Chiesa palatina di S. Michele a Monte Sant'Angelo - Prospetto e campanile.
Chiesa palatina di S. Michele a Monte Sant'Angelo - Prospetto e campanile.
Dalle pareti nere, che hanno a quando a quando un bagliore flammeo per la luce che si riflette nelle asperità della roccia, stilla lentamente, continuamente l'acqua. Il chiarore, che si raccoglie tutto in un punto, serve ad ingrandire vieppiù la profondità della caverna, della quale non si può a tutta prima misurare l'ampiezza; solo, in fondo, è un gran lume che mille ceri diffondono attorno ad un punto sacro di cui non si distingue bene il contorno. Mi avvicino cautamente come l'umido suolo me lo permette; intravvedo intorno a me, nella livida penombra, figure prone; l'aria è corsa da sospiri e da contenuti singhiozzi.
Qualcosa di non mai provato prima, un infinito sentimento di pietà umana, mi stringe il cuore, Gli occhi miei non abbandonano un attimo la roccia su la quale la leggenda dice che l'Arcangelo apparve la prima volta e su cui si eleva l'altare; come mi avvicino, nel bagliore dei mille ceri, in una diafanità che si distende come una impalpabile trama d'oro, si delinea la figura dell'Arcangelo.
Chiesa palatina di S. Michele a Monte Sant'Angelo - La grotta.
Chiesa palatina di S. Michele a Monte Sant'Angelo - La grotta.
È piccoletta, bianca, composta in un atteggiamento più di dolcezza che di forza distruggitrice; quantunque levi la spada a percuotere il mostro che le giace vinto ai piedi, non è corsa da un fremito di vigoria; nulla è in lei di energico, di formidabile; pare una creatura del l'alba, qualcosa che vinca per sua intima forza, senza ricorrere al gesto umano della violenza. Benché altro mi attendessi, quella piccola figura troneggiante fra una tremula corona di ceri, quel punto bianco attorno al quale dilaga tutta la tenebra che si incaverna, ha qualcosa di indicibilmente soave; è il segno dell'infallibile. Le ali d'oro hanno come guizzi per il tremito dell'esili fiammelle; qualcosa palpita veramente, come un cuore profondo, sotto la diafanità alabastrina e l'immobilità ieratica dalla quale pare non voglia scuotersi mai; stupisce ed esalta. Questo il senso, che debbono provare le turbe che si trascinano fin quassù e giungono affrante e si prostrano singhiozzando.
Monte Sant'Angelo - Castello del Gigante.
Monte Sant'Angelo - Castello del Gigante.
E' troppo buio intorno; la rudezza informe della roccia squarciata, corsa da bagliori sanguigni, la paurosa tenebra che pare non abbia confine, raccoglie il pensiero commosso a quel punto luminoso che dall'orridezza del luogo trae il suo grande valore. E tutti gli sguardi vi convergono estatici; gli occhi luminosi di lagrime vi si fissano immobilmente, per lunghe ore.
Vi sono luoghi che l'umanità sceglie pel suo dolore, in essi si accoglie il mistero. La grotta del pianto da infiniti secoli ascolta.
Vedo un gruppo di donne; alcune son prone su la roccia; due sole sono in piedi ed hanno appoggiato un gomito all'altare e la testa su la mano. Il loro viso è immobile in una contrazione spasmodica; gli occhi levati, si fissano intensamente, in uno stupore pauroso, su la figura dell'Arcangelo lucente fra i ceri. Da prima non so se cantino o piangano, pare una nenia cadenzata sopra un ritmo di singhiozzi, o un confuso mormorio di parole rotte dall'affanno. Mi avvicino per ascoltare; è in verità una canzone liturgica cantata in un leggerissimo falsetto; voci che non hanno lena, o che vogliono essere esili per essere buone, umili, dolorose; per giungere come un sospiro all'anima dei cieli. Ad ogni gruppetto di versi s'interrompono nel pianto; ma sui volti estatici non un muscolo si scuote, solo la gola è corsa da un tremito. Le compagne ascoltano distese sul pavimento, la fronte appoggiata su la nuda terra.
Monte Sant'Angelo - Vecchie case.
Monte Sant'Angelo - Vecchie case.
Non dimenticherò mai, fin ch'io viva, queste creature che vedo per la prima volta nella grotta del pianto; che non vedrò mai più; nella loro dolorosa intensità di fede, è il martirio che si transumana.
Un poco più indietro, lumeggiato nelle grosse mani, nel volto ossuto, sta qualche vecchio che si appoggia al lungo bastone da pellegrino, qualche altro è inginocchiato in disparte; dall'ombra si leva ad un tratto, non so da quale creatura, un disperato singhiozzo. È alto, tragico, sibilante; ma nessuno si volge, non un capo si scuote e sarebbe vano, perché esso non è rivolto alla pietà degli uomini. Si avvicina dall'esterno una salmodìa lenta e grave; tutta la caverna ne risuona nella sua cupa sonorità.
