Iridaceae

Iridaceae

Caratteristiche

  • Immagine Immagine
  • Nomenclatura e sistematica

    Iris pseudopumila Tineo = Iris pumila Auct. Fl. Ital. non L. = Iris lutescens Guss. non Lam. Giaggiolo siciliano. Classe: Monocotyledonae, Famiglia: Iridaceae.
    Iris:dal greco 'iris' = iride, arcobaleno da collegare ai colori dei fiori;pumila:dal latino 'pumilus' = pianta nana;pseudopumila:dal greco 'pseudo' = mentire, dire il falso e 'pumila', cioè pianta falsamente nana; lutescens:dal latino 'luteus' = giallo per il colore dei fiori;Giaggiolo:dal latino 'gladiolum' = piccola spada per le foglie a forma di spada;siciliano: perché endemismo della Sicilia.

  • Origine del nome

    Iris: dal greco 'iris' = iride, arcobaleno da collegare ai colori dei fiori; pumila: dal latino 'pumilus' = pianta nana; pseudopumila: dal greco 'pseudo' = mentire, dire il falso e 'pumila', cioè pianta falsamente nana; lutescens: dal latino 'luteus' = giallo per il colore dei fiori; Giaggiolo: dal latino 'gladiolum' = piccola spada per le foglie a forma di spada; siciliano: perché endemismo della Sicilia.

  • Comportamento ed habitat

    Pascoli, garighe sino a 1000 metri e oltre.

  • Diffusione

    E' un endemismo della Sicilia e della Puglia; in entrambe le regioni è però pianta comune. In Puglia si trova sulle Murge e sul Gargano. Stazioni dove sono state scattate le foto: Stignano, Coppe Casarinelli per S. Marco in Lamis e località Mila per S. Giovanni Rotondo. Secondo il Pignatti, Iris pseudopumila spesso è scambiata con Iris chamaeiris che sul Gargano non esisterebbe e le varie segnalazioni sarebbero comunque da verificare.

  • Portamento e radici

    Pianta perenne che sverna sotto forma di rizoma, alta 10-20 cm (il Fiori riporta per lo scapo anche misure veramente da pianta nana -2 cm-, mai riscontrate dal me sul Gargano). Il rizoma è abbastanza robusto con diametro di 1-2 cm; da questo partono numerose radici e più scapi fiorali.

  • Foglie

    Foglie numerose, lanceolate e talora incurvate, piatte, lunghe 10-20 cm e larghe 2-4 cm, ad apice acuto, glauche, glabre. Spata che avvolge in parte il tubo del perigonio.

  • Fiori

    Inodori, unici; iniziano alla base dall'ovario, che è sessile ed infero; su di esso è inserito il tubo del perigonio che termina con 3 lacinie esterne barbate e tre lacinie interne; lo stilo è suddiviso in tre rami bianco-giallastri con l'aspetto di un petalo; ogni ramo termina con due labbra: il labbro superiore, diviso in due lobi triangolari a base molto stretta, e il labbro inferiore, appena accennato. Lo stigma è posto alla base dei lobi del labbro superiore. Gli stili, nella loro parte esterna, accolgono gli stami, bianchi, con le antere che arrivano a circa mezzo cm dallo stigma; gli stami sono posti tra gli stili e le lacinie esterne. Perigonio di colore violetto, giallo, bianco. L'unica forma da me riscontrata, tra S. Marco in Lamis e S. Giovanni Rotondo, è quella gialla con lacinie più o meno macchiate, verso l'estremità, di violetto. La barba delle lacinie è data da peli bianchi terminanti con una punta gialla.

  • Epoca di fioritura Marzo-maggio
  • Impollinazione Entomofila
  • Frutti Capsula triloculare con numerosi semi.
  • Confusione e riconoscimento

    Potrebbe essere confuso con Iris chamaeiris Bertol. Però:

    • Iris chamaeiris Bertol.: tubo del perigonio (il perigonio è l'insieme dei tepali e sostituisce il termine perianzio quando non c'è distinzione tra petali e sepali e si hanno solo tepali) lungo 1,5-2 volte l'ovario e completamente avvolto dalla spata, 1-floro talora 2-3

    • Iris pseudopumila: tubo del perigonio lungo 3-5 volte l'ovario e non completamente avvolto dalla spata, generalmente 1-floro (il Fiori dice sempre unico).

