Copertina del volume I della Fisica Appula
Copertina del volume I della Fisica Appula
Quasi a conclusione delle celebrazioni per il Primo Centenario dell'Unificazione della Provincia di San Michele Arcangelo dei Frati Minori di Puglia e Molise (1899-1999), vede la luce questa ristampa de La Fisica Appula di Padre Michelangelo Manicone da Vico Garganico.

P. Michelangelo ha vissuto un secolo prima di quell'evento, ma la riscoperta e la ripresentazione del­la sua figura e della sua opera ben si colloca nell'im­pegno della nostra Provincia a recuperare la Memoria, nella consapevolezza che, solo se fondata sulla solida base del vissuto e delle conquiste di chi ci ha precedu­to, ogni ripresa di un nuovo cammino non rischia di vanificarsi nell’elaborazione di ulteriori e spesso utopici traguardi fatalmente irraggiungibili.
P. Manicone rappresenta un singolare punto di riferimento per la particolare versatilità della Sua personalità. Non fu solo uno del primi naturalisti locali nel vero senso della parola, un rigoroso applicatore del metodo sperimentale galileiano, ma anche Lettore di filosofia e di Teologia, solitario contemplatore che sa­peva alternare all'insegnamento e alla predicazione le sue peregrinazioni per gli spaziosi campi appuli, per le scoscese rupi garganiche. Fu uomo estroso, ma anche prati­co, per cui fu più volte coinvolto in ruoli di governo dei Conventi e della stessa Provincia, ricoprendo gli incarichi di Guardiano, Definitore, Custode e Ministro provinciale.
La presente ristampa, oltre a rappresentare un indiscutibile contributo alla divulgazione della lettera­tura scientifica locale, ci offre l'opportunità di evidenziare, se ancora ce ne fosse bisogno, lo spirito peculia­re dei figli del Poverello di Assisi, di cui Padre Miche­langelo è uno tra i più autentici esponenti. Il vero francescano non concepisce la vita religiosa come fuga mundi, ma come una nuova relazionalità con il Signore e cun tutte le sue creature, generata da quell’atteggiamento di benevolenza e di naturale, se non istintiva simpatia di Colui che volle lodare il Signore per sora matre Terra, la quale ne sostenta e governa, e produce diversi fructi con coloriti fiori ed erba.
La passione per la fisica, la geografia, la naturali­stica, la mineralogia, gli usi ei costumi del suo territo­rio non distolsero Padre Michelangelo dalla sua voca­zione alla perfezione e alla beatitudine in un radicale rapporto con Dio, perché, nella visione della fede cri­stiana e della spiritualità francescana, le realtà create non rappresentano un ostacolo per la tensione mistica ma, addirittura, possono rafforzarla, perché sempre e comunque dell’Altissimo portano significatione. In defi­nitiva cantare la bellezza del creato è sempre per il cri­stiano eil vero frate minore cantare labellezza del Creatore.
E' oggi l'uomo postmoderno - esaurite le innumerevoli vie percorse dalla ragione umana nella ricerca del segreto dell'esistenza, il cui esito nichilista sta spe­gnendo anche i più esili richiami della nostalgia della Beatitudine - sembra non abbia altra speranza che il percorso estetico, che comporta un autentico atteggia­mento contemplativo. Dovendo parlare di Dio alle soglie del grande Giubileo del 2000, il Cardinale Martini non ha trovato via più efficace che quella di risponde­re alla domanda che Dostoevskij, nel suo romanzo L'idiota, pone sulle labbra dell'ateo Ippolit al principe Myskin: Quale bellezza salverà il mondo? (Approfondisci, ndr)
L'esempio dell'armonico atteggiamento di France­sco d'Assisi nei confronti della natura che certamente ha ispirato e guidato Padre Michelangelo nelle sue ri­cerche non solo ci può salvaguardare da illusorie po­sizioni neopanteistiche e immanentistiche veicolate dalle nuove spiritualità alla New Age, ma rappresenta anche una forte ed efficace provocazione a fare con più impegno ognuno la nostra parte, nel porre freno allo scempio prodotto da uno sviluppo insostenibile che rischia di innescare nel nostro ecosistema squilibri tali da minacciare la sopravvivenza dello stesso gene­re umano.
A nome dell'intera Provincia minoritica, esprimo la più profonda gratitudine all'Ente Parco Nazionale del Gargano, senza il cui rilevante contributo non sa­rebbe stato possibile realizzare questa operazione.
Fr. Pietro Carfagna, ofm
ministro provinciale