Estratti della tesi del dott. Matteo Colletta

L’attuale crisi economica ha scosso l’intero pianeta, soprattutto la vita degli esseri umani.
"Nel corso del 2008, la crisi economico-finanziaria, innescata dal fallimento delle operazioni di securitization dei mutui subprime americani, è stata al centro del dibattito pubblico: in un climax crescente di preoccupazioni per la stabilità del sistema finanziario e per le prospettive di crescita dell’economia mondiale nel breve periodo, i fatti e, con essi, le stime degli organismi internazionali competenti smentivano le argomentazioni degli ottimisti".
I costi di questa crisi sono stati, finora, immensi e sono classificabili in costi diretti (sovvenzioni ad imprese in crisi, istituti di credito, partecipazione ad organismi internazionali di salvataggio) ed indiretti (diminuzione del PIL, aumento della disoccupazione, diminuzione dei profitti delle imprese, crollo dei consumi e degli investimenti con relativo rallentamento dei guadagni derivanti dal progresso economico).
Questo finora il costo globale, tra contabilizzato e previsto, della crisi finanziaria del 2007-2008, crisi che sta coinvolgendo drammaticamente tutti i mercati internazionali e di cui è difficile intuire lo sviluppo futuro.

Il massacro di Wall Street

Banca Bilancio 2007 (Mlrd Us $) Perdite dal 1.6.2007 in % Esito
Goldman Sachs 1119 -33.16 Sopravvive
Merryl Lynch 1020 -81.62 Venduta
JP Morgan Chase 1562 -20.68 Sopravvive
Lehman Brothers 691 -95.15 Fallita
Bear Stearns 423 -94 Venduta

Nei vari paesi coinvolti nella crisi vengono prese misure di emergenza, che evitano nell’immediato danni irreparabili. Il sentimento più immediato è il paragone  con la crisi del ’29, conclusasi di fatto negli anni ’40 con la 2. guerra mondiale.
La causa immediata deriva da mutui subprime di incerta o nulla solvibilità. La leggerezza  nella erogazione di tali mutui immobiliari senza adeguate garanzie ed il loro impacchettamento con relativa vendita ad acquirenti di tutto il mondo, causano una crisi di liquidità di proporzioni gigantesche. Due anni dopo (2010) non si vede ancora la fine di questo oscuro tunnel.

Previsioni del Fondo Monetario Internazionale (FMI) - Gennaio 2009:

Paese USA Germania Francia Italia Spagna Regno Unito
2008 + 1.1 + 1.3 + 0.4 - 0.6 + 1.2 + 0.7
2009 - 1.6 - 2.5 - 1.9 - 2.1 - 1.7 - 2.8
Paese Giappone Cina India Russia Brasile Canada
2008 - 0.3 + 9.0 + 7.3 + 6.2 + 5.8 + 0.6
2009 - 2.6 + 6.7 + 5.1 - 0.7 + 1.8 - 1.2

Nel 2007 inizia in America una crisi finanziaria di spettacolari proporzioni. In quest’anno inizia la crisi finanziaria globale, con il crack di due Hedge-Funds della banca di investimenti Bear Stearns, che provocano nel giro di pochi giorni il licenziamento di circa 80.000 persone. I motivi immediati di tale crisi sono da cercare nello scoppio della cosiddetta bolla immobiliare.
Come da molti ritenuto, la politica dei bassi tassi di interesse della banca centrale USA droga i consumi, permettendo a chiunque lo voglia, anche senza le normali garanzie, il raggiungimento dell’American dream. I titoli di credito in mano alle banche vengono impacchettati negli Hedge-Funds e venduti ad investitori privati e risparmiatori in tutto il mondo.
I primi mesi del 2008 sono drammatici:

Le conseguenze della crisi finanziaria
Le conseguenze della crisi finanziaria

Nel giro di meno di 3 mesi i valori azionari della Bear Stearns si azzerano, il Dow Jones ed il Dax crollano, il dollaro si svaluta pesantemente nei confronti dell’Euro.
Lo scoppio della bolla speculativa immobiliare, facilmente prevedibile e comunque denunciata, colse tutti di sorpresa, provocando un brusco aumento delle inadempienze unito ad un forte deprezzamento dei beni immobili che facevano da garanzia al prestito.
'Ad una situazione di euforia e di altissima disponibilità ad investire, si sostituisce un clima di sfiducia, dovuto da un lato alla situazione di fatto e, dall’altro, a una perdita di reputazione di tutti i soggetti coinvolti nella gestione dei mutui subprime (banche, intermediari, società di rating, autorità di vigilanza)'.
Il mercato immobiliare americano crolla ed intere zone di grandi città diventano  quartieri fantasma: i proprietari delle abitazioni vendute vagano per l’America. La rarefazione della liquidità bancaria si trasmette alla produzione: General Motors annuncia la bancarotta ed inizia a licenziare. La stessa cosa avviene con Ford e Chrysler. Sembrano tornati i tempi bui della recessione degli anni ’30.
Tale avvenimento è descritto da Hermann Lueer nella sua opera Der Grund der Finanzkrise, della quale offro in altra sezione una ampia traduzione. Come da molti ritenuto, nonostante l’utilizzo di ingenti risorse finanziarie statali da parte dei paesi industrializzati occidentali, questa crisi non ha ancora trovato uno sbocco positivo.
Quelle descritte sono le ragioni economiche immediate.
Ma quali sono le ragioni profonde che hanno scatenato questa crisi?
Senz’altro c’è stata una mancanza di vigilanza, in considerazione degli immensi capitali scambiati giornalmente sulle piazze finanziarie mondiali.
'Un ruolo non secondario è stato avuto dal meccanismo di remunerazione del management delle imprese coinvolte nella erogazione dei mutui subprime'.
I super-pagati amministratori delle società salvate dall’intervento statale, in cambio di alti stipendi, stock options, benefici e grosse liquidazioni (anche nel caso di insuccessi clamorosi) si trovano invischiati in un clamoroso conflitto di interessi.
Le società loro affidate dagli azionisti (stakeholders) devono nell’immediato fare profitti e le loro decisioni sono improntate ad un orizzonte di breve durata che assicuri una redditività il più alta possibile ai capitali loro affidati in gestione.
Tale incongruenza viene fatta notare dal Consiglio dell’Unione Europea del 31.10.2008. Di conseguenza, nell’erogazione degli aiuti finanziari e normativi, tutti gli Stati pongono severi limiti alla remunerazione del management delle imprese. La risposta dei poteri pubblici alla crisi finanziaria avviene per ondate successive, dando il segno della mancata percezione della crisi dell’intero sistema finanziario mondiale. Dopo numerosi interventi di emergenza, alla fine del 2008 gli USA lanciano un piano di salvataggio da 700 miliardi di dollari e gli stati europei diversi piani da 1.6 bilioni di €. La prima serie di iniziative degli stati è destinata a garantire la stabilità del sistema creditizio, tramite la garanzia sui depositi bancari, volta ad evitare crisi di panico nei risparmiatori. Gli stati entrano con proprio capitale negli istituti di credito e gli effetti dei titoli collegati ai mutui subprime vengono sterilizzati.
Ogni Stato appronta un proprio piano di salvataggio.