    Le Iris rizomatose e barbate presenti sul Gargano sono: Iris chamaeiris, Iris pseudopumila, Iris germanica. Principali differenze: 

    • Iris chamaeiris e Iris pseudopumila: 1(2)flori; fusto non ramificato; spontanee, diffuse, dimensioni ridotte. 

    • Iris germanica L.: 2-multiflora; fusto ramificato; coltivata o sfuggita alla coltivazione e inselvatichita, dimensioni maggiori.

    NOTA - L'inquadramento sistematico utilizzato è quello del Pignatti che opera una forte semplificazione. Secondo questo autore, le Iris rizomatose, barbate e 1(2-3) flore sono date da due specie: Iris chamaeiris e Iris pseudopumila (che differiscono tra loro per la lunghezza del tubo corollino: 1,5-2 volte e 3-5 l'ovario, rispettivamente). Sempre secondo Pignatti, Iris chamaeiris non esisterebbe sul Gargano o la sua presenza andrebbe almeno verificata. Qui, piante con tubo 1,5-2 l'ovario sicuramente esistono (basta osservare le foto), il che è confermato anche da Fenaroli.
    Secondo l'inquadramento del Fiori, invece, le piante con tubo 1,5-2 volte l'ovario costituiscono l'Iris lutescens Lam., specie al cui interno, in base al numero di fiori sullo scapo e al loro colore, si distinguono, oltre alla forma tipica, Iris lutescens ssp. olbiensis Henon, Iris lutescens ssp. chamaeiris Bert., Iris lutescens ssp. italica Parl.
    Le piante con tubo 3-5 volte l'ovario costituiscono l'Iris pùmila L. Questa presenta la forma tipica che comprende piante con tubo 4-5 volte l'ovario e con fiori azzurro-violetti, giallicci o bianchi; presenta, inoltre, la sottospecie Iris pseudopumila Tineo data da piante con tubo più corto (3-4 volte l'ovario) e con fiori violetti, gialli o bianchi. Nell'ambito di Iris pseudopumila, a seconda del colore, si distinguono più entità:Iris violacea Parl., Iris pumila, v. discolor Guss. = Iris discolor Fiori, Iris lutescens Guss. non Lam., Iris pumila v. lutea Biv., Guss. = Iris panormitana Tod.

  • Utilizzo

    Pianta ornamentale
    L'utilizzo in floricoltura, probabilmente a causa della taglia non troppo alta, non sembra molto accentuato. Andrebbe benissimo per l'allestimento di giardini rocciosi.

  • Curiosità

    Utilizzo locale
    Le forme a varietà gialle non sembrano attirare l'attenzione degli abitanti della zona. Spesso in campagna si vedono coltivate per ornamento le forme viola alle quali, comunque, sembra siano preferiti i fiori dell'Iris germanica.

Caratteristiche

  • Immagine Immagine
  • Nomenclatura e sistematica

    Iris chamaeiris Bertol = Iris lutescens Auct. plur. non Lam. et Loisel. Giaggiolo tirrenico, Giaggiolo nano. Classe: monocotyledonae, Famiglia: iridaceae.

  • Origine del nome

    Iris: dal greco 'iris' = iride, arcobaleno, da collegare ai colori dei fiori; chamaeiris: dal greco 'chamaì' = avverbio che significa piccolo, per terra, e 'iris', il tutto con significato di piccola iris; lutescens: dal latino 'luteus' = giallo per il colore dei fiori; Giaggiolo: dal latino 'gladiolum' = piccola spada per le foglie a forma di spada; tirrenico: perché vegeta soprattutto sul versante tirrenico; nano: per le dimensioni piccole.

  • Comportamento ed habitat

    Vegeta nelle garighe assolate e nelle macchie da orizzonti piuttosto bassi sino a oltre 1.000 metri; alle altitudini dove vegeta il Narciso, su Gargano, lo si trova molto spesso assieme a questo.

