L'ingresso del cimitero di S. Marco in Lamis.