I salinari

I salinari di L. Sciascia

I salinari di L. Sciascia

Leonardo Sciascia, Le parrocchie di Regalpetra.

 [...] L'indomani il salinaro morto ebbe un funerale con banda corone e autorità. Un signore mi diceva - i tempi son davvero cambiati, trent'anni addietro una simile morte non faceva impressione, come fosse morto un cane. Sì, qualcosa di meglio c'è, per i salinari; almeno da morti la loro condizione è migliore; da vivi non direi. L'uomo che veniva accompagnato al cimitero con banda e corone guadagnava seicento lire al giorno, aveva moglie e un bambino, così finiva la vita, per guadagnare seicento lire in una giornata di dodici ore. Gli avevano scelto un bel tabuto: lucente, di aerodinamica forma, il meglio che c'era; i padroni non avevano badato a spese. A me e al segretario della Dc che insieme accompagnavamo il morto al cimitero, un salinaro diceva - da quindici anni che lavoravamo nella stessa salina, io l'ho tirato fuori ieri notte vedete come si sconta il pane? E il segretario della Dc - non me ne parlare, ieri notte non ho potuto dormire. [...]

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