  • Diffusione

    E' una specie soprattutto del versante tirrenico. Molto comune sul Gargano anche se qui, e nel resto della Puglia, secondo il Pignatti, non esisterebbe e le varie segnalazioni (da verificare) sarebbero probabilmente da ascrivere a confusione con Iris pseudopumila. Le foto sono state scattate nel bosco Difesa S. Matteo di S. Marco in Lamis le cui cime spoglie abbondano di questa pianta e dove, per contro, non ho mai riscontrato l'Iris pseudopumila. Altre località dove la pianta è presente: garighe tra S. Giovanni Rotondo e Monte Sant'Angelo, Rignano, S. Nicandro.

  • Portamento e radici

    Pianta perenne che sverna sotto forma di rizoma, alta 20-30 cm. Il rizoma, inserito poco al di sotto del terreno, ha un diametro di 1-2 cm, è rossastro scuro e ad intervalli più o meno regolari presenta dei restringimenti; da esso, in basso, escono delle radici che ancorano la pianta al terreno, mentre, dall'alto, emergono le foglie e gli scapi fiorali.

  • Foglie

    Numerose, lanceolate, piatte, lunghe 10-20 cm e larghe 2-4 cm, ad apice acuto, glauche, glabre. Spata che avvolge completamente il tubo del perigonio.

  • Fiori

    Odore tenue. Fiori 1-2. Iniziano alla base dall'ovario sul quale è inserito il tubo del perigonio che termina con 3 lacinie esterne barbate e tre lacinie interne; lo stilo è suddiviso in tre rami con l'aspetto di un petalo; ogni ramo termina con due labbra: il labbro superiore, diviso in due lobi triangolari a base molto stretta, e il labbro inferiore, appena accennato. Lo stigma è posto alla base dei lobi del labbro superiore. Gli stili, nella loro parte esterna, accolgono gli stami, che sono posti tra gli stili e le lacinie esterne. Perigonio di colore violetto, ma anche giallo oppure bianco. La forma più riscontrata da me è quella violetta. La barba delle lacinie èta da peli bianchi terminanti con una punta gialla.

  • Epoca di fioritura Sul Gargano aprile-maggio.
  • Impollinazione Entomofila
  • Frutti Capsula triloculare con numerosi semi.
  • Confusione e riconoscimento

    Potrebbe essere confuso con Iris pseudopumila Tineo. Però:

    • Iris chamaeiris: tubo del perigonio (il perigonio è l'insieme dei tepali e sostituisce il termine perianzio quando non c'è distinzione tra petali e sepali e si hanno solo tepali) lungo 1,5-2 volte l'ovario e completamente avvolto dalla spata, 1-floro talora 2-3
    • Iris pseudopumila Tineo: tubo del perigonio lungo 3-5 volte l'ovario e non completamente avvolto dalla spata, generalmente 1-floro (il Fiori dice sempre unico).

    Le Iris rizomatose e barbate presenti sul Gargano sono: Iris chamaeiris, Iris pseudopumila, Iris germanica. Principali differenze:

    • Iris chamaeiris e Iris pseudopumila: 1(2)flori; fusto non ramificato; spontanee, diffuse, dimensioni ridotte.
    • Iris germanica L.: 2-multiflora; fusto ramificato; coltivata o sfuggita alla coltivazione e inselvatichita, dimensioni maggiori.

    NOTA - L'inquadramento sistematico utilizzato è quello del Pignatti che opera una forte semplificazione. Secondo questo autore, le Iris rizomatose, barbate e 1(2-3) flore sono date da due specie: Iris chamaeiris e Iris pseudopumila (che differiscono tra loro per la lunghezza del tubo corollino: 1,5-2 volte e 3-5 l'ovario, rispettivamente). Sempre secondo Pignatti, Iris chamaeiris non esisterebbe sul Gargano o la sua presenza andrebbe almeno verificata. Qui, piante con tubo 1,5-2 l'ovario sicuramente esistono (basta osservare le foto), il che è confermato anche da Fenaroli.
    Secondo l'inquadramento del Fiori, invece, le piante con tubo 1,5-2 volte l'ovario costituiscono l'Iris lutescens Lam., specie al cui interno, in base al numero di fiori sullo scapo e al loro colore, si distinguono, oltre alla forma tipica, Iris lutescens ssp. olbiensis Henon, Iris lutescens ssp. chamaeiris Bert., Iris lutescens ssp. italica Parl.
    Le piante con tubo 3-5 volte l'ovario costituiscono l'Iris pùmilaL. Questa presenta la forma tipica che comprende piante con tubo 4-5 volte l'ovario e con fiori azzurro-violetti, gialliccio bianchi; presenta, inoltre, la sottospecie Iris pseudopumila Tineo data da piante con tubo più corto (3-4 volte l'ovario) e con fiori violetti, gialli o bianchi. Nell'ambito di Iris pseudopumila, a seconda del colore, si distinguono più entità:Iris violacea Parl., Iris pumila, v.discolor Guss. = Iris discolor Fiori, Iris lutescens Guss. non Lam., Iris pumila v. lutea Biv., Guss. = Iris panormitana Tod.

