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Il pescaturismo
Lo sbarco all'Asinara non è uno sbarco qualunque in un'isola qualunque. Lo sbarco all'Asinara deve essere meritato.
Mettetevi nei panni di una ragazza che guarda l'isola da Stintino, a un tiro di schioppo dalla sua costa, che sogna di andare a vederla e non può perché nessuno ci può andare. Solo i carcerati e i carcerieri possono andarci; tanti tipi di carcerati, da quelli comuni ai 'sepolti vivi'. Anche i familiari dei reclusi possono andarci, una volta ogni tanto e se il mare permette, ma una ragazza che l'isola se la vede sempre di fronte, no. Settimia è solo una persone qualunque e non può vederla, l'isola; può solo sognare di andarci, un giorno.
Quel giorno, a 23 anni, arriva. Settimia può metterci piede perché l'Asinara è ormai una Area Marina Protetta dove finalmente tutti, se vogliono, possono andarci.
Settimia è una pescatrice, moglie e figlia di pescatori, con tanto di barca e licenza per pescare. Sull'isola, allo stato attuale, i visitatori possono accedere solo con imbarcazioni autorizzate e la visita è consentita se accompagnati da guide.
Settimia è autorizzata a portare le persone sull'isola. Chi all'Asinara mette piede per la prima volta, si deve accostare al luogo con rispetto, perché l'isola è un luogo dove il dolore era di casa. Chi vi mette piede deve sapere che qui la gente, prima della istituzione dell'area marina protetta, finiva spesso per restarci per sempre. Prima che carcere, l'isola era stata un lazzaretto. Ci venivano i lebbrosi, i colerosi. Pochi riuscivano a sopravvivere e lasciare l'isola, per gli altri non c'era che una fossa dove essere sepolti.
Storie di interi equipaggi di navi, di intere guarnigioni di soldati inviati in quarantena o per morirvi. Se sentite il vento, anche quando non c'è, avverte Settimia, sappiate che non è il vento. Sono le urla disperate di coloro che qui sono morti.
Ogni angolo dell'isola è angolo di dolore. Chi viene sull'isola deve saperlo. Chi viene sull'isola  deve meritarselo. L'isola va scoperta un pò per volta. Una visita frettolosa non è per questa terra. Il dolore va rispettato e tutto, all'Asinara, parla di dolore. Non solo il lazzaretto, ma soprattutto le carceri.
Sì, Settimia racconta fatti, ma anche storie; trasmette sensazioni che vale la pena di provare. Non è una guida comune, è una che ha testa e cuore impregnati dei racconti dei genitori, dei nonni e di tutti i vecchi di Stintino. Voi pagate 68 euro per una giornata passata sulla sua barca e lei vi sbarcherà in un punto dell'Asinara. Ma prima dovrete farvi tutto il tragitto da Porto Torres. Una fortuna, se il mare è calmo, perché imparerete molto sulla pesca e sui pescatori. Imparerete cose che solo vedendole e facendole potrete capire a fondo soprattutto se non siete mai stati a contatto con la loro vita. Se il mare, invece, è mosso e siete gente di terra, forse maledirete il momento in cui avrete messo piede sulla barca. La barca, per quanto grande e sicura, per il profano è un guscio di noce in mezzo al mare.  Settimia vi parlerà degli attrezzi per la pesca, delle varie specie di pesce, vi rassicurerà di continuo sulla solidità della barca, ma voi l'ascolterete appena: scruterete l'orizzonte e penserete solo al momento in cui poggerete i piedi sulla terraferma. Soprattutto quando la barca si ferma per tirar su le nasse e siete in balia delle onde, che a voi paiono enormi e al vostro stomaco impossibili da sopportare. Nelle nasse, benché a mare da due-tre giorni, c'è poco pesce. E allora capirete le imprecazioni dei pescatori quando, dopo aver versato tutto il sudore possibile, il mare ripaga con la beffa la fatica e la speranza.
Ma che ricompensa e che ringraziamenti, invece, quando il mare è generoso! Settimia evoca i visi dei pescatori di fronte all'abbondanza, come prima li aveva evocati di fronte alla fatica misconosciuta.
Sensazioni forti che ti porterai addosso a lungo. Come il bagno nella baia solitaria che Settimia ti porta a scoprire o il sapore del pesce che hai visto pescare, cucinato a bordo dall'equipaggio, al riparo sottovento, scoprendo che ha un sapore diverso dal solito.
Sì, pescaturismo è solo una parola, ma il pescaturismo all'Asinara, se avrete la fortuna di andarci, non sarà un'esperienza comune.