Veduta invernale della valle dello Starale, dove si trova S. Marco in Lamis. La strada (attuale S.S. 272) fu costruita negli anni '20 del '900.
Veduta invernale della valle dello Starale, dove si trova S. Marco in Lamis. La strada (attuale S.S. 272) fu costruita negli anni '20 del '900.
Tre sono le principali strade esterne di questa Terra. La prima al Sud, che guida a Foggia; la seconda all'Ovest, che guida a Stignano; e la terza all'Est, che guida a S. Matteo. Niente dirò della prima; perché da S. Marco sino al principio della Valle di Vituro ella non è punto disagevole. Dirò solo delle altre due, le quali essendo in pessimo stato, sono pericolose assai e pe' viandanti, e per le vetture cariche.
Adunque da S. Marco sino a Stignano del continuo si scende. La strada, che oggigiorno si calca, è fabbricata alla falda dell'eccelsa ed aspra montagna esposta al Sud. Essa ha delle serpentine direzioni; giacché ne' piani inclinati tali direzioni sfuggir non si possono. In parecchi tratti ha delle ripide e sdrucciolevoli discese, ed in parecchi altri è affatto orizzontale.
Imbocco della valle di Vituro. Si nota il vecchio sentiero che era percorso giornalmente da coloro che si recavano a Foggia o, comunque, nel Tavoliere.
Imbocco della valle di Vituro. Si nota il vecchio sentiero che era percorso giornalmente da coloro che si recavano a Foggia o, comunque, nel Tavoliere.
Essendo il canale di questa profonda valle da due lunghe ed erte montagne contenuto, perciò il profondissimo dirupo alla sinistra fa veramente del raccapriccio in certi luoghi, ne' quali formar dovrebbonsi de' ripari. In certi siti essendo essa fatta in terreno argilloso, è perciò di poca durata. Imperciocché, essendo tagliato verticalmente il piano inclinato, manca perciò l'appoggio, ed il puntello al soprastante terreno, il quale spinto dalla gravità relativa, impegnasi del continuo a calare. Diffatti cala, e ricuopre la strada, appena superata la coerenza, che ha coll'altro terreno soprappostoli.
Vecchia abitazione all'imbocco della valle di Vituro, venendo da S. Marco in Lamis. E' ancora abitata.
Vecchia abitazione all'imbocco della valle di Vituro, venendo da S. Marco in Lamis. E' ancora abitata.
Ad un tal male rimediar potrebbesi con de' muri; giacché solo i muri resister possono al peso verticale. E cedendo i muri, dovrebbonsi tosto o risarcire, o ricostruire. La strada in detti siti argillosi è stretta assai, e ristretta l'hanno i possessori delle vigne con riportar le siepi a costo alla selciata. Essendo tali siepi d'impedimento, d'incomodo, e di pericolo, ordinar dovrebbesi, che i possessori delle vigne le tagliassero e le ripulissero. Preceda al privato il pubblico vantaggio.
Veduta del convento di San Matteo. La foto è anteriore al 1927, anno del rifacimento della facciata, che presenta l'aspetto attuale.
Veduta del convento di San Matteo. La foto è anteriore al 1927, anno del rifacimento della facciata, che presenta l'aspetto attuale.
La strada poi, che dall'abitato guida a S. Matteo, dividesi in due, le quali vanno finalmente ad unirsi in quel punto, dove termina il castagneto. La strada a destra è impraticabile nel verno; perché il suolo vi è argilloso, saponaceo, sdrucciolevole. Questa dunque si calca solo nella state, rendendosi allora l'argilla pel calorico del Sole forte, tenace, compatta. La strada a sinistra poi si calca d'inverno; ma essa ritrovasi in pessimo stato sì per mancanza di risarcimento, e sì ancora perch'è stata malamente fatta.
Essendo questa strada sinistra in un suolo piano, e pianeggiante, potrebbe certamente costruirvisi un'ottima strada. Primamente, le strade nelle pianure sono di gran lunga permanenti. Imperciocché essendo la materia diretta ad un quasi perfetto perpendicolo al centro della Terra, stabile è il terreno delle pianure, e quindi stabile anche la base delle strade. Secondamente nelle pianure non ci ha soprastante materia, che le strade ricoprir possa.
Vista panoramica della valle dello Starale. Si notano molto bene la strada del fondovalle e, a sinistra, la cosiddetta 'strada panoramica'.
Vista panoramica della valle dello Starale. Si notano molto bene la strada del fondovalle e, a sinistra, la cosiddetta 'strada panoramica'.
Finalmente in tai luoghi le strade sono della minor spesa possibile. Or in questa strada sinistra vi hanno de' tratti pietrosi, e de' tratti argillosi. I primi non debbono che spianarsi, e negli altri vuoi costruirsi la strada nel seguente modo.
I. Si faccia la strada di grossi sassi ben commessi: questi sassi sieno quadrati, e non a punta di diamanti; giacché essendo tali, devono necessariamente avvallare ogni volta che il peso gli graviti sopra: e si piantino sul terreno dopo che è bene assodato.
II. Si ricuoprano di arena i sassi. Serve l'arena a riempire i vuoti, che restano tra sasso e sasso, quando sieno a secco; e se sono in calcina, serve a mantener fresca la medesima, e ripara al dilavamento delle acque.