  • Utilizzo

    L'utilizzo dell'Iris chamaeiris in floricoltura, probabilmente a causa della taglia non troppo alta, non sembra molto accentuato. Proprio per l'altezza contenuta va benissimo per bordure larghe e basse.
    Erboristeria e industria cosmetica
    L'utilizzo in erboristeria e nell'industria cosmetica non è descritto nei vari testi sull'argomento essendo un tal utilizzo limitato all'Iris florentina, Iris pallida e Iris germanica.

  • Curiosità

    Fiore reciso
    Localmente il fiore è raccolto assieme ai Narcisi sia per la ricchezza dei colori sia per attenuare il profumo troppo intenso dei secondi.

Caratteristiche

  • Immagine Immagine
  • Nomenclatura e sistematica

    Crocus neapolitanus Nord. et Loisel. = Crocus vernus var. grandi florus Gay. Zafferano maggiore. Classe: monocotyledonae, Famiglia: iridaceae.

  • Origine del nome

    Crocus: dal greco krokos, nome dello Zafferano; neapolitanus: dal latino che significa napoletano; vernus: dal latino ver = primavera per la fioritura primaverile;
    grandiflorus: dal latino per le dimensioni grandi dei fiori; zafferano: perché appartiene allo stesso genere dello Zafferano (Crocus sativus L., Zafferano vero, caratterizzato dagli stimmi rossi, molto lunghi, 2-3 cm, e che oltrepassano i tepali).

  • Comportamento ed habitat

    Vegeta nei boschi, ma anche nei pascoli, dal mare fino ai 1.500 m.

  • Diffusione

    In base a quanto riporta il Pignatti, in Italia si trova in tutta la penisola. Fanno eccezione le isole, la Lombardia, il Trentino e la Puglia. Nella Puglia, invece, è presente, almeno sul Gargano dove è pianta molto comune e diffusa. Le foto presentate sono state scattate nel bosco Difesa S. Matteo di S. Marco in Lamis.

  • Portamento e radici

    Pianta perenne che sverna sotto forma di bulbo, alta 9-13 cm, con 1-2 fiori, talvolta anche 3. Le radici sono date da un bulbo che si trova a 3-5 cm di profondità; esso è schiacciato alla base e all'apice, ricoperto da filamenti sottili e paralleli, più o meno reticolati nella parte superiore, di colore nocciola; dalla parte inferiore del bulbo, lungo una linea circolare posta nelle vicinanze del bordo esterno, partono numerose radichette sottili e biancastre. Il bulbo è sormontato dallo scapo che, alla base, presenta un ingrossamento.

  • Foglie

    Foglie lineari e glabre, in numero di 3-5, più o meno lunghe quanto il fiore, larghe 3-6 mm, verde lucenti con una linea bianca al centro alla quale, nella pagina inferiore, corrisponde una costolatura rilevata, presenti assieme al fiore, ma raggiungenti la massima dimensione successivamente. L'insieme di foglie e fiori è ricoperto da 1 spata biancastra.

