Il Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria (in inglese European Financial Stability Facility, Efsf) è stato creato dai paesi dell’area dell’Euro e dovrebbe servire ai paesi membri in stato di sofferenza finanziaria, a riacquistare titoli del loro debito pubblico ad interessi più bassi.

Ombrello di salvatggio dei paesi europei
Ombrello di salvatggio dei paesi europei

Il fondo, creato da FMI  e BCE (Banca Centrale Europea), dotato di 440 miliardi di Euro (200 miliardi devono garantire la Tripla A del rating dell’Efsf),'quindi riuscirebbe solo a fare fronte - dopo quelle di Grecia e Irlanda – a un’altra bancarotta di un paese piccolo come il Portogallo. Per la Spagna (e per l’Italia, che subirebbe l’onda d’urto di un altro smottamento finanziario) le linee di difesa sono sguarnite. Quindi si parla di aumentare la dotazione dell’Efsf addirittura fino a duemila miliardi di euro'.
In un sondaggio condotto da Bloomberg (il quarterly Global Poll) tra 1.000  investitori, trader ed analisti abbonati a questa agenzia di informazioni economiche, il 59% afferma che entro il 2016 almeno un paese, tra i componenti, uscirà dall’Euro. Il 53% afferma che entro questa data la Grecia e l’Irlanda saranno fallite.
Anche nel 2011 la grave crisi finanziaria non sembra avere fine, anzi tende a peggiorare.
La crisi della Grecia, tamponata nel maggio 2010, non ha avuto sbocchi positivi ed ha innescato ulteriori attacchi ai paesi denominati con l’acronimo PIGS (Portogallo, Irlanda, Grecia, Spagna).
Come da molti ritenuto il destino della Grecia sembra già segnato. Le rigorose azioni di contenimento della spesa pubblica, imposte dall’Europa in cambio di aiuti finanziari e pagate dai ceti popolari e medi, hanno dato origine ad imponenti azioni di protesta.
'Il rendimento dei titoli greci a dieci anni viaggia intorno all’11,38% (gli omologhi tedeschi stanno sotto al 3), mentre il costo di assicurazione dei crediti vantati con Atene si colloca ormai a 885 punti base (885 mila dollari per assicurarne 10 milioni")'.
I Greci hanno ricevuto, fino al 23 gennaio 2011, un pacchetto di aiuti di 110 miliardi di Euro. La stretta nella spese statali è stata feroce. Ma questo non ha portato alcun giovamento, anzi entro il 2014 il debito statale ammonterà al 165% del prodotto interno lordo.
Esponenti dell'Unione Europea avrebbero preso in considerazione la possibilità di estendere a 30 anni i prestiti a Grecia e Irlanda.
Anche l’Irlanda è una malata grave a rischio di default.
'Il governo di Dublino a dicembre ha annunciato tagli alla spesa e aumenti fiscali per una finanziaria da 6 miliardi di euro. La stima di ottobre della Banca centrale irlandese era invece fondata su una finanziaria di 3 miliardi di euro. Dublino punta a riportare entro il 2014 il deficit di bilancio sotto il 3% del Pil dal 12% dell'anno scorso. Considerando anche i costi sostenuti per salvare le banche nazionali, l'Irlanda si ritrova con un deficit di bilancio pari al 32% del Pil'.
Lo scrive il Financial Times precisando che la prima proposta vede la ferma opposizione delle autorità portoghesi e di altri rappresentanti Ue e analoga resistenza incontra la seconda: per cui la soluzione più probabile al momento appare essere quella di una 'sorveglianza rafforzata' della Commissione europea sulle riforme di Spagna e Portogallo, cui Bruxelles apporrebbe un "bollino verde" dopo l'esame.
Senza aumento del PIL è utopico pensare ad una riduzione del debito e di conseguenza degli interessi.
Molti analisti pensano che le autorità monetarie europee stanno avendo un approccio esclusivamente monetario a questi problemi epocali, che mettono in crisi la stessa esistenza della UE.
La mancanza di libertà e di pane sono all’origine della recente 'rivolta dei gelsomini' in Tunisia, accompagnata da analoghe proteste (in gran parte giovanili) nei paesi vicini quali il Marocco ed il Sudan. In Egitto dopo manifestazioni di milioni di persone, in gran parte giovani acculturati, è caduto - come da molti ritenuto - il trentennale regime dittatoriale di Mubarak. Il regime tunisino, quello egiziano, il libico, il sudanese, l’algerino e tutti gli altri stati del Nord Africa e del vicino Medio Oriente sono stati sempre sostenuti dagli americani e dagli europei in nome della lotta al terrorismo.
Joschka Fischer, ministro degli esteri tedesco dal 1998 al 2005 e dal 2009 componente del board della società che costruirà il gasdotto Nabucco, dà (26 gennaio 2011) una interpretazione negativa dell’acronimo PIGS, inteso come Portogallo, Italia/Irlanda, Grecia, Spagna.
Inoltre l’ex ministro scrive:
'Con la rivoluzione in Tunisia la crisi ha raggiunto la sponda meridionale del mediterraneo, mentre in Libano spirano venti di guerra, forieri di una nuova catastrofe. Gli stati meridionali dell’Unione Europa vacillano mentre si preannunciano grossi cambiamenti negli Stati vicini.
Sarebbe opportuno per Bruxelles e per le più importanti capitali europee dotarsi, in relazione agli avvenimenti in atto nel Mediterraneo,  di una visione che sia geopolitica e non soltanto ragionieristica. In linea prioritaria l’Unione Europea non ha nel Mediterraneo un problema monetario, ma uno strategico, al quale deve dare velocemente delle risposte'
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Nel frattempo, il 14 febbraio 2011, i ministri finanziari dell'Eurogruppo decidono di portare il fondo salvatati, che dalla metà del 2013 si chiamerà ESM, a 500 miliardi di Euro di prestiti effettivamente erogabili.
Uno degli elementi scatenanti della recessione del 2008 è stato l’aumento del prezzo del petrolio. Ora, alla fine del febbraio 2011, le quotazioni del greggio sono di nuovo in crescita e questo, innescato dalle turbolenze in atto nel Nord Africa, potrebbe uccidere sul nascere i timidi segnali di ripresa economica, peggiorando ulteriormente la crisi finanziaria mondiale.
I sommovimenti creati dalla crisi finanziaria mondiale sono ancora in corso ed è difficile, se non impossibile, fare previsioni per l’immediato futuro che potrebbe non essere troppo roseo, leggendo il Financial Times del 14 febbraio 2011.
Nel mezzo dell’attuale crisi finanziaria è possibile fare alcune considerazioni:
- contrariamente alla crisi del 1929, quando fallivano le imprese private, nella crisi attuale falliscono e/o rischiano di fallire gli Stati, che chiedono prestiti, sotto forma di sottoscrizione sempre più onerosa di titoli pubblici, al cosiddetto 'mercato', salvato negli scorsi mesi tramite la fiscalità generale.
- '(Ri)emerge la figura dello Stato salvatore, protagonista di interventi pubblici emergenziali sconosciuti nella stagione della direzione e dell’occupazione pubblica del mercato'.
Il mondo di domani sarà certamente diverso da quello di oggi.
Speriamo migliore.