Titolo: Note sulla città di S. Marco in Lamis
Anno: fine ‘800 - Archivio diocesano di Foggia
Descrizione: misure cm 15 x 21, quaderno di 36 facciate scritto a matita.
Brevi note: Un anonimo in un quaderno con il titolo di 'Note' fa la descrizione della città di San Marco in Lamis, delle abitudini, degli usi, delle attività agricole e artigianali e di altre notizie senza fare però nessun riferimento a problemi politici e risvolti umani. Il quaderno è in corso di stampa con brevi note.
Testo

La città di San Marco in Lamis è nata all’ombra dell’abbazia di San Giovanni in Lamis ora convento di San Matteo erano fedeli vassalli dei monaci e fu ampliata con la venuta degli abitanti di Arpi dopo che fu distrutta. Essendo sulla strada dei pellegrini per Monte Sant’Angelo fu aumentata di abitanti perché molti rimasero in questo posto. Il legame era forte con l’abbazia e i monaci svolgevano autorità civile e religiosa sugli abitanti… C’era uno ospedale dedicato a San Michele che aveva rendite proprie destinate dall’Abate… Per il continuo passare dei pellegrini c’è stato sempre un riversare di fede e di moneta sulla gente che ha sempre riposto in S. Michele la fede e la carità…
La collegiata è ben arredata e fornita di paramenti sacri per tutte le funzioni, conserva pure paramenti degli abati e anche il pastorale e la mitra degli abati.
Del tempo degli abati conserva molta documentazione e pure dei quadri. La sacrestia è ampia e ordinata, il coro è ben tenuto e nuovo. Ha quattro campane.
La confraternita del Sacramento ha tutto il direttorio e rendite adeguate per lo svolgimento delle sue attività, ha il patronato sull’altare della Madonna e di San Michele. Nella confraternita sono iscritti pure coloro che sono della pia unione dell’Immacolata che fanno istruzione ai piccoli sia della dottrina che di leggere e far di conto, che la compagnia di San Michele che vanno ogni anno a Monte Sant’Angelo per fare il pellegrinaggio a maggio e svolgono tutte le funzioni di culto presso l’altare di San Michele e pagano tutte le spese di ufficiatura…
La succursale di Sant’Antonio Abbate è parrocchiale con parroco del capitolo senza stola nera… La confraternita del Carmine ha tutto il direttorio e rendite adeguate per lo svolgimento delle sue attività, ha il patronato sull’altare del Carmine. Nella confraternita sono iscritti pure coloro che militano sotto il Preziosissimo sangue di Gesù Cristo, che preparano le quarantore per il sacro cuore di Gesù e che svolgono l’antico pellegrinaggio a Monte per venerare San Michele, hanno il patronato sull’altare di San Michele presso la chiesa di Santa Chiara per antica usanza. Ha subito restauri da pochi anni a spese della confraternita.
La vicaria curata di San Bernardino è curata da un delegato del capitolo, costruita sulla vecchia taverna abbaziale che ha ospitato il santo di Siena che ha fatto alcuni miracoli… La confraternita di Maria Bambina che ha tutto il direttorio e paga tutte le spese di sua spettanza. Ha in patronato l’altare di Maria Bambina e l’altare di San Michele dove celebra 30 messe piane e 10 cantate per gli ascritti, sotto il direttorio si trova pure la compagnia dell’angelo che oltre a pregare nelle feste di San Michele va in pellegrinaggio a Monte Sant’Angelo nel mese di settembre e organizza pure l’assistenza ai poveri del quartiere distribuendo pane e vestiti che vengono raccolti durante le feste di Natale…
Il convento di Stignano era famoso per la sua farmacia a favore di poveri e dei pellegrini…
Le taverne sono tre per ospitare i forastieri di passaggio. Li monaci di San Matteo e di Stignano fanno dormire i pellegrini in locali sempre aditi a simili uso sia durante le feste che nei mesi di maggio e settembre, e per loro comodo c’è un frate laico addetto. Li locali delle Grazie servono pure a questo scopo…