  • Fiori

    Per lo più fiore unico, ma anche due, inodori. Tepali 6, lunghi 3,5-5 cm a partire dalla fauce, cioè dal punto in cui non sono saldati insieme ma sono liberi, e larghi 1,2-1,8 cm, ad apice arrotondato, di colore violetto, bianco-violaceo con base e talora apice a colorazione più intensa, di rado completamente bianco. La fauce è violaceo-biancastra, cigliata (il particolare si vede bene con una lente di ingrandimento), ha diametro di 5-6 mm, si restringe gradatamente nel tubo, biancastro, che arriva sino all'ovario, posto a 3-4 cm dal bulbo, a livello della superficie del terreno.
    Stami 3, lunghi circa 2,53-3 cm, liberi a partire dalla fauce; per metà sono costituiti dall'antera gialla e per l'altra metà dal filamento biancastro. Stilo unico, bianco, terminante con 3 stigmi a ventaglio (flabellati e smarginati oppure no), di colore arancione non troppo lunghi e non troppo divergenti tra di loro; gli stigmi di solito sovrastano le antere che sono più o meno appressate allo stilo. Ovario infero, triloculare.

  • Epoca di fioritura Sul Gargano febbraio-aprile. E' tra i primi fiori del bosco a spuntare.
  • Impollinazione Entomofila
  • Frutti Capsula triloculare con numerosi semi.
  • Confusione e riconoscimento

    Secondo lo schema di Fiori, Crocus vernus Hill (= Crocus albiflorus Kit.) ha le seguenti subspecie: C. communis Ker-Gawl, C. neapolitanus Ker-Gawl (= C. vernus var grandiflorus Gay), C. etruscus (Pari.), C. corsicus (Vanucci). Secondo Pignatti Crocus neapolitanus Mord. et Loisel. e Crocus albiflorus Kit. sono due specie diverse. Pignatti non riporta per la Puglia né Crocus albiflorus Kit. né Crocus neapolitanus Mord. et Loisel.

    Il Fenaroli riporta la presenza sul Gargano di Crocus vernus Mili senza indicarne la subspecie. Per lo scrivente le foto presentate si riferiscono a Crocus vernus var. grandiflorus Gay = Crocus neapolitanus Mord. et Loisel. che, per il Pignatti, si ripete, è specie e non subspecie.

    Si riporta una chiave per il riconoscimento delle specie del genere Crocus presenti sul Gargano:

    1. Piante a fioritura autunnale a fauce gialla, stigmi alti quanto le antere, rossi e divergenti tra di loro Crocus longiflorus Rafin = Crocus odorus Biv. Zafferano autunnale.

    1. Piante a fioritura primaverile

    2. Fauce bianco-violacea; fauce pelosa. Crocus vernus Mili. = Crocus albiflorus Kit. Questa specie, secondo lo schema del Fiori, presenta più subspecie tra le quali Crocus vernus var. grandiflorus Gay = Crocus neapolitanus Mord. et Loisel. Crocus vernus var. grandiflorus Gay è specie a se stante secondo lo schema di Pignatti e subspecie del Crocus vernus Mili secondo Fiori. Zafferano maggiore (Non segnalato da Pignatti per la Puglia).

    2. Fauce gialla

    3. Bulbo avvolto da tuniche a fibre sottili, spata a 1 pezzo, fiori 1-2 (rr 3), profumati; lacinie violacee. Crocus suaveolens Bertol. Questa è specie a se stante secondo lo schema di Pignatti e subspecie del Crocus imperati Ten. secondo Fiori. Zafferano profumato (Non segnalato da Pignatti per la Puglia).

    3. Bulbo avvolto da tuniche cartacee che si staccano alla base lungo una linea circolare, spata a 2 pezzi, fiori 2 (1-5), profumati;
    lacinie bianche o giallognole all'esterno con 3-5 grosse venature viola. Crocus biflorus Miller. Zafferano selvatico.

  • Utilizzo

    L'utilizzo in floricoltura, probabilmente a causa della taglia non troppo alta, non sembra molto accentuato. Andrebbe utilizzato per il fatto che fiorisce molto presto quando nei giardini scarseggiano i fiori.

  • Curiosità

    Origine dei crochi coltivati primaverili
    I Crocus primaverili dai grandi fiori e dai colori che vanno dal bianco, al blu, al lillà, al giallo e al porpora sono tutti delle varietà di Crocus neapolitanus Mord. et Loisel. = Crocus vernus var. grandiflorus Gay selezionate in Olanda.

Caratteristiche

  • Immagine Immagine
  • Nomenclatura e sistematica

    Crocus longiflorus Rafin. Zafferano autunnale. Classe: monocotyledonae, Famiglia: iridaceae.

