Indice

I Parchi letterari. La casa del Nespolo

Veduta di Aci Trezza
Veduta di Aci Trezza
L'idea di associare un'area marina protetta ad un parco letterario è molto bella. Se poi i personaggi che entrano in gioco sono del calibro di Verga, la cosa diventa ancora più intrigante. E' facile allora parlare di molte cose. Entri in una viuzza di Aci Trezza, varchi un portone e ti infili in un cortiletto piuttosto angusto, quattro metri per otto. A destra e a sinistra puoi entrare nelle due stanze approntate a museo ed eccoti immerso in atmosfere letterarie che lentamente diventano realtà. Ti vengono rappresentati i Malavoglia. Il modello della Provvidenza - la barca del romanzo -, foto d'epoca di pescatori, donne sul molo in attesa drammatica dell'arrivo di barche colte dalla tempesta, attrezzi da pesca ed altro.
Paghi un euro e mezzo il biglietto di entrata e la ragazza, con velocità incredibile, ti snocciola fatti e aneddoti sul Verga. Non ti lascia il tempo di respirare che ha già finito di recitare la sua parte. Poi ti chiede all'improvviso. "Domande?"
Un attimo di smarrimento dopo tanta velocità e, mentre stai per aprire bocca, un avvertimento. "Qui c'è questo, nell'altra stanza c'è quello, se volete potete girare però, mi raccomando, niente foto". Stai per ribattere, ma la ragazza si è già messa in movimento e ti invita a seguirla. Ti accodi, poi pian piano ti defili e, mentre lei continua a parlare, ti apparti e furtivamente scatti le tue foto. Se ti scopre, confessi di essere un incivile, anzi un delinquente nato, ma sostieni che non ti sentivi di privare di un ricordo il nonno novantenne che tanto ama il Verga.
Troppo facile parlare della Casa del Nespolo e della Provvidenza. Questa è cultura con la "C" maiuscola, roba da viaggio organizzato e da guida turistica. Niente di male, ci mancherebbe. Ma se cerchi qualcosa di diverso, la tua attenzione sarà attirata da altro. I faraglioni in mezzo al mare, i macigni, dice la leggenda, scagliati dal Ciclope contro Ulisse che l'aveva accecato. O i marinai che scaricano il pesce, un vero spettacolo, bestie di 2-3 quintali, trasferite dalle barche nei camion che le portano nelle celle frigorifere per la successiva lavorazione.  Il trasbordo da una barca con poche attrezzature non è facile. Con l'aiuto di una carrucola, il gruppetto di marinai ha il suo bel da fare per ripetere più volte l'operazione sino a che la stiva è vuota. Gentili i marinai, non fanno problemi per le foto e, se vi fa piacere, si mettono anche in posa. Che diamine, i tonni e i pescespada meritano di essere immortalati!
Per completare la ricerca non bisogna andare lontano dalla Casa del Nespolo. Ciò che cerchi è proprio lì e si materializza nelle sembianze di un'altra ragazza, l'amica della prima. Tu non devi fare niente, devi solo assecondarla e ascoltarla. "Di dove siete, cosa fate, come vi chiamate, vi piace qui?" e tutte le altre domande di rito. Poi, levatesi le scarpe per rimanere scalza - "a piedi nudi si sta meglio" sostiene e vi racconta la sua storia. Cultura con la "c" minuscola, certamente, ma viva. Non tragedia, ma commedia. Ascoltate: "Amo molto il mio ragazzo. La prima volta che l'ho visto sono rimasta incantata a guardarlo, tanto era bello. Poi l'ho sentito parlare e mi sono sentita gelare. Come si può parlare con quell'accento? Ma che gli fanno, a Bari, per parlare in quel modo ? Se avrò un figlio che parla così, lo ammazzerò nella culla. No, io non lo permetterò mai. Non permetterò mai che parli con quell'accento. Io ci sono cascata, amo il mio ragazzo e non posso farci nulla. Per fortuna parla poco. Ma mio figlio, no. Appena si sveglierà la mattina, prima di ogni altra cosa, dovrà dire tre volte minchia" .La ragazza ci scruta mentre racconta e analizza le reazioni. Si diverte e vi diverte.
Verga ci perdonerà se abbiamo dissacrato il suo santuario. Speriamo che ci perdonino quelli che l'hanno ideato e realizzato, ma nell'episodio noi abbiamo visto l'orgoglio dell'appartenenza ad una terra, a cominciare dalla lingua. Un parco letterario deve rappresentare la vita, non solo attraverso il racconto del passato. Bisognerebbe erigere una statua alla ragazza. Difficilmente dimenticheremo la Casa del Nespolo e la ragazza scalza.