III. Si ricuopra il tutto di ghiaja, o renone, e si calchi per assodarvelo.
IV. Dall'una, e dall'altra parte si pianti una pedana, ossia marciapiede. I marciapiedi sono utili e necessarj. Primamente, essendovi i marciapiedi, i pedoni passando sopra di essi, risparmiano la strada; il che la rende più durevole. E secondamente, giovano ai pedoni, allorché vi stagnano le acque.
V. Finalmente facciasi la strada dall'entrata di Primavera sino a tutto Ottobre.
Il fondovalle dello Starale dove si trova San Marco in Lamis. La strada vi fu costruita negli anni '20 del '900
Il fondovalle dello Starale dove si trova San Marco in Lamis. La strada vi fu costruita negli anni '20 del '900
Si farà ella la strada sul cominciar del verno? Ella si guasterà prima che sia terminata. Imperciocché S. Marco in Lamis è nel Gargano il paese della neve, e de' diacci. Or il diaccio un celere guasto darà certamente alla novella strada. Diffatti ne fanno sapere i Fisici, che nell'atto che l'acqua si congela, il suo volume si dilata considerabilmente: che quindi l'acqua ridotta in diaccio occupa maggior volume dell'acqua fluida: e che la forza espansiva del diaccio equivale a quella di 27720 libbre. E quindi s'intende perché le caraffe di vetro piene d'acqua, ed otturate, sogliono tutte crepolarsi quante volte l'acqua vi si addiaccia al di dentro. Quindi s'intende ancora il celebre esperimento di Hugenio, il quale avendo ripiena d'acqua una canna d'archibuso, serrata poscia col mezzo d'una salda vite, e con piombo fuso sovrapposto; ed avendola esposta al freddo d'un'asprissima notte d'inverno, ritrovò essere stato sì violento l'impeto, onde l'acqua si dilatò convertendosi in ghiaccio, che la canna ne fu infranta notabilmente con uno scoppio sensibilissimo. Quindi finalmente s'intende perché il tronco degli alberi si spezza, e si divide con istrepito quando il succhio si gela; e perché si fendono le pietre al momento, che l'acqua, di cui esse sono impregnate, passa allo stato di ghiaccio.
Vecchia veduta del piazzale antistante il convento di san Matteo
Vecchia veduta del piazzale antistante il convento di san Matteo
Poste tali verità fisiche, e poste tali decisive esperienze, io ripeto, che se la strada, di cui favellasi, si farà nel verno, essa tosto guasterassi. In quella stagione i sassi, e tutti gli altri materiali della strada, sono certamente di acqua impregnati. Quindi esposti essi allora ad una freddissima temperatura, l'acqua, che interposta ritrovasi nella loro sostanza, si congelerà, cioè si espanderà; essi si fenderanno, e la strada guasterassi. Facciasi dunque col detto metodo la strada nell'ultimo tratto, e questo siccome oggi è pericoloso pe' viatori, allora sarà il più sicuro alla vita dell'uomo.
Questa strada non essendo rotabile, non può certamente esser consumata dall'atrito delle ruote. Essa dunque può esser consumata e dalle acque, e dal calpestio degli uomini, e delle bestie. Quindi cominciando a guastarsi, si faccian subito gli occorrenti risarcimenti. Ma quivi prima si aspetta, che le strade divengano impraticabili, e poi fannosi i risarcimenti. Questa è una spensieratezza lesiva dell'interesse del Pubblico. I risarcimenti sono tanto men dispendiosi, quanto più sono solleciti; e sono tanto più costosi, quanto più si ritarda a farli. Una buca di mezzo braccio, che oggi si risarcisce con un tari, domani sarà forse di due braccia per la scioltura, ed in conseguenza di quadruplo importare. Facciansi dunque i risarcimenti, subito che il bisogno se ne scuopra. L'indugiare a fargli porta sempre aumento di spesa.
Veduta della valle di Stignano nel tratto San Marco in Lamis-S. Severo.
Veduta della valle di Stignano nel tratto San Marco in Lamis-S. Severo.
Dal punto della convergenza delle due descritte strade si va a S. Matteo per una sola strada. Or in detto punto evvi un piano quasi perfetto, dove le acque piovano stagnando per mancanza di scolo, la strada riesce assai incomoda per gli uomini, e per le bestie. Dovrebbe dunque farsi in tal luogo una selciata forte ben collegata, ed a schiena.
Dal termine del detto piano sino alla radice del colle, su cui giace il Convento di S. Matteo, vi hanno de' tratti di Strada, che pel commodo de' passeggieri vorrebbon esser risarciti. Dalla radice del colle poi sino al Convento evvi una breve, ma ripida erta. Le vetture cariche la sormontano a gravi stenti, e gli uomini tardamente, e sempre prendendo fiato.
Gli Astronomi portano la Filosofia spasseggiando per la Via Lattea del cielo; io la porto peregrinando per le pericolose vie del Gargano. A me sembra, che la peregrinazione garganica sia più utile dello spasseggio celeste. La peregrinazione ha per oggetto la sicurezza e l'agio de' viandanti, ed il facile trasporto delle derrate, e l'accrescimento del commercio. Ma qual è l'oggetto dello spasseggio? Non si deve occupar la Filosofia tanto lontano da noi.