  • Origine del nome

    Crocus: dal greco krokos, nome dello Zafferano; longiflorus: dal latino che significa dal fiore lungo; zafferano: perché appartiene allo stesso genere dello Zafferano (Crocus sativus L., Zafferano vero, caratterizzato dagli stimmi rossi, molto lunghi, 2-3 cm, e che oltrepassano i tepali).

  • Comportamento ed habitat

    Vegeta nei boschi, nei pascoli, dal mare fino ai 1.500 m.

  • Diffusione

    In base a quanto riporta il Pignatti, in Italia si trova nella parte meridionale della penisola e in Sicilia. Sul Gargano è pianta comune. Gli esemplari mostrati sono stati fotografati nel Bosco Difesa S. Matteo e Chiancate (S. Marco in Lamis), località Mila (S. Giovanni Rotondo).

  • Portamento e radici

    Pianta perenne che sverna sotto forma di bulbo avvolto da una guaina scura e sfilacciata, costituita da fibre filiformi; alta, bulbo compreso, 10-20 cm. Il tubo corollino è lungo 3-4 volte le lacinie. Le radici sono portate nella parte inferiore del bulbo che si trova a 3-5 cm di profondità. Dalla parte superiore del bulbo parte lo stelo che può presentare un ingrossamento basale.

  • Foglie

    Lineari e glabre, in numero di 2-3, più o meno lunghe quanto il fiore, larghe 2-4 mm, verde-lucenti con una linea bianca al centro; presenti assieme al fiore, ma raggiungenti la massima dimensione successivamente. L'insieme di foglie e fiore/i è ricoperto da una spata biancastra che li avvolge sino a 1/2 o 2/3 dell'intera pianta arrivando talora sino alla base dei tepali.

  • Fiori

    Odore tenue e gradevole. Gli esemplari da me osservati nei diversi anni presentano fiore unico oppure 2-3 fiori, ma anche 4. Tepali 6, più o meno uguali tra loro, lunghi 3-5 cm a partire dalla fauce, cioè dal punto in cui sono liberi, e larghi 1-1,8 cm, ad apice arrotondato, di colore violetto, con base e talora apice a colorazione più intensa; molto di rado completamente bianchi. I tepali sono venati; questo carattere, presente in esemplari del Cilento mostrati nella foto acclusa, non è stato mai riscontrato in modo marcato negli esemplari da me osservati sul Gargano. Fauce gialla, con diametro di 5-6 mm, che si restringe gradatamente nel tubo, biancastro, che arriva sino all'ovario. Essa è glabra o può presentare dei ciuffetti di peli biancastri.
    Stami 3, lunghi attorno ai 2,5-3 cm, liberi a partire dalla fauce; per metà o poco più sono costituiti dall'antera gialla e per il resto dal filamento biancastro. Stilo unico, bianco, terminante con 3 stigmi sfrangiati di colore rosso; gli stigmi raggiungono più o meno la lunghezza degli stami, sono abbastanza lunghi e divergenti tra loro. Ovario infero, triloculare, posto a 3-4 cm dal bulbo, a livello della superficie del terreno.

  • Epoca di fioritura Sul Gargano ottobre-dicembre.
  • Impollinazione Entomofila
  • Frutti Capsula triloculare con numerosi semi.
  • Confusione e riconoscimento

    I Crochi italiani a fioritura autunnale sono quattro. Di essi tre mancano sul Gargano per cui non ci sono problemi di confusione in quanto Crocus longiflorus, qui, è l'unico Croco autunnale presente. Per curiosità si riportano di seguito le quattro specie autunnali presenti in Italia:

    • Crocus longiflorus Rafin (Zafferano autunnale): l'unico croco autunnale presente sul Gargano.
    • Crocus medius Balbis (Zafferano ligure): in Liguria e Piemonte. Caratteristiche principali: fauce violacea, stimmi multifido-fimbriati ùnghi degli stami e scarlatti; tepali interni più piccoli degli esterni.
    • Crocus sativus L. (Zafferano vero). Origine: Balcani, Creta, Asia Minore, Persia. Pianta coltivata in Abruzzo a Navelli per la produzione degli stimmi dai quali si ricava lo zafferano. Allo stato spontaneo esiste solo raramente e sfuggito alla coltivazione. La caratteristica principale è data daglistimmi molto lunghi che sporgono oltre i tepali.
    • Crocus thomasii Ten. (Zafferano di Thomas, botanico svizzero): in Puglia da Bari sino a Otranto, Basilicata, Calabria. Caratteristiche principali: foglie con bordo densamente cigliato, stimmi interi, fauce pelosa e gialla.