Altre turbe giungono, altri dolori emigrano quassù dai monti lontani, dai piani oltre ai monti e dai mari; la fiumana converge da ogni punto della terra alla grotta del pianto dove il dolce simbolo della forza universale attende.
La statua che è posta su l'altare, è un lavoro della fine della Rinascenza. L'Arcangelo è coperto di corazza, sui capelli ricciuti reca un'alta corona; ha le ali distese e con la destra levata impugna una spada, mentre con la sinistra regge lo scudo; sopra la corazza veste una clamide.
Monte Sant'Angelo - Portale della chiesa di S. Maria Maggiore.
Monte Sant'Angelo - Portale della chiesa di S. Maria Maggiore.
Alla sinistra, quasi dietro l'altare, è un profondo recesso dove si trova il così detto Pozzello, la sorgente dell'acqua portentosa che guarisce ogni male. Forse è la medesima acqua ch'era sacra a Calcante ai tempi pagani. Oltre il Pozzillo si scende per alcuni scalini in un'altra piccola grotta, nella quale, in tempo di pellegrinaggio, i preti vendono le crocette e gli altri amuleti ricavati dalla così detta pietra di San Michele. A sinistra dell'altare è una magnifica cattedra vescovile del sec. XII, qui trasferita da Siponto. Poggia su due leoni ed è adorna da un rilievo di S. Michele e il dragone. Vi si legge la seguente epigrafe: "Sedes haec numero differta sede Siponti Jus et honor sedis quae sunt, ibi sunt, quoque Monti".
Monte Sant'Angelo - Portale della chiesa di S. Pietro.
Monte Sant'Angelo - Portale della chiesa di S. Pietro.
Oltre la cattedra, infitti nella roccia, sono tre altorilievi da riferirsi successivamente al secolo III, IV e V. Il primo rappresenta Il buon pastore, il secondo La Vergine di Costantinopoli e il terzo Il Salvatore. Si conserva poi, rinvenuto da pochi anni, in un angolo della spelonca ove l'umidità finiva di consumarlo, un antichissimo altorilievo in bronzo raffigurante San Michele; forse una fra le prime raffigurazioni dell'Arcangelo adorato nella spelonca.
Esco su la balconata sovrastante al cortile e per una scala ripidissima salgo su la sommità della grotta. Osservo qui le varie forme di mani e di piedi tracciate dai pellegrini per devozione. Se ne vedono dappertutto anche nelle altre parti del tempio.
Monte Sant'Angelo - Portale della chiesa di S. Benedetto.
Monte Sant'Angelo - Portale della chiesa di S. Benedetto.
In un angolo del cortile è un'antica rovere abbattuta; da' suoi rami pendono moltissime pietre forate appesevi per devozione dai pellegrini che salgono quassù provenienti dagli Abruzzi, dal Sannio, dalla Basilicata, due volte all'anno: nel maggio e nel settembre. Essi conducono le loro famiglie, viaggiano a piedi per intere settimane salmodiando, divisi in compagnie, traversano città, monti, fiumi per giungere alla grotta del pianto.
Dopo aver salito un'altra piccola scala, mi trovo all'aperto e mi dirigo all'antica chiesa di San Pietro demolita in parte per mettere allo scoperto la Tomba di Rotari.
Della chiesa di San Pietro rimane parte della facciata, su la quale si conserva, sopra alla porta, una graziosa transenna. Entriamo nel piazzale occupato una volta dal tempio demolito. Sul fondo, a sinistra, si scorge la Tomba di Rotari che si eleva simile ad antichissima torre. E' deturpata in parte dalle sovrapposizioni dei secoli. Su la porta sono infitti due altorilievi della decadenza; ali'interno non si può abbracciare né l'ampiezza né l'altezza del monumento in causa delle armature postevi per i necessari restauri.
Nei vari ripiani corrono intorno alla torre alcune finestre di stile bizantino;
Monte Sant'Angelo - Un campanile.
Monte Sant'Angelo - Un campanile.
al basso, in un assaggio fatto, si possono osservare tracce del muro del primitivo tempio, elle vuolsi fosse quello cero a Calcante. Il tempio, che avrebbe subito varie modificazioni, sarebbe stato poi consacrato a Rotari.
Nella città, oltre alle cose osservate, vi sono alcune porte gotiche degne di menzione, quali quelle delle chiese di Sant'Antonio abate, di San Benedetto e di Santa Maria Maggiore.
La città di Monte Sant'Angelo, che sorge a 843 metri sul livello del mare, è popolosissima; conta più di 30.000 abitanti. Fu fondata nel V secolo e come, nel secolo IX, i Saraceni la distrussero, fu riedificata da Ludovico II.
Alle origini non comprendeva che ospedali per i pellegrini; alcuni di detti ospedali esistono tuttavia. Fin dal secolo XI divenne un cospicuo luogo fortificato e, con tutta la regione garganica, formò il centro di un feudo regio.