'La veste più vera e naturale
del pensiero è il dialetto'.
Luigi Morandi

Questa nuova pubblicazione, che vede la sua luce sotto l'auspicio della Società di Cultura 'M. De Bellis', svela un altro aspetto della delicata spiritualità di Giuseppe Tusiani. Al saggista, al romanziere, si aggiunge oggi il poeta in vernacolo nel cui linguaggio confluiscono motivi e accenti che possiamo senz'altro chiamare più umani nel senso di una meditazione più matura e cosciente.
Padrone dei mezzi tecnici espressivi dialettali, l'autore ti conduce con molta dimestichezza nel suo mondo poetico per svelarti, in uno sfogo accorato, l'affetto per il natio paese:

Te pense sempe tutte li mumente:
tegne la nustalgia de lu cummente.

La copertina dell'edizione di 'Lacreme e sciure' del 1955
La copertina dell'edizione di 'Lacreme e sciure' del 1955
S. Marco, le sue tradizioni popolari e religiose, il Convento di S. Matteo sono i centri ideali di questa poesia pervasa sovente da un leggero soffio di malinconia.
Accostarsi ai versi del Tusiani significa respirare la fragranza di vergini fiori che hanno talvolta lo dolcezza della valle, tal'altra l'asprezza dei monti; significa ancora ripercorrere, con gioia mista a tristezza, l'ameno sentiero del nostro dialetto.
Con 'lacreme e sciure' il Tusiani si pone nella schiera - in verità troppo esigua - di quanti, come Saverio Napolitano e Giustiniano Serrilli, seppero farlo rivivere in vere espressioni d'arte.
E' perciò motivo di commozione e di compiacimento per noi tutti pensare che un nostro concittadino lontano volga con assiduità la mente al borgo d'origine come a una schietta polla di feconda e rigogliosa ispirazione.
Ci rimane pertanto l'augurio che il Tusiani possa, cosi attingendo, darci ancora altri lavori letterari e assicurare un saldo legame ideale tra la 'piccola patria' e i luoghi tutti dove attualmente vive ed opera.
Tommaso Nardella
S. Marco in Lamis, addì 12 Aprile 1955