    Le specie del Genere Crocus presenti sul Gargano sono:
    1. Piante a fioritura autunnale a fauce gialla, stigmi alti quanto le antere, rossi e divergenti tra di loro. Crocus longiflorus Rafin = Crocus odorus Biv. Zafferano autunnale.
    1. Piante a fioritura primaverile.
    2. Fauce bianco-violacea; fauce pelosa. Crocus vernus Hill. = Crocus albiflorus Kit. Questa specie, secondo lo schema del Fiori, presenta più subspecie tra le quali Crocus vernus var. grandiflorus Gay = Crocus neapolitanus Mord. et Loisel. Crocus vernus var. grandiflorus Gay è specie a se stante secondo lo schema di Pignatti e subspecie del Crocus vernus Hill secondo Fiori. Zafferano maggiore (Non segnalato da Pignatti per la Puglia).
    2. Fauce gialla.
    3. Bulbo avvolto da tuniche a fibre sottili, spata a 1 pezzo, fiori 1-2 (raramente 3), profumati; lacinie violacee. Crocus suaveolens Bertol. Questa è specie a se stante secondo lo schema di Pignatti e subspecie del Crocus imperati Ten. secondo Fiori. Zafferano profumato (Non segnalato da Pignatti per la Puglia).
    3. Bulbo avvolto da tuniche cartacee che si staccano alla base lungo una linea circolare, spata a 2 pezzi, fiori 2 (1-5), profumati; lacinie bianche o giallognole all'esterno con 3-5 grosse venature viola. Crocus biflorus Miller. Zafferano selvatico.

  • Utilizzo

    Piante ornamentali
    Il Crocus longiflorus sarà probabilmente stato utilizzato per la produzione di ibridi, ma non mi risulta che come specie sia coltivato per la vendita. La sua bellezza però è innegabile e va sicuramente bene nella creazione di giardini rocciosi, per abbellire angoli di giardino, bordure, ecc.

  • Curiosità

    Colore dei fiori
    Il Crocus longiflorus ha le lacinie di colore viola con varie tonalità. Alle Chiancate (S. Marco in Lamis) ho trovato dei fiori di colore completamente bianco, anche se tale particolarità non è riportata né dal Fiori né dal Pignatti.

Caratteristiche

  • Immagine Immagine
  • Nomenclatura e sistematica

    Crocus biflorus Miller = Crocus pusillus Ten. Zafferano selvatico. Classe: monocotyledonae, Famiglia: iridaceae.

  • Origine del nome

    Crocus: dal greco krokos, nome dello Zafferano; biflorus: dal latino che significa a 2 fiori; pusillus: diminutivo di pusus che significa fanciullo e quindi piccolino, per le dimensioni del fiore anche se proprio piccolino non è; zafferano: perchè appartiene allo stesso genere dello Zafferano (Crocus sativus L., Zafferano vero, caratterizzato dagli stimmi rossi, molto lunghi, 2-3 cm, e che oltrepassano i tepali).

  • Comportamento ed habitat

    Vegeta per lo più nell'area della macchia mediterranea, ma anche ad altitudini superiori (dal mare fino ai 1.200 m), nei pascoli e nelle boscaglie.

  • Diffusione

    In tutto il territorio nazionale ad eccezione di Sardegna, Friuli e della fascia adriatica dal Molise alle Marche. Sul Gargano è stato rinvenuto dallo scrivente solo nel Bosco Difesa S. Matteo di S. Marco in Lamis, in localitàPinciara, dove tutte le foto presentate sono state scattate. Riportata dal Pignatti come pianta rara.
    Secondo il Pignatti, la pianta è caratterizzata da un polimorfismo, ancora da approfondire, nelle dimensioni, nelle forme e nella colorazione.

