Un orto con coltivazione di cavoli cappucci
Un orto con coltivazione di cavoli cappucci
Molto verdume si coltiva qui. Abbonda di cavoli cappucci il loro bosco, dove si seminano pure broccoli bianchi, i quali nella state sono sì grossi, e sì saporiti, che non so se han pari per tutto il Regno. Nel circondario della Terra poi vi hanno eccellenti ortaggi.
Coltivazione di fave
Coltivazione di fave
Andiamo un'altra volta a Vico. In quella popolosa Terra non si coltivano né erbe d'insalata, né foglie di sovratavola, né altri vegetabili per minestra. Vergogna grande è questa: giacché evvi molto verdume in S.Giovanrotondo, dove la scarsezza dell'acqua è tale, che nella state giunge la gente a bere le putride del prossimo Lago; e non ve ne ha pressoché niente a Vico, dove vi è una gran copia di sorgenti d'acque dolci. Quindi i Vichesi moltissimo denaro cacciano pel verdume, che loro viene da Monte Santangelo, da Viesti, e massime da Ischitella.
Or perché non si coltiva a Vico il verdume? Perché non si ha gusto per la tavola. Ma già taluni cominciano a coltivarlo ne' loro poderi per uso proprio.
Ritorniamo a S. Giovanrotondo.
Cipolle dette anche 'sponsali'
Cipolle dette anche 'sponsali'
Mazzo di aglio
Mazzo di aglio
Qui, come in tutte le altre popolazioni del Gargano, il cibo del basso popolo è pressoché sempre pane, cipolle, ed aglio. Or la coltivazione di tali piante bulbose è qui poca cosa; trovandosi costretta la popolazione d'acquistarne d'anno in anno per ducati assai da Barletta, e da Manfredonia. Dovrebbesi una tale coltivazione introdurvisi per mantener robusti e vegeti gl'individui. I Sangiovannari sono nella state in necessità d'attinger l'acqua o dai loro serbatoj fangosi, o dal loro Lago impaludato.
Or io porto opinione, che l'uso della cipolla, e dell'aglio corregga in parte la mala qualità di tali acque. Molte popolazioni della Morlacchia bevono nella state acque fangose, eppure in quella contrada vi hanno vecchi fortissimi, e verdi.
L'intrepido Abate Fortis (NOTA) pende, contra il sentimento de' partigiani d'Orazio, a darne una parte di merito anche all'aglio. Ma diciamo di altre qualità di cotali mordicanti e saporosi vegetabili, perniciosi agli stomachi gentili, ed utili ai robusti contadini.


Legumi secchi
Legumi secchi
Primieramente, le frutta immature sogliono, mercé il loro acido astringente ristringere i solidi, e congelare i fluidi del corpo umano. Quindi i contadini allargando molto la mano nel cibarsi di tali frutta, essi andranno infallantemente sottoposti a tutti que' morbi, che dalla coesione troppo accresciuta degli umori dipendono, cioè alle ostruzioni, infiammazioni, ascessi, tumori di diversa natura, ed a mille altri morbi. Ma poiché eglino mangiano giornalmente, aglio e cipolle, e con aglio e cipolle sogliono ordinariamente condire le loro vivande, perciò vanno in generale esenti dalle dette malattie. Imperciocché cotali usitatissimi vegetabili hanno la virtù di ridonare al sangue la convenevole scioltezza, e fluidità, ed ai solidi i tuoni, e le giuste consonanze.
Pagnotta di pane di San Marco in Lamis
Pagnotta di pane di San Marco in Lamis
Secondamente, l'uso smodato de' legumi produce i ruggiti del ventre inferiore, la colica, i borbotti. Or i contadini non alimentandosi che di legumi, essi devono a tali morbi andare infallantemente soggetti. Ma poiché l'aglio, e le cipolle provocano la traspirazione, e rinforzano la digestione, perciò i contadini vengon di rado assaliti da' descritti mali.
Generose libagioni
Generose libagioni
Terzamente, alle larghe bevande de' potenti e fumosi vini succedon bene spesso il delirio, l'obblivione, la sonnolenza, la paralisi, l'apoplessia, la morte. Ora i contadini ne' giorni festivi non tracannano essi in quantità smoderata vino generoso e potente? Ma buon per essi, che l'aglio, e le cipolle valevoli sono a rimuovere, o almeno a mitigare i pessimi effetti del vino.
Finalmente, si crede comunemente, che l'aglio sia un presentaneo rimedio molto appropriato per impedire non meno la putrefazione de' corpi, che l'influenza delle malattie contagiose. Il perché esso viene nobilitato dagli elogj de' più sagaci Medici; ed il perché Galeno (NOTA) lo appellò la Teriaca de' Contadini. Quindi essendo tali le qualità degli aglj, delle cipolle, e de' porri, certo che non meriterebbe derisione e biasimo, chi proponesse d'invitar con premj i S. Giovannari a coltivare in grande questi prodotti, tanto per conservare la salute dell'utile bracciale, quanto per risparmiare somme considerabili.