  • Portamento e radici

    Pianta perenne che sverna sotto forma di bulbo, alta circa 8-11 cm. Di solito 2 fiori, ma anche 1-5. Le radici sono date da un bulbo che si trova a 3-5 cm di profondità; esso è schiacciato alla base e all'apice, ricoperto da una tunica cartacea che si stacca la base lungo una linea circolare, di colore nocciola; dalla parte inferiore del bulbo partono numerose radichette sottili e biancastre. Il bulbo è sormontato dallo scapo che, alla base, presenta un ingrossamento.

  • Foglie

    Foglie lineari e glabre, in numero di 2-3, presenti assieme al fiore con la sua stessa lunghezza, ma raggiungenti la massima dimensione successivamente, sottili(1-3 mm), verde lucenti con una linea bianca al centro. L'insieme di foglie e fiori èricoperto da una spata di 2 pezzi biancastra.

  • Fiori

    Profumati, variabili da 1 a 5. Tepali 6, lunghi 3-4,5 cm a partire dalla fauce, cioè dal punto in cui non sono saldati insieme ma sono liberi, e larghi 1-1,8 cm, di colore biancastro o viola tenue, spesso macchiati di giallo alla base e con 3-5 grosse strie viola. La fauce è gialla, glabra. Stami 3, lunghi, liberi a partire dalla fauce; per metà sono costituiti dall'antera gialla e per l'altra metà dal filamento biancastro. Stilo unico, bianco, terminante con 3 stigmi tra loro divergenti, di colore rosso-arancione; gli stigmi raggiungono la lunghezza degli stami. Ovario infero, triloculare.

  • Epoca di fioritura Gennaio-aprile. E' tra i primi fiori del bosco a spuntare.
  • Impollinazione Entomofila
  • Frutti Capsula triloculare con numerosi semi.
  • Confusione e riconoscimento

    Si riporta una chiave empirica per il riconoscimento delle 4 specie del genere Crocus presenti sul Gargano:
    1. Piante a fioritura autunnale a fauce gialla, stigmi alti quanto le antere, rossi e divergenti tra di loro Crocus longiflorus Rafin = Crocus odorus Biv. Zafferano autunnale.
    1. Piante a fioritura primaverile.
    2. Fauce bianco-violacea; fauce pelosa. Crocus vernus Hill. = Crocus albiflorus Kit.  Questa specie, secondo lo schema del Fiori, presenta più subspecie tra le quali Crocus vernus var. grandiflorus Gay =Crocus neapolitanus Mord. et Loisel. Crocus vernus var. grandiflorus Gay è specie a se stante secondo lo schema di Pignatti e subspecie delCrocus vernus Hill secondo Fiori. Zafferano maggiore (Non segnalato da Pignatti per la Puglia).
    2. Fauce gialla.
    3.Bulbo avvolto da tuniche a fibre sottili, spata a 1 pezzo, fiori 1-2 (rr3), profumati; lacinie violacee. Crocus suaveolens Bertol. Questa è specie a se stante secondo lo schema di Pignatti e subspecie del Crocus imperati Ten. secondo Fiori. Zafferano profumato (Non segnalato da Pignatti per la Puglia).
    3.Bulbo avvolto da tuniche cartacee che si staccano alla base lungo una linea circolare, spata a 2 pezzi, fiori 2 (1-5), profumati; lacinie bianche o giallognole all'esterno con 3-5 grosse venature viola. Crocus biflorus Miller. Zafferano selvatico.

  • Utilizzo

    Pianta ornamentale
    L'utilizzo in floricoltura, probabilmente a causa della taglia non troppo alta, non sembra molto accentuato. Andrebbe utilizzato per il fatto che fiorisce molto presto quando nei giardini scarseggiano i fiori. Questa specie andrebbe utilizzata soprattutto per la diversa colorazione delle lacinie realizzando così mescolanze di viola e bianco.

  • Curiosità

    Origine dei crochi coltivati primaverili
    I Crocus primaverili dai grandi fiori e dai colori che vanno dal bianco, al blu, al lilla, al giallo e al porpora sono tutti delle varietà di Crocus neapolitanus Mord. et Loisel. = Crocus vernus var. grandiflorus Gay selezionate in Olanda.